Vallo di Diano, “disinfestazioni selvagge”: il Codacons si rivolge alla Procura per fermarle

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“Continua lo spargimento di veleni in quasi tutti i comuni del Vallo di Diano”. E’ l’allarme lanciato dal responsabile della sede Condacons Vallo di Diano, Roberto De Luca, che per fermare le disinfestazioni in corso nel territorio valdianese ha richiesto l’intervento urgente della Procura della repubblica di lagonegro. “Si continua a ignorare –sottolinea De LUCA- l’allarme del Consiglio Nazionale delle Ricerche che, nove anni fa, ha diramato un comunicato contro le pratiche di disinfestazione su vaste aree. Dal convegno “ZANZARE – DISINFESTAZIONI – INFORMAZIONE” Esperienze e Indagini, tenutosi nel 2005 presso la sede del CNR (il Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Roma, è infatti emersa la volontà dei relatori di sottoscrivere un documento comune affinché il problema venisse affrontato nel modo più opportuno e meno aggressivo possibile nei riguardi sia dell’ambiente che della salute dei cittadini. Gli scienziati hanno definito queste pratiche dannose alla salute dei cittadini e all’ecosistema. In particolare, nella relazione si legge che sono stati testati vari insetticidi, ed è risultata una inaspettata pericolosità per la salute, anche per gli insetticidi comunemente ammessi ed usati per combattere le zanzare, fino ad oggi ritenuti poco pericolosi e a basso impatto ambientale)”. Il responsabile del Codacons Vallo di Diano ricorda che il 2 Agosto 2013 il Sindaco di Sassano, dottore oncologo, annunciando la disinfestazione nel Comune da lui stesso amministrato, ha correttamente definito i prodotti che sarebbero stati utilizzati per l’operazione “veri e propri veleni”. “In recenti avvisi e manifestirelativi alle disinfestazioni –evidenzia De Luca- si leggeva testualmente: IN CASO DI AVVELENAMENTO: CONTATTARE IL CENTRO ANTIVELENI OSPEDALE CARDARELLI. Negli ultimi avvisi, scompare la parola “avvelenamento”, ma resta il numero dell’ospedale Cardarelli”. Per questi motivi il Codacons Vallo di Diano ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Lagonegro, chiedendo di effettuare indagini approfondite, avvalendosi di consulenti che non siano dipendenti della stessa ASL, così come successe nell’esposto del 2008 in seguito alla la strage delle rondini. “Nel primo nostro tentativo di fermare questa follia –spiega De Luca- un funzionario dell’ASL dichiarò che non era possibile individuare la causa certa della moria di rondini”. Ora il Codacons Vallo di Diano, dopo aver notato che si spargono “veri e propri veleni” a ritmo incalzante, nonostante esistano metodi naturali alternativi alla lotta alle zanzare, chiede un intervento urgente a scopo cautelativo per avere un quadro completo della situazione e per stabilire se, nell’effettuare queste operazioni, si compiano – alla luce di quanto emerge da studi scientifici – atti contrari alle leggi della Repubblica Italiana che, nel dettato costituzionale, tende a garantire il diritto alla salute.

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