Sanità


Stop commissariamento della sanità in Regione Campania. Una bella notizia che, però, arriva in concomitanza con la presenza di Striscia la Notizia che testimoniare come, in Campania i pazienti oncologici rinunciano alle cure.

Il presidente Vincenzo De Luca sulla sua pagina facebook ha annunciato la firma, in consiglio dei ministri sul Piano Triennale Sanitario per la Regione Campania che mette anche fine alla lunga fase di commissariamento della sanità regionale imposta durante la presidenza Bassalino.

Nel 2009, sulle scrivanie degli allora ministri dell'economia Tremonti e del Welfare Sacconi giunsero i dati relativi al servizio sanitario in Campania che evidenziavano una serie di inefficienze in primis per un deficit finanziario sostenuto con problemi in ordine contabile, dovuti a sprechi nel settore. Pare, però, che a spingere verso il commissariamento nel 2009, siano state soprattutto le carenze riscontrate nell'erogazione dei servizi.

Accanto agli sprechi si registrava una paurosa inefficienza dei servizi sanitari e assistenziali. Il servizio sanitario campano quindi si spendeva troppo per realizzare poco.

"Dopo dieci anni - commenta il presidente della Regione - per la Campania è un risultato storico, che apre una nuova stagione per la Sanità campana". Ringraziando il presidente del Consiglio, i ministri di Economia e Salute, e tutti gli operatori sanitari del territorio regionale per l'impegno profuso al fine di ottenere il riconoscimento dello stop alla fase di commissariamento De Luca annuncia la convocazione prossima di un'assemblea per "rilanciare - si legge -  nuovi obiettivi di avanzamento nell'organizzazione sanitaria".

Fine quindi della fase di commissariamento si ma a caro prezzo. Secondo recenti dati a rimetterci è stata proprio l'efficienza nei servizi.

Dalla recente analisi della Fondazione Gimbe, la Campania è ultima in assoluto in Italia per Assistenza Sanitaria. A ciò si aggiunge la recente indagine di Striscia la Notizia a causa di un'alta percentuale di pazienti oncologici che rinuncia a curarsi.

Il continuo stop alle convenzioni per il raggiungimento dei budget trimestrali imposti dalla Regione ha costretto i pazienti affetti da patologie oncologiche a rinunciare alle cure perché troppo costose.

Anna Maria CAVA

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