Lorenzo Peluso a Roma invitato dall’ambasciatore della repubblica islamica dell’Afghanistan

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Un importante riconoscimento per il giornalista salernitano, Lorenzo Peluso, che è a Roma, invitato dall’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, Khaled Ahmad Zekriya, per relazionare nell’ambito della Tavola Rotonda dal tema “Afghanistan, ieri, oggi, e soprattutto domani”. Un’iniziativa voluta dall’ambasciatore per mettere a confronto esperti e giornalisti sulle loro esperienze maturate nel Paese e su idee ed opinioni sulla situazione attuale, al fine di individuare un percorso comune che porti ad un nuovo intervento, soprattutto umanitario, a favore di un Paese alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti e la costante privazione di diritti umani imposti dai talebani tornati al potere dall’agosto 2021.

Lorenzo Peluso, più volte inviato al seguito delle truppe NATO, nel Paese degli aquiloni, ha maturato una importante esperienza in Afghanistan, con 14 viaggi per raccontare attraverso corrispondenze e reportage, poi in tre diverse pubblicazioni, un paese in guerra. Il mondo, impegnato e distratto da altri conflitti, l’Ucraina e ora il riaccendersi della questione israelo-palestinese, ha dimenticato l’Afghanistan sconvolto nelle ultime settimane anche da diversi terremoti che hanno fatto oltre tremila morti. Da qui l’iniziativa dell’Ambasciatore Khaled Ahmad Zekriya, riunendo a Roma i massimi esperti e conoscitori del Paese, per richiamare l’attenzione e la consapevolezza dell’opinione pubblica italiana sull’attuale situazione in Afghanistan, promuovendo per questo autunno alcune iniziative socio-culturali, una delle quali è un Premio Letterario, il cui tema è proprio l’Afghanistan.

Lorenzo Peluso per quindici anni è stato corrispondente per diverse testate in Afghanistan. Nel suo ultimo libro sul tema, “Di là dal fiume. Il Mio Afghanistan”, pubblicato nel maggio 2021 aveva anticipato la fine della missione internazionale della NATO, con il ritiro delle truppe della coalizione, dopo vent’anni di attività militari e supporto alla popolazione locale, tracciando anche lo scenario che ne sarebbe scaturito, così come, purtroppo poi si è verificato. Nel suo libro, arricchito da cento fotografie, ritratti di volti, espressioni, attimi di vita, si offre una seria analisi anche del contesto attuale di un Paese ora ostaggio e nella morsa dei talebani.

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