Sanità

Servizio sanitario nel Vallo di Diano sotto la lente d'ingrandimento della CGIL e del Comitato CURO che chiedono il ripristino delle attività ospedaliere al Luigi Curto di Polla sospesi con l'emergenza covid costringendo i cittadini del comprensorio a spostarsi in altri ospedali con un aggravio delle spese sostenute per le cure. In una lettera inviata al direttore generale dell'ASL, ai consiglieri regionali ed al Presidente del Distretto 72, i referenti di CGIL Funzione Pubblica, CGIL Sindacato Pensionati e Comitato CURO, sollecitano il completamento delle procedure per l'attivazione dell'Ospedale di Comunità che, però, deve procedere di pari passo con il potenziamento del servizio sanitario erogato al Curto.

Nella lettera gli scriventi annunciano l'approvazione dei documenti necessari ad indire la gara per i lavori di adeguamento sull'ospedale di Sant'Arsenio come ospedale di Comunità, auspicando nel contempo che la gara possa essere indetta in tempi celeri. "Tuttavia, - scrivono i referenti di CGIL e CURO - è doveroso segnalare anche in questa circostanza, alcune disfunzioni operative del P.O. di Polla che potrebbero invalidare gli sforzi profusi ed avere una ricaduta negativa sul nascente Ospedale di Comunità, che di norma svolge anche funzioni post-acuzie, in seguito alla conclusione delle attività ospedaliere". Un riferimento specifico al blocco delle attività esterne che, a parere degli scriventi, devono riprendere con assoluta celerità visto anche l'aumento della migrazione sanitaria dal Vallo di Diano per eseguire le attività diagnostiche e di ricovero. Non manca poi anche il riferimento alla riduzione dei posti letto che il Comitato CURO e la CGIL chiedono vengano ripristinati come nella fase pre covid. 

"Vogliano evidenziare - sottolineano-  che i pazienti non Covid, devono essere trattati nei nosocomi che non hanno avuto la destinazione ad Ospedale Covid. Essendo gli operatori sanitari del P.O. di Polla già sottoposti a vaccino, si chiede di ripristinare i posti letto temporaneamente soppressi per l’emergenza COVID, al fine di recuperare la produttività mancante di DRG non Covid ed evitare che gli utenti non possano essere ricoverati per mancanza di posti letti".

Anna Maria CAVA

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