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A tutela dell'Ospedale di Sapri scende in campo anche la Comunità Montana Lambro e Mingardo. Ad annunciarlo il Sindaco di Sapri Antonio Gentile. Spiega che, con il presidente dell'ente montano, Vincenzo Speranza, è stata concordata l'intenzione di organizzare per la prossima settimana un incontro con tutti i sindaci del comprensorio per discutere delle azioni da mettere in campo a tutela del Punto nascite. "Stiamo adottando - afferma Antonio Gentile - tutte le strategie e tutti gli atti necessari per risolvere la questione. È una settimana cruciale e noi ci siamo, ci stiamo dedicando anima e corpo all’unico obiettivo possibile".

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Buona sanità. L'ospedale di Roccadaspide figura al terzo posto nella classifica dei 59 ospedali campani nei quali vengono rispettati gli standard per il trattamento della frattura del collo del femore. Tale classifica è stata stilata dal portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane www.doveecomemicuro.it. La struttura dell'Asl Salerno è stata individuata tra gli ospedali più performanti, che effettuano cioè un maggior numero di interventi rispettando il valore di riferimento: almeno il 60% delle operazioni eseguite entro 48 ore dal ricovero, e con un numero minimo di 75 interventi.

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Si è appena conclusa l’audizione della V commissione sanità della Regione Campania alla presenza del presidente Stefano Graziano, dei consiglieri regionali Picarone, Ricchiuti, Gambino, Sommese, Cammarano, Oliviero e Ciarambino e della CGIL provinciale di Salerno. Con i sindaci di Polla e Piedimonte Matese abbiamo ribadito le nostre posizioni.
 
Nel suo intervento il sindaco di Sapri Antonio Gentile ha avanzato la posizione definita all’unanimità dal comitato dei sindaci del distretto sanitario 71  in merito alla richiesta di revoca urgente de decreto 87 concernente la soppressione del punto nascita dell'ospedale, la necessità dell’approvazione di un piano di investimenti per garantire le mancanze esistenti, la  necessita di una riorganizzazione del sistema sanitario territoriale a supporto della proposta di riconoscimento del DEA di primo livello avanzata dal Commissario straordinario in ossequio al dettato del DM 70 per arrivare quindi ad una risoluzione definitiva della problematica e che adesso non servono i rimpalli di responsabilità ma è prioritario salvaguardare l'ospedale e i diritti dei cittadini.
 
Il presidente Graziano a chiusura dei lavori ha assicurato l’impegno prioritario della Regione nella risoluzione della problematica annunciando il deposito del nuovo piano ospedaliero il 5 dicembre pv contenente tra l’altro la proprietà del DEA I livello per il nostro ospedale. La seduta della commissione si aggiornerà dopo il 5 dicembre.

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Quella dei Punti nascite resta una vexata quaestio. Ieri l’incontro tra il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e i comitati di Polla e Sapri, alla presenza tra gli altri di Stefano Graziano, presidente della V commissione regionale Sanità.  Un incontro dall’esito deludente. Almeno è ciò che racconta a caldo dal comitato CURO di Polla Teresa Calvino.

De Luca – riferisce – ci ha semplicemente comunicato quello che già aveva anticipato a mezzo stampa. Proporrà un nuovo piano ospedaliero al Governo in cui chiederà di inserire Polla e Sapri come DEA di primo livello e quindi di salvare e potenziare i punti nascita. Chiederà di ricevere risposta entro il 15 dicembre”.

I tempi sono strettissimi e si riducono le probabilità di un esito positivo della vicenda. Anche perché in caso di risposta negativa il prossimo 1^ gennaio, il punto nascite chiuderà, De Luca è stato chiaro ieri.

"Il confronto si è fatto più animato - raccontano da comitato CURO - quando è stato apertamente chiesto al governatore di assumersi la responsabilità di tenere aperti i Punti nascite". Ciò alla luce delle caratteristiche geografiche e orografiche del Vallo di Diano, per quel che riguarda l’Ospedale di Polla, e quindi di tutte le difficoltà oggettive che una donna, in caso di emergenza, si troverebbe a dover affrontare. Se solo volesse infatti, De Luca, per il ruolo che ricopre potrebbe garantire la continuità del servizio esistente. Come ha sottolineato qualche giorno fa il senatore Francesco Castiello.

Ma ieri ribadendo a più riprese che le responsabilità sono del governo, ha detto a chiare lettere che non andrà oltre la richiesta di deroga e di potenziamento.

Il comitato CURO non è riuscito a fare breccia su De Luca, da quanto raccontano, neanche quando ha sottolineato le note positive del "Luigi Curto", che ha dalla sua un più elevato numero di parti (vero, sotto i 500 annui) e un bacino di utenza molto ampio per non parlare dei tanti reparti presenti che sulla carta sono Unità semplici ma con la presenza di un primario sarebbero unità complesse a tutti gli effetti. Quindi nei fatti l’Ospedale di Polla sarebbe già un Dea di I livello, non c’è da lavorarci molto per ottenere il risultato. A mancare da queste parti sembra che sia sempre l’incisività della politica.

Ora – concludono dal comitato CURO – attendiamo, ma, lasciatecelo dire, non vediamo prospettive di vittoria e siamo molto tristi perché convinti che dal primo gennaio perderemo questo ulteriore servizio essenziale. Speriamo che la politica non costringerà alla morte il nostro territorio”.

E proprio alla politica toccherà oggi pomeriggio un secondo incontro sul tema. Protagonisti e portavoce delle istanze del territorio i politici e gli amministratori dei Comuni su cui insistono gli ospedali interessati, saranno ricevuti in V commissione Sanità.

 

Rosa ROMANO

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