Vallo di Diano, cambio alla guida degli Enti. Vocca: “Solo un modo per poter gestire i milioni di Strategia Aree Interne”

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I 17 milioni destinati alla realizzazione dei progetti di Strategia per le Aree Interne, secondo l’ex consigliere della comunità Montana Graziano Vocca, fanno gola e non poco, tanto da aver risvegliato rivalità e contrasti tre i referenti della politica locale.

È questa l’analisi dell’ex consigliere Vocca a seguito anche di alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Sanza nonché presidente del Consorzio di Bacino Centro Sportivo Meridionale Vittorio Esposito secondo cui, al di là dell’esito delle elezioni provinciali con una spaccatura all’interno del Partito Democratico valdianese che non si è mostrato compatto nel sostenere il proprio candidato, è necessario che i referenti degli enti facciano un passo indietro per favorire il ricambio generazionale. 10 anni sarebbero troppi e quindi bisogna cambiare. Nel Vallo di Diano, le difficoltà di confronto non dovrebbero esistere dato che, gran parte degli enti COMUNALI, almeno fino a qualche anno fa, erano guidati da esponenti dello stesso partito. L’accordo però non c’è e le elezioni provinciali, seppur considerato un ente ormai di poco peso, ha fatto emergere delle correnti che, secondo Vocca, vedrebbero come posto ambito quello alla guida della Comunità Montana Vallo di Diano con gli oltre 17 milioni in arrivo da gestire nell’ambito della programmazione di sviluppo delle Strategie per le Aree Interne. Un progetto a cui ha lavorato e lavora da oltre 4 anni  e in cui ha crede fortemente il presidente Raffaele Accetta. Poca cosa invece per Vittorio Esposito che, tendenzialmente, ne sminuisce il valore e le aspettative.

“Il Pd del Vallo di Diano – dichiara Vocca – non è d’accordo su niente però poi si chiudono in una stanza per spartire divani. Oggi in discussione il presidente Accetta. I cambiamenti non sono casuali – denuncia l’ex consigliere della Comunità Montana – tanto che oggi tanti di loro criticano le aree interne, ma la somma è troppo alta per non ambire ad amministrare un progetto pilota che sulla carta potrebbe cambiare il volto del territorio. Ed ecco che tutti i nodi vengono al pettine”

Anna Maria CAVA

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