Spettacoli

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Importante traguardo per il giovane musicista di Ottati Antonio Sabetta che entra a far parte dell'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" fondata e diretta dal M° Riccardo Muti. 25 anni, trombonista come il padre, Antonio Sabetta ha già una carriera costellata di successi.

Dopo aver terminato gli studi di chitarra al Conservatorio di Salerno, poco più che ventenne ha iniziato ad insegnare al Liceo Musicale di Sapri ottenendo il titolo di insegnante più giovane d’Italia. Ha insegnato a Sapri fino allo scorso anno, mentre quest’anno è entrato nel personale docente del Liceo Musicale di Campagna. Proprio in questi anni è arrivato l’avvicinamento allo strumento del trombone, che Antonio Sabetta ha studiato e suonato presso l'Istituto Musicale Pareggiato della Valle d'Aosta, laureandosi con il massimo dei voti.

“Il mio percorso di studi ad Aosta – ha spiegato - è stato fantastico e grazie alla formazione impeccabile ricevuta ho superato alcune audizioni importanti a livello giovanile tra cui: l' Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, l'Orchestra Senzaspine di Bologna ed altre ancora fino ad arrivare alla soddisfazione più grande ricevuta finora: la mia selezione all'audizione presso l' Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" fondata e diretta dal M° Muti. Il privilegio e l'onore di poter studiare, imparare e suonare con il grande Maestro Muti – ha continuato Sabetta - sarà un'emozione incredibile che rimarrà indelebile nel mio cuore. Una soddisfazione però che non sarà il traguardo ma un trampolino per poter arrivare ancora più preparato ai concorsi nelle maggiori orchestre italiane e estere”.

Antonio Sabetta infatti sogna di diventare membro di una grande orchestra e di riuscire a suonare tra i Berliner Philharmoniker e la Chicago Symphony Orchestra.

Antonella D'ALTO

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Anticipato la scorsa estate dal singolo "Giugno", è uscito da pochi giorni il disco di esordio del duo campano dei “Settembre” composto dalla cantante teggianese Angela Cicchetti e dal chitarrista napoletano Ivan Imperiali.

"Grattacieli di Basilico" contiene 8 brani inediti: dalla traccia numero 1 dedicata a Teggiano, passando dalla canzone che dà il titolo al disco, il singolo “Giugno” simbolo di una storia d'amore intensa con i suoi momenti di gioia e di tristezza, fino a “Le tue camicie” che chiude l’album, una canzone scritta per il papà di Angela, anche lui musicista, scomparso in giovane età. “Realizzare il disco – hanno raccontato i Settembre – è stata un'avventura fantastica, ci sono dentro i nostri sogni, le nostre speranze, i giorni difficili e quelli indimenticabili. È un disco da ascoltare tutto d'un fiato”.

Un lavoro che ha già riscosso grande successo anche a livello nazionale dal momento che è stato presentato nello scorso fine settimana su Radio 1 Rai nel corso del programma condotto dal presentatore Max De Tomassi. Un traguardo importante per i Settembre che si sono detti emozionati per la presentazione del disco negli studi Rai di Saxa Rubra.

“Una grande opportunità – hanno affermato - per parlare del nostro progetto che ci ha portato in giro per l'Europa da Roma a Londra e adesso nella nostra splendida Teggiano a cui è dedicata la canzone di apertura. Il disco sta ricevendo ottime recensioni e questo ci riempie di gioia”.

Il sound dei Settembre attinge dalla canzone d'autore italiana e richiama la Bossa Nova brasiliana, senza allontanarsi troppo dal pop, i loro testi sono raffinati e moderni con melodie ricche e complesse, per un disco pronto a conquistare il grande pubblico, non solo sulle principali piattaforme digitali, ma anche attraverso i classici cd e gli intramontabili vinili.

Antonella D'ALTO

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Nuovo lavoro cinematografico per il regista di Sala Consilina Giuseppe Bonito, reduce dal successo di "Figli" vincitore del Nastro D’Argento come miglior commedia dell’anno. Dopo aver conquistato il grande pubblico con la pellicola sceneggiata dal compianto Mattia Torre, Giuseppe Bonito torna sul set cinematografico per la regia del film "L'Arminuta", tratto dall'omonimo libro di Donatella Di Pietrantonio vincitore del Premio Campiello nel 2017.

Le riprese, appena iniziate, sono previste per circa sei settimane. La sceneggiatura è firmata da Monica Zapelli e Donatella Di Pietrantonio. Nel cast Sofia Fiore nel ruolo dell'Arminuta, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti, Carlotta De Leonardis e Andrea Fuorto.

La storia è ambientata nell’Agosto del 1975, quando una ragazzina di tredici anni viene restituita alla famiglia cui non sapeva di appartenere. All'improvviso per 'l'Arminuta' (la ritornata), comincia una nuova vita, totalmente diversa, e la ragazza perde tutto di quella precedente: una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato di quelli che credeva i suoi genitori. Si ritrova così in un mondo estraneo, appena sfiorato dal progresso, e a dover condividere lo spazio di una casa piccola e buia con altri cinque fratelli.

Il film è una produzione italo svizzera Baires produzioni, Maro film, Kafilm con Rai Cinema ed è realizzato con il sostegno di Lazio Cinema International - Regione Lazio e Mibact.

Antonella D'ALTO

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A pochi giorni dall’uscita ha già superato 6500 visualizzazioni e 9600 ascolti su Spotify, il videoclip di "Hijab", il nuovo brano del cantautore cilentano Mico Argirò che si fa accompagnare alla voce da Pietra Montecorvino. Con la partecipazione straordinaria dell’attore e comico Alvaro Vitali, il video, racconta il cantautore, deve tanto alla città in cui vive Milano, ma è stato girato interamente ad Agropoli, nei luoghi della sua vita, scelta dettata soprattutto dalle restrizioni dovute al Covid.

La regia è di Andrea Ranaldo, il montaggio è di Ciro Rusciano e la protagonista è la modella avellinese Anna Montella. Da segnalare inoltre che la voce di Pietra Montecorvino è stata registrata da Eugenio Bennato e al singolo ha collaborato anche Alexo Vitruviano, firmando il beat del brano.

“Hijab” rappresenta una svolta nel modo di comporre di Mico Argirò che dalla scrittura di matrice cantautorale classica passa allo sperimentare nuove formule, miscelando l’ elettronica ai suoni acustici. Il brano, racconta l’autore, anticipa un disco irriverente e diverso rispetto a quanto fatto finora: “mi sono preso il tempo per sperimentare e dire quello che volevo, come volevo – spiega - . Ho collaborato con artisti diversissimi, ho viaggiato tanto, ho miscelato vari generi. Nei live, che dovrebbero partire in inverno, la cosa sarà ancora più massiva, rispetto a queste prime sperimentazioni in bilico tra il digitale e l’acustico”.

Antonella D'ALTO

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