PNCVDA, 25 anni dall’iscrizione nella lista Unesco. nei giorni scorsi l’incontro a Roma

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Nei giorni scorsi a Roma il Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni è stato protagonista di un evento di celebrazione per i 25 anni dell’ingresso dell’area protetta e dei siti archeologici presenti sul territorio, nella lista Unesco de “I paesaggi culturali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con le aree archeologiche di Paestum e Velia e con la Certosa di Padula”.

Una data che ha dato ulteriore valore ad un’area che, già negli anni precedenti, aveva ottenuto dall’UNESCO riconoscimenti importanti come quello giunto nel 1997 che aveva individuato il Parco come riserva naturale della Biosfera Mab – Unesco. L’anno successivo, e precisamente il 5 dicembre 1998, il Parco entra dunque anche nella lista dei paesaggi culturali. Ed è proprio questo anniversario che, nei giorni scorsi, è stato festeggiato a Roma presso la sede dell’Associazione Stampa Estera, a cui ha preso parte anche il presidente dell’ente Giuseppe Coocrullo che, per kl’occasione, ha avuto modo di presentare il programma di attività per il prossimo anno 2024.

Presenti inoltre all’evento anche il senatore Antonio Iannone e l’ex presidente della Provincia di Salerno Alfonso Andria che ricopriva l’incarico proprio nel periodo dell’iscrizione e che, in qualità di ente capofila, supportò insieme alla Sopraintendenza Archeologica e all’ente Parco l’iscrizione nella lista Unesco e che, nello stesso anno sostenne la nascita dell’evento della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, celebrato a Roma in concomitanza dell’evento dedicato al Parco.

“La candidatura promossa dalla Provincia di Salerno negli anni in cui ne ero Presidente – ha dichiarato Alfonso Andria – culminò in un grande risultato. Nello stesso anno, 1998, con l’accompagnamento della stessa Provincia, nasceva la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, fondata e diretta da Ugo Picarelli”. Il Parco, dunque, importante opportunità di sviluppo delle aree ricadenti nel perimetro dell’area protetta, acquistando maggior valore per il riconoscimento di Patrimonio Materiale dell’Umanità.  

“In questi primi mesi di Presidenza – ha sottolineato il presidente Coccorullo – mi sono subito soffermato su questo significativo riconoscimento Unesco per il Parco. Paestum, Velia e Padula sono molto importanti ma ci sono anche tanti siti minori su cui ci stiamo focalizzando, con diversi progetti di valorizzazione e digitalizzazione, per creare una rete e presentare un’offerta turistico-archeologica ampia Come Ente Parco stiamo puntando molto sul segmento della mobilità lenta, attraverso una manutenzione dei nostri sentieri. Inoltre, uno dei progetti più innovativi e più importanti che stiamo mettendo in campo nell’ambito del programma “Parchi per il Clima” è una rete di 37 postazioni di bike sharing, in altrettanti Comuni, che costituirà una vera e propria rete di collegamento di tutti i borghi più suggestivi del Cilento. Questo – ha concluso Giuseppe Coccorullo – per noi rappresenta solo un primo passo perché riteniamo di dover implementare questa attività attraverso la realizzazione di ulteriori postazioni, in modo che tutti gli 80 Comuni del Parco possano essere raggiunti attraverso un sistema di mobilità lenta che per noi sarebbe un grandissimo traguardo”.

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