Vallo di Diano. Strade dissestate, arrivano i rattoppi

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È stato rattoppato il manto stradale della SP39 Teggiano-Polla dai tecnici del settore Viabilità della Provincia di Salerno, in questi giorni al lavoro anche in località Pantano di Teggiano per mettere in sicurezza una delle arterie più dissestate del comprensorio.

È stato il sindaco di Teggiano, Michele Di Candia, a smuovere le acque inviando alla Provincia di Salerno a fine marzo una lettera di diffida assicurando la chiusura al traffico veicolare di tutte le strade di competenza provinciale ricadenti sul territorio comunale se l’Ente non fosse intervenuto a metterle in sicurezza. Sono così arrivati i lavori di bitumazione su due punti della SP39, tra le frazioni di Piedimonte e Prato Perillo di Teggiano. Sembra poi ci sarà un altro intervento sempre sulla SP39 tra Prato Perillo di Teggiano e San Pietro al Tanagro.

Lavori fatti così, alla bell’e meglio, non rendono quelle strade le più sicure della provincia ma forse qualcosa inizia a muoversi. La situazione di pericolo in cui versano le principali arterie del Vallo di Diano è sotto gli occhi di tutti. È messa continuamente a rischio la vita dei cittadini che, quando non ci rimettono la pelle, devono comunque far fronte alle spese per riparare le auto danneggiate. Trattandosi di arterie principali, tutti le percorrono ma in pochi si sono dimostrati interessati alla reale risoluzione del problema. E non si può dire che non ci siano state segnalazioni o denunce. C’è chi, come il Codacons Vallo di Diano, sta portando avanti la battaglia da anni.

Al disinteresse della politica locale fa da sponda la presenza sui giornali un giorno sì e uno no del Presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, per lamentarsi delle casse dell’Ente sempre in rosso. Nessuno ha però il coraggio di prendere atto del proprio fallimento, perché di questo si tratta. Ad un territorio senza ferrovia ma di cui si decantano le grandi potenzialità non si può negare la precondizione per uno sviluppo turistico ed economico lasciandolo con una rete stradale che in molti casi è un percorso di guerra. A meno che i teorici dello sviluppo del Vallo di Diano non abbiano pensato ai potenziali turisti già dotati di mongolfiere o aerei privati, in quel caso la vallata offre ampi spazi.

Rosa Romano

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