Vallo di Diano, in preoccupante incremento l’attività degli “spostacani”

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Quando non li avvelenano li spostano. É la malasorte dei randagi del Vallo di Diano dove l’attività degli “spostacani” é in preoccupante incremento. 

Accade che gli animali, soprattutto quelli senza padrone, siano presi e portati in altro Comune perché danno fastidio. Il randagismo è un problema ma spostarli o avvelenarli non è la soluzione. Portarli altrove, lontano da casa, significa solo amplificarlo a livello istituzionale, addossarlo ad un’altra comunità e trasferirlo in capo ad un’altra amministrazione comunale a cui spetta la responsabilità della tutela degli animali vaganti sul proprio territorio. Senza considerare che le povere bestiole si ritrovano all’improvviso in altri luoghi, disorientati.

É un reato. “Doppio – spiega Amanda Cozza presidente dell’associazione Qua la Zampa Effe – perché prima ci si appropria di una cosa altrui, vale anche per i randagi che sono dei sindaci, e poi si commette abbandono. Da Padula arrivano alla zona di confine con Montesano e Buonabitacolo; da Sala Consilina alla zona di confine con Montesano, Padula e Buonabitacolo; da Sant’Arsenio a Sala Consilina; da Sassano a Padula; da Sala Consilina a Monte San Giacomo”.

Come è successo qualche mese fa a Galileo, Lady e il piccolo Birillo: tre cani randagi risultati microchippati al Comune di Sala Consilina ma per diverse settimane, la scorsa estate, hanno girovagato  a Monte San Giacomo. La loro storia era diventata virale: erano una piccola “famiglia di fatto”, composta da Lady e suo figlio Birillo con Galileo che stava sempre con loro. Eppure erano innocui infatti microchippati e reimmessi sul territorio, avevano volontari ad accudirli a Sala Consilina dove vivevano, ma a qualcuno non piacevano evidentemente, e a Monte San Giacomo dove arrivarono all’improvviso.

I punti di abbandono sembrano quindi luoghi scelti e non individuati a caso. Li portano là dove sanno che qualche volontario se ne prenderà cura senza rischiare che tornino indietro. In genere gli spostacani lo fanno per lucro in questo contesto il fenomeno è più riconducibile alla superficialità. Chi agisce lo fa per togliersi un fastidio senza valutare le ricadute negative per gli animali.

É un reato e quindi va segnalato all’Asl, ai sindaci, alla Polizia municipale e ai Carabinieri.

“I cani non si regalano – dice infine Amanda Cozza – purtroppo riceviamo spesso messaggi di persone che vogliono fare regali o sorprese. Molti dei randagi nelle nostre strade però sono proprio cani regalati, quando sono cuccioli va tutto bene poi verso i 10 mesi non li vogliono più e li abbandonano andando a incrementare fenomeni come il randagismo e quello degli spostacani”.

Rosa ROMANO

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