Ucraina-Russia: il no alla guerra dal Vallo di Diano

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Un fermo no alla guerra in Ucraina arriva dal Vallo di Diano. C’è chi aderisce all’appello lanciato dalla “Tavola della Pace”, chi illumina il palazzo municipale con i colori della bandiera Ucraina e chi chiede alle amministrazioni comunali di esporre la bandiera della pace.

“Tutti i responsabili dell’Unione Europea e della politica internazionale sono chiamati ad agire con determinazione per impedire che la crisi dell’Ucraina sfoci in una nuova guerra, che avrebbe conseguenze devastanti per tutto il mondo. Sarebbe una pericolosissima regressione storica! L’Europa dica subito una parola chiara: Mai più guerra in Europa! E agisca di conseguenza”. Inizia così l’appello lanciato dalla “Tavola della Pace” sulla situazione in Ucraina, a cui ha aderito il Comune di Caggiano guidato dal sindaco Modesto Lamattina. “Non c’è alcuna possibilità di difendere i diritti umani o di risolvere le crisi muovendo carri armati, soldati, navi e aerei di guerra. Questo è il tempo di dichiarare la pace e non la guerra!”, si legge ancora nel lungo appello che si chiude con il richiamo di quanto contenuto nel Trattato di Lisbona: “L’Unione opera per assicurare un elevato livello di cooperazione in tutti i settori delle relazioni internazionali al fine di: … preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle Nazioni Unite …”.

Il comune di Pertosa, guidato dal sindaco Domenico Barba, ha invece illuminato il palazzo comunale con i colori dell’Ucraina “per esprimere – affermano dall’amministrazione – umana solidarietà alla popolazione coinvolta e per condannare con fermezza tutte le azioni che portano a quell’abominio chiamato guerra”.

Ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze militari russe è stata espressa anche da Ottavio Romanelli, coordinatore del Partito Democratico di Sassano, il quale ha invitato “le amministrazioni comunali del Vallo di Diano a promuovere i valori della solidarietà e della fratellanza tra tutti i popoli, esponendo in tutti i luoghi possibili la Bandiera della Pace o di qualsiasi altro simbolo contro le guerre. Il pericoloso conflitto appena iniziato – afferma – può avere conseguenze drammatiche e per questo tutti noi abbiamo l’obbligo di lanciare un significativo messaggio di Pace e di rispetto della vita. La storia ci insegna che, a prescindere da quali interessi siano in ballo nelle relazioni tra stati, – conclude Romanelli – l’unica via da seguire è la Pace”.

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