Ponte Tanagro, lavori fermi. A vuoto la promessa di Alfieri. Schierarsi chiede accesso agli atti

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Nuovamente fermi al palo i lavori per il rifacimento del Ponte Tanagro in località Caiazzano. O Una storia senza fine per un tratto di strada che funge da collegamento per una unica comunità che, seppur afferente a due comuni diversi, è da sempre stata unita. Nei mesi scorsi, il Ponte Tanagro sulla SP 51, dopo la chiusura ed una serie di vicissitudini legate al passaggio di cantiere, è stato abbattuto. Lo scorso luglio, il presidente della Provincia Franco Alfieri, giunto a Caiazzano, aveva assicurato che, l’opera, sarebbe stata completata nel giro di 6 mesi.

Dopo 7 mesi, unico passo in avanti compiuto, è stato l’abbattimento del ponte nella parte centrale, lasciando intatta la struttura. L’abbattimento quindi della parte centrale del ponte ha avuto come unico effetto, quello di impedire anche il passaggio a piedi o in bici del ponte che, fino a non molto tempo fa, garantiva, alle comunità locali, di avvertire una divisione tra est ed ovest del ponte Tanagro. Due mesi fa, l’abbattimento e, da due mesi, nessun intervento è stato più effettuato sul ponte con il cantiere che resta fermo. Una situazione che ha ottenuto come unico effetto, quello di ridurre ulteriormente la fiducia dei cittadini nella politica. Una fiducia venuta meno anche in virtù delle promesse della politica provinciale che, circa 9 mesi fa, aveva assicurato una riapertura del ponte nel giro di 6 mesi e che, ad oggi, nulla è stato fatto se non accentuare le difficoltà dei residenti.

A fianco dei cittadini è scesa anche l’Associazione Piazza-Schierarsi Cilento-Vallo di Diano parlando di una situazione che ha assunto caratteri grotteschi e non più giustificabili. Non è più possibile soprassedere e aspettare i tempi della politica e della burocrazia. “E’ giunto il momento – dichiarano dall’associazione – che la politica metta fine a selfie e chiacchiere e si assuma le grandi e gravi  responsabilità mettendo fine a questa farsa in cui a rimetterci sono come sempre i cittadini”. L’associazione presieduta da Giovanni De Lauso, dunque, è pronta ad intervenire a tutela di tutti i cittadini ed in special modo dei residenti di loc. Caiazzano e lo fanno inoltrando alla Sopraintendenza e per conoscenza al presidente della Provincia di Salerno una PEC per richiedere l’accesso agli atti e conoscere il parere espresso dalla Soprintendenza in ordine all’impatto archeologico dell’opera.

Una iniziativa che è stata avviata, come scrivono dall’associazione in quanto sussiste “un interesse dei cittadini a transitare in un tratto stradale, unico collegamento tra aree di due territori comunali, la cui procrastinata interruzione crea gravi disagi ai residenti, famiglie, lavoratori, studenti, commercianti, imprenditori, agricoltori, con dispendio di tempo, aggravio di spese per lo svolgimento delle attività quotidiane e danni economici per le attività presenti nelle aree interessate”.

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