Seconda Asl a sud di Salerno, un progetto da archiviare

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Una seconda Asl per l’area a sud di Salerno non si farà. Ad un anno circa dalla proposta avanzata dal territorio, della questione si è parlato nei giorni scorsi in commissione Sanità alla Regione. Su richiesta della Comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. A renderlo noto la consigliera regionale Maria Ricchiuti che, nell’occasione, ha relazionato sul tema.

“Dopo un’articolata esposizione delle criticità scontate dalla nostra assistenza sanitaria – spiega – tenuto conto delle differenze orografiche e demografiche dei nostri territori, ho rappresentato la necessità di riorganizzare i servizi sanitari per riconoscere pari dignità di cure. La logica ragionieristica della razionalizzazione della spesa non può penalizzare ulteriormente il nostro territorio che legittimamente rivendica la dovuta attenzione. La commissione ha raccolto – chiarisce Maria Ricchiuti – la proposta di sollecitare l’Asl competente a riordinare i servizi sanitari in maniera più rispondente alle aree marginali, vista la difficoltà normativa di istituire una nuova struttura aziendale. C’è infatti un’impossibilità tecnica e giuridica ad istituire una seconda Asl considerato – conclude – che dopo il decreto Balduzzi si è imposto alle regioni di ridurre drasticamente le spese sanitarie”.

Circa un anno fa le battaglie sui punti nascita dei presidi di Polla e Sapri avevano rilanciato il dibattito sulla organizzazione sanitaria ed era tornato attuale il tema di una Asl “su misura” per il territorio a sud della provincia. I rappresentanti delle Comunità Montane ne chiesero l’istituzione. A farsi portavoce della proposta l’ex parlamentare, Simone Valiante. Ne volevano una sulla falsariga della vecchia Asl Salerno 3 che, è stato più volte ricordato, era l’unica della Campania ad avere il bilancio in attivo eppure venne soppressa nel 2009 per ragioni di risparmio. Una vicenda che ha lentamente portato ad un peggioramento della qualità dell’offerta sanitaria da queste parti.

Ora è stato ribadito, semmai fosse stato necessario, che è un’utopia la realizzazione di un’azienda sanitaria locale che copra tutti i comuni dell’area Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Rosa ROMANO

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