Spettacoli

Per il quarto appuntamento di Teatro a Casa Marone sabato scorso sul palco il dialetto e le tradizioni di Sarconi (PZ). La compagnia Liberamente ha portato in scena “Cos’ r’ l’atu munnu” una commedia in vernacolo sarconese scritta e diretta da Giuseppe Bartolomeo. Se gli obiettivi di uno spettacolo teatrale sono innanzitutto divertire e far riflettere, loro ci sono riusciti. Lo hanno fatto attraverso il dialetto, che il mezzo più immediato per veicolare la comicità e il punto intorno al quale ci si sente ancora comunità, un baluardo identitario che ancora resiste e che va quindi coltivato e tramandato.

“Due – spiega Giuseppe Bartolomeo – sono i motivi fondamentali che mi hanno spinto a scrivere questo testo teatrale che va a completare la trilogia dopo Amiricanu e Iè turnatu Totonnu: la valorizzazione del dialetto con il recupero di termini ormai in disuso; e la ricostruzione semiseria di momenti di vita paesana personaggi reali e inventati. Il Sindaco, il commerciante di fagioli, il parroco e zio Rocco il barbiere sono personaggi veri mentre la famiglia Cippone rappresenta la tipica famiglia contadina della seconda metà del secolo scorso. Scrivere soltanto poi lo ritenevo un riduttivo – continua – ed allora ho dato sfogo alla mia passione ritagliandomi una parte in cui interpreto il vecchio 'papanonno' e coinvolgendo anche i miei figli nel ruolo del sindaco e del prete. Lo scopo della nostra compagnia – conclude Bartolomeo – è quello di far vivere al pubblico momenti di spensieratezza e di allegria, allontanando, almeno per due ore le ansie, gli affanni e le preoccupazioni che la vita di oggi ci riserba”.

E ci sono riusciti a giudicare dall'apprezzamento del pubblico di Teatro a Casa Marone che, sempre più numeroso, anche sabato è tornato a casa pienamente soddisfatto della serata. In attesa del prossimo appuntamento che vedrà esibirsi LaRibalta di Salerno con IlPapocchio.

Rosa ROMANO

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