Sala C. Colucci sulla vicenda kit mensa: “Oltre al danno anche la beffa”

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Nella polemica sulla questione kit mensa a Sala Consilina, dopo il botta e risposta di ieri tra il gruppo Positivo e il consigliere Olga Farina, è arrivato prontamente anche l’intervento di Giuseppe Colucci. Il consigliere di Progetto Sala con una nota stampa attacca l’amministrazione Cavallone e in particolare il sindaco che aveva annunciato “massima disponibilità ad andare incontro alle esigenze e richieste delle mamme” garantendo l’installazione “delle lavastoviglie che consentiranno di lavare le nuove stoviglie e di igienizzarle direttamente nei locali scolastici”. Per Colucci “ è una beffa per i genitori e per gli alunni oltre che un danno per tutti i cittadini”.

 Per Giuseppe Colucci la ditta che gestisce il servizio mensa doveva fare questa dichiarazione e non l’amministrazione che “ha consentito alla ditta di espletare il servizio mesa in maniera diversa da quanto previsto dalla gara d’appalto”. Come “Progetto Sala” prosegue Colucci abbiamo chiesto chiarimenti sul rispetto del contratto di appalto già nella seduta del consiglio comunale del 5 dicembre. Per Colucci “l’Amministrazione aveva l’obbligo già dall’avvio del servizio mensa di pretendere dalla ditta l’utilizzo di materiale biodegradabile e compostabile al 100%, mentre ha consentito finora l’utilizzo di materiale monouso non previsto, con un maggior costo per la collettività e, certamente, con un risparmio per la ditta appaltatrice”.

“Perché – chiede Colucci – non è stato preteso il rispetto del contratto ed è stato consentito di utilizzare per circa un anno e mezzo materiali non previsti? Perché, come già richiesto dal sottoscritto, non è stato contestato alla ditta il prezzo pagato, visto che i materiali utilizzati sono di gran lunga meno costosi di quelli previsti nella gara d’appalto?”

“Queste – conclude il capogruppo di Progetto Sala – sono le risposte che deve dare l’amministrazione e non la disponibilità a lavare ed igienizzare le stoviglie, che non è un piacere che si fa alle famiglie, ma è già un obbligo specifico della ditta di assicurare la sicurezza alimentare, la sanificazione e la tipologia delle attrezzature utilizzate, il cui controllo spetta all’Amministrazione, come previsto dall’art. 15 del capitolato”.

Giuseppe OPROMOLLA

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