Monte San Giacomo. Cani avvelenati, Angelo Caporrino: “Il randagismo riguarda tutti”

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Ha fatto scalpore la notizia dell’avvelenamento dei sei cuccioli di cane a Monte San Giacomo. In località Accio Pedale, poco distante dal centro abitato da mesi un branco di cani randagi viene accudito da un volontario, Angelo Caporrino. Tra questi vi erano i cuccioli uccisi.

Angelo si prende cura di tanti cani e non solo. Lo fa con mezzi propri e con tanto amore soprattutto se gli capita di imbattersi in intere cucciolate abbandonate a se stesse. Dei sei cuccioli e della loro mamma si prendeva cura da mesi. Appena rinvenuti agonizzanti si è subito attivato per salvarli. Sollecitando chi di dovere ha creato una catena di solidarietà e collaborazione tra vigili urbani, carabinieri, veterinari dell’Asl, la clinica veterinaria di Doris Salluzzi e il ricovero per randagi Oasi Felix grazie alla quale si è riusciti comunque a salvarne alcuni. La cagna che li ha partoriti si è salvata ma solo perché, aiutata da Angelo, è riuscita subito a bere molta acqua.

Il fenomeno dell’avvelenamento dei cani randagi non è nuovo nel Vallo di Diano. Sulla vicenda è intervenuta Amanda Cozza dell’Associazione Qua la Zampa Effe per chiedere “una campagna di sterilizzazione e microchippatura a tappeto, tutti i comuni – dice – devono agire in maniera coordinata con l’Asl, i volontari da soli non possono fare ciò che dovrebbero fare le istituzioni”.

L’intervista di Rosa Romano a Angelo Caporrino

 

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