Capaccio Paestum, resti umani sulla spiaggia: dal dna si cerca di individuare l’identità del soggetto

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Sarà il DNA a far luce, si spera, sul macabro rinvenimento di una gamba umana, infilata in una scarpa, rivenuta lo scorso 3 marzo sulla spiaggia di Capaccio Paestum a cui ha fatto seguito, un ritrovamento pressoché identico a Capo Vaticano in Calabria. Al momento resta ancora ignota l’identità della persona a cui apparterrebbero i resti umani rinvenuti sulle due spiagge ma si fanno avanti ipotesi ed anche familiari di persone scomparse da tempo che chiedono il confronto del DNA ricavato dai resti umani rinvenuti e quello delle persone che, al momento risultano scomparse, e di cui non si hanno notizie.

A chiedere il raffronto, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino anche il fratello di un uomo scomparso nel 2015 a Piana di Sorrento e di cui non si hanno più notizie da nove anni. Nessuna traccia dell’uomo che all’epoca della scomparsa aveva 41 anni e che, dopo i contatti con i genitori in cui raccontava dove si trovava, è completamente scomparso e a nulla sono serviti i tentativi di ritrovarlo messi in campo dalla famiglia anche attraverso la nota trasmissione televisiva Chi l’Ha Visto. Il ritrovamento dei resti umani, ha dunque portato la famiglia a chiedere di effettuare il confronto anche se, secondo quanto emerge, pare che la scarpa ritrovata attaccata alla gamba, sia una produzione ben più recente rispetto al 2015, anno di scomparsa del 41enne.

Altro elemento che lascia poco spazio all’ipotesi che i resti umani rinvenuti appartengano proprio allo psicologo di Vico Equense scomparso 9 anni fa, è la datazione dei resti umani. L’esame autoptico effettuato presso l’Ospedale di Eboli dove si trova la gamba, ha portato i medici a datare la morte dell’uomo a circa 9 mesi fa. Ciò dunque potrebbe escludere l’ipotesi che si tratti proprio dell’uomo scomparso nel 2015. Si tratta però solo di ipotesi e gli inquirenti sono impegnati comunque ad effettuare tutti gli accertamenti attraverso proprio il confronto con i  diversi DNA oltre che del 41enne scomparso 9 anni fa, anche di altre persone scomparse nello scorso anno, sperando che tali confronti possano portare all’identificazione della persona a cui appartengono sia i resti rinvenuti a Capaccio Paestum che quelli rinvenuti in Calabria e che sembrerebbero appartenere alla stessa persona.

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