Sanità

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Buone nuove per il sistema della sanità in Campania. Lo fa sapere il Governatore della Regione, Vincenzo De Luca, che annuncia come siano state approvate decisioni importantissime. Si sta muovendo qualcosa rispetto al passato recente, ed è già un piccolissimo passo in avanti a detta di alcuni.

“Ieri ho firmato i decreti per il piano relativo al personale con l'assunzione di 7.600 dipendenti nella sanità campana”, fa sapere il Presidente De Luca da Napoli, a margine di un'iniziativa svoltasi nella Sala Francesco De Sanctis a Palazzo Santa Lucia. “Si tratta - continua - di tutti i piani per il personale presentati dall’Asl e dalle aziende ospedaliere regionali. Stiamo parlando di provvedimenti di fondamentale importanza, con migliaia di nuovi posti lavoro, con la stabilizzazione dei precari di lungo corso e la possibilità di assumere nuovi medici, infermieri, amministrativi e tecnici.

Secondo il Governatore si tratterebbe di un risultato storico per la nostra regione, che ci consentirebbe di affrontare con maggiore serenità le tante emergenze quotidiane che stanno perseguitando, nel vero senso della parola, la popolazione.

“Pensate che in questo periodo storico si fa fatica a fare anche i concorsi per i medici dei pronto soccorsi perché non vi è partecipazione. C'è una grande ed evidente penuria di medici in alcuni branche della medicina. Queste nuove assunzioni ci permetteranno di affrontare positivamente questi problemi, cercando di ovviare in seguito alle altre carenze che presenta il sistema”, conclude De Luca.

Federico D'ALESSIO

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In questi ultimi giorni, ed esattamente dalla pubblicazione integrale del Piano Ospedaliero della Regione Campania, sono partite alcune polemiche in merito alla prevista modifica di classificazione per alcuni reparti. Polemiche che hanno interessato e toccato in special modo l'ospedale di Sapri che, oltre ad aver perso il primario per il reparto di ginecologia, cosa che risulta anche per l'ospedale di Polla che diventano così unità semplici dipartimentali, si vede classificato ad attività ambulatoriale anche il reparto di gastroenterologia che negli anni si è distinto come eccellenza. Il presidente De Luca, in visita nel Vallo di Diano, alla domanda di una giornalista sulle chiusure risponde: "Non si chiude niente". 

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Giugno 2019 mese cruciale per la sanità a Sud di Salerno. La pubblicazione del nuovo piano ospedaliero tanto atteso che parlava anche della variazione nella classificazione per gli ospedali di Polla e Sapri, porta con se anche la notizia della necessità di rispettare standard operativi. Per quanto riguarda poi, nello specifico dell'Ospedale dell'Immacolata di Sapri si registrano insoddisfazioni sul nuovo piano ospedaliero per la cancellazione dei posti letto di Gastroenterologia che, secondo quanto emerge, sarebbe stato depotenziato limitando l'unità ad attività ambulatoriale.

Un passo indietro se si pensa che l'Ospedale saprese è da anni considerato un'eccellenza del settore. Insomma il Piano Ospedaliero tanto atteso ora che è stato possibile prendere visione nel dettaglio delle novità introdotte sembrano non piacere. Effettivamente molto di ciò che è riportato all'interno di positivo resta comunque in dubbio. Ciò che più di tutti aveva fatto gioire era la nuova classificazione dei presidi ospedalieri sia di Polla che di Sapri. Nel piano però si legge che, entro il primo semestre del 2019, quindi entro giugno, ci sarà una valutazione definitiva sui dati del 2018 in cui dovrà essere accertata la compatibilità dei presidi ai nuovi standard previsti nel Piano.

Secondo quanto si legge nel documento, dovranno essere verificati i numeri di accesso che, per i DEA di I Livello dovranno raggiungere il numero dei 45 mila accessi annui. Sarà quindi un giugno di fuoco quello che attende il servizio sanitario del Vallo di Diano e Golfo di Policastro. Ma da Sapri i dubbi sono tanti. Anche il reparto di Ginecologia di Sapri come Polla ha perso la caratteristica di Unità Complessa depotenziata in semplice dipartimentale senza il primario. A ciò si aggiunge la necessità di raggiungere il numero di 500 parti all'anno per poter assicurare il mantenimento.

Anna Maria CAVA

 

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È stato pubblicato ieri, 14 gennaio 2019, sul BURC il decreto n.103 del 28.12.2018 relativo al Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera in cui è resa nota ufficialmente la richiesta di deroga alla chiusura dei punti nascita di Polla, Sapri e Piedimonte Matese da parte della Regione Campania al Governo.

La Regione Campania – si legge nel documento – ripropone nuova istanza per la valutazione della deroga ai punti nascita per Piedimonte Matese, Polla e Sapri, volontà già anticipata ai Ministeri nella seduta di Verifica del 22.11.2018”.

Viene poi riportata nel Piano la programmazione dei punti nascita pubblici e privati. E in provincia di Salerno, tra quelli pubblici in deroga, figurano l’Ospedale San Luca di Vallo Della Lucania; l’Ospedale Immacolata Sapri; l’Ospedale Luigi Curto di Polla. 

In quest’ultimo, stando alle dichiarazioni del primario di Ginecologia il dott. Francesco De Laurentiis, dall’inizio dell’anno ad oggi, 15 gennaio, sono nati 13 bambini e ricordiamo che il primo nato dell’anno è venuto alla luce il 5 di questo mese. Anche se la media delle nascite restasse costante saremmo comunque ben lontani dai 500 parti annui utili affinché il Punto nascite di Polla possa rimanere aperto senza preoccupazioni di sorta. Quindi, come è stato più volte detto, è un problema solo rinviato. Anche perché nello stesso Piano ospedaliero, quando si riportano le caratteristiche dei DEA di I livello (e Polla lo è) elencando le specialità di cui sono dotati tali Presidi, si parla di Ostetricia e Ginecologia condizionandola al numero di parti annui. Quindi il fatto che il Luigi Curto ora sia uno dei 6 DEA di I livello non è garanzia di nulla.

A conferma di ciò sempre il documento della Regione: “successivamente al parere espresso dal Comitato Punti Nascite – riporta – si procederà alla definizione della rete dei Punti Nascita classificati per livello di complessità (I e II livello), con relativo aggiornamento dell’offerta afferente alle discipline dell’area materno infantile”.

La rivalutazione della rete sembra essere prevista a giugno 2019. Da qui quindi poi si procederà alla definitiva analisi che dovrà comunque tendere al rispetto degli standard.

Rosa ROMANO

 

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