Caso Coscioni, centrodestra: “Sospensione atto dovuto”. De Luca: “Prova di arroganza”

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La sospensione di Enrico Coscioni dalla presidenza dell’Agenas è l’occasione per il presidente della Regione Vincenzo De Luca De Luca che ne approfitta per ingaggiare un nuovo scontro con il governo

“Il presidente del Consiglio non ha ancora sospeso nessuno – afferma – non accelerate i tempi. La considero un’ennesima, quando dovesse concretizzarsi, prova di arroganza del potere e di violazione delle regole elementari della civiltà democratica” difende così il cardiochirurgo, suo ex consigliere alla sanità. Lo stop firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute Schillaci, è da protocollare, giovedì, in Conferenza delle Regioni. “Aspettiamo, per lo meno, che – aggiunge De Luca – si pronunci qualche livello della magistratura e cerchiamo di fare le persone civili. Ma, mi rendo conto che è un appello destinato a cadere nel vuoto”.

“La sospensione è un atto dovuto in quanto” commentano i parlamentari di FdI, Antonio Iannone e Imma Vietri, che, nelle scorse settimane, avevano presentato un’interrogazione al ministro della Salute, per chiedere se vi fossero i presupposti per sospendere/rimuovere Coscioni dal vertice dell’Agenas. “Il Ministero della Salute – spiegano – ha inviato la richiesta di sospensione dell’incarico alla Conferenza Permanente Stato-Regioni che si esprimerà il prossimo 2 maggio, in quanto i fatti addebitati al dottore Coscioni nell’esercizio della professione medica sono ritenuti “di tale gravità da avere indubbi riflessi anche sull’incarico svolto dallo stesso quale presidente dell’Agenas”. Il parere favorevole è arrivato anche dall’Avvocatura Generale dello Stato, per la quale “i compiti istituzionali dell’Agenzia, la posizione organica e funzionale del suo presidente e gli specifici atti contestati al dottore Coscioni potrebbero far rilevare una inopportunità della prosecuzione dell’incarico. La sospensione è un atto dovuto in quanto – concludono – non possono esserci ombre o sospetti su chi ricopre un incarico prestigioso al vertice di un ente pubblico di rilievo che è anche organo scientifico del Servizio Sanitario Nazionale”.

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