Sanità

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L’ASL di Salerno ha esaurito le risorse per i laboratori di analisi convenzionati dallo scorso 28 ottobre. È arrivato un nuovo blocco delle prestazioni da parte dell’Azienda che ha comunicato ai centri privati la nuova data di sforamento, fissata oltre 2 settimane fa, a partire dalla quale “nulla – si legge nella comunicazione – spetterà agli erogatori, né a titolo di compenso né di indennizzo o di risarcimento”.

Dall’estate scorsa ad oggi è un continuo stop and go per le prestazioni di laboratorio. Con largo anticipo rispetto agli anni passati, esaurito il tetto di spesa, ad agosto prima era arrivato dalla Regione lo stop allo sforamento e si stava allungando a dismisura l’elenco degli esami a pieno carico degli utenti, poi l’annuncio del Governatore De Luca che autorizzava formalmente le aziende sanitarie della Campania a finanziare, in via di anticipazione con fondi propri, le prestazioni.

Non essendo mai stati formalizzati né tempi né modi dei rimborsi, le Asl a inizio ottobre comunicarono che avrebbero declinato l’invito prevedendo l’esaurimento del budget per il 10 ottobre; le cosiddette branche a visita (pneumologia, oculistica, otorino …) erano coperte fino al 13 dello stesso mese. Un capitolo a parte riguardava radiografie, ecografie, tac e risonanze magnetiche erogate dai centri, con soldi propri, fino al 31 ottobre confidando, per queste ultime, negli annunciati rimborsi.

Arriva il nuovo stop e la scure colpisce anche gli esami del sangue e urine. Ora si paga tutto.

Rosa ROMANO

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Arrivata la prima delibera di consiglio comunale contro la soppressione del punto nascita dell’Ospedale Dell’Immacolata di Sapri. Come deciso nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso mercoledì 14 novembre presso l’Auditorium Cesarino, l’amministrazione comunale di Sapri guidata dal sindaco Antonio Gentile da il via alle delibere di consiglio comunale con l’approvazione all’unanimità del documento per la salvaguardia del punto nascita dell’ospedale di Sapri.

Si tratta di un primo passo a difesa del servizio che si va ad aggiungere ad altri provvedimenti come l’incarico affidato al Sindaco Gentile di individuare l’avvocato per un mandato esplorativo finalizzato a capire se esistono i presupposti per un ricorso al TAR. L’amministrazione comunale saprese non ha perso tempo e, già nel consiglio comunale di giovedì sera, oltre all’approvazione della delibera, ha anche annunciato di aver dato mandato all’Avvocato Lorenzo Lentini.

L’amministrazione già nella giornata di ieri ha provveduto ad inviare tutta la documentazione utile all’avvocato al fine di consentire di iniziare subito l’azione a difesa del punto nascita. Il sindaco Gentile ha inoltre invitato tutte le amministrazione comunali del comprensorio e del distretto 71 a provvedere ad approvare la stessa delibera consigliare al fine di dar maggiore forza alla protesta, come peraltro deciso nella riunione fissata all’indomani della pubblicazione del decreto del Commissario che sanciva la chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri a partire dal 1° gennaio 2019.

Inoltre, visto l’annuncio giunto dalla Regione di voler presentare un nuovo documento per la richiesta della deroga, dal Golfo di Policastro è stata ribadita la volontà di essere presenti della redazione della riformulazione della nuova richiesta. Il sindaco di Sapri, intanto, pensa anche al futuro e ad ideare azioni capaci di potenziare il servizio al fine di eliminare il rischio chiusura del punto nascita di Sapri anche per il futuro. 

Anna Maria CAVA

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Dura presa di posizione del coordinatore Lega Salerno Mariano Falcone che, con nota stampa, sottolinea come le responsabilità dei gravi problemi della sanità in Campania sono da addebitare all’attuale Commissario Vincenzo De Luca.

Partendo dalle proteste in atto nel Golfo di Policastro e nel Vallo di Diano dopo la pubblicazione del decreto di chiusura dei punti nascita degli ospedale di Sapri e di Polla, il coordinatore di Salerno e vice coordinatore regionale della Lega ricorda anche la dismissione dell’ospedale Loreto Mare, le gravi carenze di primari nei reparti di rianimazione, emodinamica e Chirurgia tra Salerno e Cava, il grave fatto delle formiche addosso a pazienti. Tutti elementi per i quali, a parere di Mariano Falcone, si rende necessaria l’immediata revoca dell’incarico di commissari a De Luca.

“Non si capisce – scrive in una nota Falcone - per quale ragione il ministro Grillo si ostini a mantenerlo in quel ruolo nonostante la prova, dannosa, della sua inadeguatezza”. L’intervento del coordinatore della Lega insiste in primis sulla vicenda che ha portato alla soppressione dei punti nascita con decreto dello scorso 5 novembre svelando: “Il sindaco di Polla Rocco Giuliano – ricordano dalla Lega Salerno - ha dichiarato che “la Regione già sapeva del parere sfavorevole e non ha informato il territorio” parlando di delusione per gli amministratori. Il suo collega di Sapri, invece, - continua - dà la colpa ad altri ma il decreto l’ha firmato De Luca, Presidente PD della Regione Campania. In queste ore assistiamo al solito scaricabarile di De Luca con meriti sempre suoi, le colpe sempre di altri: stavolta se la prende con il Governo cercando di passare per vittima di un malevolo disegno il Commissario che invece difenderebbe i territori”.

Per Mariano Falcone si tratta invece delle conseguenze della gestione disastrosa della sanità e, a parere del referente della Lega la popolazione è ben consapevole di ciò. “Riteniamo – conclude Mariano Falcone - inderogabile la revoca da commissario: l’8 dicembre, a Piazza del Popolo a Roma in occasione della manifestazione nazionale della Lega, consegneremo un corposo dossier al ministro Salvini”. Dossier che in parte è stato già consegnato in occasione della visita del Vice Premier Matteo Salvini a Napoli

Anna Maria CAVA

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Tra una decina di giorni si potrà sapere se il Punto nascita di Polla avrà una deroga alla chiusura oppure no, anche se, dai referenti della Regione Campania, l'On. Franco Picarone e l'assessore al turismo Corrado Matera, è stato garantito il massimo impegno spiegando che saranno presentate nuove e più incisive argomentazioni a sostegno della richiesta di deroga. Per l'assessore Matera il punto nascita di Polla come del resto il servizio sanitario nel suo complesso sono parte integrante e fondamentale del progetto di sviluppo delle aree interne per evitare lo spopolamento.

Parte quindi il conto alla rovescia. Intanto ieri sera non sono mancate le proteste. In più occasioni, infatti, il sindaco di Polla Rocco Giuliano, moderatore del convegno ha sottolineato che non era possibile concedere la parola a tutti visto il poco tempo a disposizione e la massiccia presenza di amministratori. E così è mancata la possibilità dio intervenire al sindaco di Montesano Giuseppe Rinaldi che voleva proporre il ricorso al TAR. Idea in valutazione anche per il punto nascita di Sapri con mandato esplorativo affidato al sindaco Antonio Gentile per valutare l'ipotesi.

Tra gli interventi quello della Consulta delle Donne Amministratrici con portavoce il presidente Gaetana Esposito che ha letto il documento redatto dalla Consulta. Un documento in cui venivano poste diverse domande. Le amministratrici hanno ribadita l'incongruenza tra il progetto di Strategia Aree Interne e la volontà di chiudere il punto nascita. Inoltre "si sono chieste" se una tale scelta non producesse un aggravio della spesa sanitaria visto il concreto rischio di un ricorso a strutture della Basilicata. Ma è un punto in particolare, dell'intervento della Consulta delle Donne a far riflettere. Le amministratrici presentano i dati dei nati nell'ultimo anno. A fronte dei 656 nati nei comuni a 30 km di distanza da Polla soltanto 345 sono i nati al Curto, segno evidente che la migrazione sanitaria è già in atto, pertanto, per far registrare i 500 nati minimo, sarebbe il caso, secondo la Consulta, puntare su un potenziamento del servizio e non sulla chiusura. "L’obiettivo - hanno sottolineato - deve essere la deroga definitiva del provvedimento. II nostro punto nascita ha le carte in regola per essere competitivo ed efficiente e non può e non deve essere chiuso"

Anna Maria CAVA

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