Sanità

Il calo delle richieste di cure e prestazioni, determinato dal lockdown, non è bastato a scongiurare la chiusura anticipata degli esami in regime convenzionato. Quello dei tetti di spesa è un problema antico: e anche per questo trimestre sono esaurite le risorse da dare al privato accreditato per il periodo luglio-agosto-settembre.

È la novità della programmazione trimestrale ad aver mandato in tilt il sistema con continui ed insopportabili stop. E neanche la minore richiesta generata dalla pandemia ha migliorato la situazione.

É scattato il blocco delle convenzioni quindi – come riporta il quotidiano “Il Mattino” –  si torna a pagare per le visite cardiologiche e gli esami radiografici. Poi tocca pagare anche gli esami del sangue e delle urine, la medicina nucleare e la radioterapia.

È stato il Covid, che ci ha costretti in casa, a permettere tempi leggermente più lunghi per questo trimestre, altrimenti il budget sarebbe finito già ad agosto. La ripresa nel frattempo ha generato una maggiore richiesta e quindi un’accelerazione delle prestazioni erogate e i tetti possono esaurirsi ancora più rapidamente.

A fine maggio l'Asl aveva comunicato alle strutture convenzionate le proiezioni per i mesi a venire: per le branche a visita non sarebbero previsti sforamenti e il budget dovrebbe esaurirsi il 31 dicembre. Preoccupante, invece, il quadro della cardiologia le cui risorse andrebbero ad esaurirsi il 19 ottobre; per la diabetologia dovrebbero bastare tutto l’anno; per i laboratori di analisi fino al 14 novembre. Sempre secondo le proiezioni per la medicina nucleare il budget si esaurirà il 23 ottobre; per gli esami radiologici il 16 ottobre; mentre per la radioterapia il 1 novembre.

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