Sanità

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Il comitato LEA ha il compito di monitorare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria in ciascuna Regione italiana. Gli indicatori utilizzati riguardano l’assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera. Annualmente vengono resi noti i risultati riscontrati e, per l’anno 2017, risultano valutate positivamente, ottenendo un punteggio uguale o superiore a 160 (livello minimo accettabile in base alla griglia LEA), ben 16 Regioni.

In particolare, le otto Regioni che raggiungono un punteggio superiore a 200 sono: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria, Abruzzo e Marche. Altre otto Regioni si collocano in un punteggio compreso tra 200 e 160 (livello minimo accettabile): Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia. Le Regioni Campania, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano si caratterizzano per i punteggi inferiori a 160, presentando diverse criticità addebitabili in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area distrettuale (residenziali anziani e disabili).

Da rimarcare come le Regioni Calabria e Campania, entrambe sottoposte a regime commissariale, presentano una situazione differente. Mentre la prima raggiunge un punteggio inferiore rispetto all’anno precedente, la seconda ha un punteggio in rialzo, anche se non raggiunge ancora il livello minimo accettabile. Fortunatamente è previsto un “paracadute”, visto che per le Regioni considerate inadempienti e sottoposte a Piano di rientro, come quelle appena citate, il Ministero della Salute prevede un particolare affiancamento nell’ambito dei rispettivi programmi operativi.

Federico D’Alessio

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Diversi milioni di eurosono stati stanziati in provincia di Salerno dal Piano di edilizia sanitaria della Regione Campania. Tanti gli ospedali interessati ma, e ormai non è più una novità, nell’elenco non figurano quelli del Vallo di Diano.

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I punti nascita continuano ad operare in virtù anche dell'assenza di un atto che ne sanciva la chiusura come da decreto del 5 novembre scorso. Il commissario ad Acta della Regione Campania aveva approvato con decreto il Piano Ospedaliero che è un documento di indirizzo a cui dovevano seguire necessariamente nuovi atti rispondenti a quanto dichiarato nel Piano. Atti e decreti che sancivano la chiusura dei punti nascita di Polla Sapri e Piedimonte Matese a partire dal 1 gennaio 2019 in realtà non ne sono mai stati emessi.

Mancando quindi l'atto ufficiale di chiusura che doveva essere emesso dall'ASL di Salerno di concerto con il Commissario ad Acta per la Sanità in Campania, i Punti nascita continuavano comunque nella loro regolare attività. In realtà dall'ASL è arrivato un altro documento che, evidenziando il superamento delle criticità e vista la necessità di garantire comunque assistenza presso i punti nascita per la sicurezza delle pazienti, aveva confermato il mantenimento della piena operatività. Un atto che, al momento dell'emissione poteva essere impugnabile, considerato che andava in contrasto con quanto stabilito invece nel Piano Ospedaliero. Ciò che è ora importante valutare è il contenuto effettivo del nuovo Piano triennale di Sviluppo e Riqualificazione del servizio sanitario Campano in cui, secondo indiscrezione Polla e Sapri sono classificati DEA di I lIvello.

Ma cosa accadrà per i punti nascita? Secondo quanto afferma il Dott. Nunzio Babino, ex direttore dell'Ospedale di Polla, tutto è stato risolto con l'introduzione del nuovo Piano triennale 2019/2021 di rete ospedaliera, approvato con decreto e pubblicato lo scorso 31 dicembre sul BURC della Regione Campania. Restano però i dubbi sul reparto di Ostetricia e Ginecologia che, secondo il regolamento degli Standard Ospedalieri del 2015, nei DEA di I livello riconoscibile per aree con bacino di utenza che va dai 150 mila e 300 mila abitanti, l'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia viene comunque condizionata ai numeri di parti annui. Babino nel suo post assicura: "Con il nuovo Piano Ospedaliero, approvato il 28 dicembre scorso con Decreto del Commissario ad Acta per la Sanità in Campania, la "previsione di chiusura" è stata superata e risolta". 

Anna Maria CAVA

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La Regione Campania ha varato il nuovo piano ospedaliero atteso da circa un decennio. Viene così riorganizzata la rete sanitaria sul territorio.Dopo l’ok definitivo da Roma è stato immediatamente tradotto come allegato a un decreto commissariale (il n.103 del 28 dicembre) già trasmesso ai manager di Asl e ospedali. Si può ora procedere agli adempimenti per la stabilizzazione del personale precario e riorganizzare concretamente la rete sanitaria locale. Importanti le novità per ilVallo di Diano, così come per tutta la Provincia di Salerno.

Innanzitutto il Piano identifica il “Luigi Curto” di Polla come Dea di I livello, presidio di pronto soccorso della rete trauma, spoke per ictus cerebrale, per l’emergenza cardiologica e spoke Iper le emergenze pediatriche. È programmato anche un servizio di oncologia in regime ambulatoriale.Sant’Arsenio diventa struttura territoriale con ospedale di comunità e UCCP.

Per quel che riguarda i Punti nascita la parola fine la metterà il parere del comitato ministeriale. “Le deroghe – riporta IlMattino – su cui il ministero ha espresso parere pienamente favorevole sono solo per Ariano Irpino. Un anno di tolleranza concesso a Ischia (355 parti) e Vallo della Lucania (263), con la richiesta di una riproposizione motivata della deroga per Sapri, Polla e Piedimonte Matese, su cui il parere ministeriale è in istruttoria. Tutti questi punti nascita dovranno passare il vaglio del comitato nazionale per il percorso nascite. La rivalutazione della rete è prevista a giugno 2019 insieme alla conclusione delle procedure di accreditamento e della verifica dei volumi nel privato. Da qui si procederà alla definitiva analisi che dovrà tendere al rispetto dei nuovi standard (1000 parti annui)”.

Rosa ROMANO

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