Reati contro gli animali: a Salerno diminuiscono  procedimenti e indagati. Difficoltà a presentare denuncia

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Traffico di fauna selvatica, corse clandestine di cavalli, tratta di cuccioli, combattimenti tra cani, pesca di frodo, bracconaggio: sono alcuni dei crimini contro gli animali rilevati in Campania.

Sì è tenuta ieri, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, la conferenza di presentazione dei dati del Rapporto Zoomafia 2023 relativi alla Campania: è un’analisi criminologica che analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2022.

Secondo l’analisi, nella regione, nel 2022, sono stati registrati almeno 698 fascicoli per reati a danno di animali (circa il 7,74% di quelli nazionali), con un’incidenza pari a 11,95 procedimenti per 100.000 abitanti, e almeno 336 indagati (circa il 7,22% di quelli nazionali), con un tasso di 5,75 indagati ogni 100.000 abitanti.

A Salerno nel 2022 sono stati registrati 92 procedimenti con 49 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono diminuiti dell’8% passando da 100 a 92, mentre il numero degli indagati è diminuito del 23,43% circa, passando da 64 a 49.  In base ai dati delle altre Procure: a Nocera Inferiore, in totale nel 2022 sono stati registrati 44 procedimenti con 24 indagati. Rispetto al 2021, i procedimenti sono aumentati del 29,41% passando da 34 a 44, mentre il numero degli indagati è aumentato del 26,32%, passando da 19 a 24. A Vallo della Lucania, nel 2022 sono stati registrati 30 procedimenti con 12 indagati. Non sono disponibili i dati del 2021 per un raffronto.

“È ancora troppo diffusa la difficoltà di presentare e portare avanti fino alla fine di un procedimento una denuncia, per chi dimostra sensibilità verso i maltrattamenti e gli altri reati a danno degli animali – dice Stella Cervasio, presidente Associazione Animal Day – Molto si risolve con passaparola tra volontari e testimoni che purtroppo non arrivano lontano. È necessario quindi rendere più agevole il percorso per chi ha assistito a questi reati, purtroppo molto diffusi in un territorio che ha strette intersezioni con il fenomeno camorristico e assicurare una tutela che ad oggi non c’è, tanto agli animali, quanto ai testimoni potenziali denuncianti”.

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