Politica

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Il candidato alla presidenza della Provincia di Salerno per il PD Michele Strianese in visita nel Vallo di Diano per incontrare amministratori e sindaci del territorio. Ad accogliere il sindaco di San Valentino Torio il primo cittadini di Padula Paolo Imparato che fatto gli onori di casa presentando a Strianese gli amministratori del territorio giunti per conoscere le idee e i progetti del candidato alla presidenza della provincia in vista delle prossime elezioni del presidente. Il prossimo 31 ottobre, urne aperte in cui i soli consiglieri comunali e sindaci dei territori dovranno recarsi per scegliere il nuovo presidente che dovrà succedere a Giuseppe Canfora tra i candidati Michele Strianese per il centro sinistra e Roberto Monaco sindaco di Campagna per il centro destra. Edilizia scolastica e viabilità sono le priorità per Strianese su cui è necessario intervenire, a cui si aggiunge anche la necessità di conoscere bene una provincia che il candidato alla presidenza riconosce bella e ricca dal punto di vista culturale partendo proprio dalla maestosità della Certosa di San Lorenzo a Padula che ha ospitato ieri l'incontro 

Anna Maria CAVA

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Non ci sta il consigliere comunale di Teggiano Marianna Morello ad accettare silente le dichiarazioni dell'On. Armando Cesaro consigliere regionale che, in una recente intervista rilasciata al quotidiano Metropolis aveva ipotizzato di trasferire i rom concentrati nel napoletano nel Cilento o in Irpinia anche al fine di risolvere il problema dello spopolamento provocato dalla partenza di tanti giovani che, non trovando lavoro sul territorio, decidono di emigrare alla ricerca di una vita dignitosa. "Stupiscono e non poco - dichiara il consigliere comunale Marianna Morello - le parole dell'On. Armando Cesaro che, per risolvere il problema che hanno molte aree del napoletano in merito all’esistenza di campi rom, ipotizza lo sgombero degli stessi e la collocazione dei rom in aree interne dell’Irpinia e del Cilento". Un'idea che, secondo Marianna Morello, lascia basiti ancor più venendo da chi come l'On. Cesaro, ha sempre dimostrato attenzione e vicinanza ai giovani. "Condivido e faccio mie - continua il consigliere comunale di Teggiano Marianna Morello - le dichiarazioni rilasciate da un consigliere comunale di Avellino, che non conosco, ma che bene fa a difendere il proprio territorio, così come intendo fare io con il mio impegno politico: «Questa brillante intuizione - scrive riportando le parole del collega consigliere - rappresenta bene quanto certa classe politica che avverte con grande sensibilità il problema delle aree interne, sappia prodursi in argute quanto innovative soluzioni, caratterizzate da buon senso e lungimiranza. Come era stato possibile non pensarci prima? Spostando i campi rom in Alta Irpinia -  ed aggiungo nelle aree interne del Cilento - tutta l'area si rivitalizzerebbe immediatamente. I giovani emigrano? Non c'è problema. Li sostituiamo con i rom deportati e il numero di cittadini resta invariato»". Stupita quindi dalle dichiarazioni di Cesaro, Morello invita il consigliere regionale a spiegare bene il succo delle sue parole ipotizzandone la non veridicità. "Pare strano - ricorda Marianna Morello - che chi ha amministrato in Regione con il Centro Destra proponendo le due zone come aree pilota per le strategie delle aree interne, possa pensare di risolvere il problema di Napoli in questo modo. "Se ciò fosse vero, - continua - può essere certo che Cilento e le aree interne a sud del salernitano, che già vivono gravi disagi, sapranno reagire con determinazione a qualsiasi iniziativa di questo genere. No Grazie, - conclude decisa Marianna Morello - le aree le vogliamo ripopolare con i nostri giovani non con i ROM che vivono a Napoli".

Anna Maria CAVA 

 

 

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Non sono andati giù al già consigliere comunale di Polla Graziano Vocca gli applausi di alcuni sindaci alla bocciatura dell'ipotesi di Comune Unico Città Vallo da parte di Vincenzo De Luca. Il presidente delle Regione Campania nei giorni scorsi in visita a Padula, nel suo discorso ha riconosciuto la sovranità dei comuni e dei consigli comunali in materia di comune unico Città Vallo bocciando di fatto l'ipotesi di referendum che la regione dovrebbe indire per consentire al popolo di esprimersi. E giù modesti applausi dalla platea composta anche dai sindaci del Vallo di Diano. Insomma per il governatore De Luca il matrimonio tra i comuni "non sa da fare" e chi ha firmato per chiedere di indire il referendum, istituto giuridico democratico con cui si chiede all'elettorato e quindi al popolo di esprimere il proprio parere non ha voce in capitolo in quanto la competenza è demandata esclusivamente al comune.

Seppur breve l'intervento sul comune unico, suscita accese reazioni ancor più gli applausi dei sindaci che, in passato, avevano invee manifestato la condivisione del progetto. Graziano Vocca già consigliere comunale di Polla ha ricordato come, in questi anni, la battaglia di Carmelo Bufano aveva trovato il supporto di quasi tutti i comuni manifestando la condivisione del progetto ma che, al discorso di De Luca che sminuiva l'idea, hanno applaudito.

"Ennesima caduta di stile dei sindaci valdianesi su città vallo - scrive il già consigliere comunale di Polla Graziano Vocca - Se non erro noi amministratori di qualche anno fa molti dei quali ancora alla guida dei propri comuni, abbiamo appoggiato Carmelo Bufano. Tanti di coloro che battevano le mani, - ricorda Vocca - hanno organizzato convegni sulla città Vallo, qualcuno nelle scuole, per far capire l’importanza di essere uniti al fine di combattere il Napoli centrismo prima e il Salerno centrismo oggi. Oltre hai tanti convegni ed incontri - continua Graziano Vocca - sono arrivate anche delibere di consiglio comunale finalizzate a rafforzare la proposta di legge di Bufano, con l'unica eccezione del sindaco di Casalbuono che da subito si era dimostrato scettico sul progetto". Graziano Vocca conclude con una riflessione ritenendo che il governatore De Luca nel bocciare l'idea abbia voluto fermare una eventuale forza del territorio. "Unendoci in 70 mila - spiega - siamo più forti che non con comuni di 2000 abitanti"

Anna Maria CAVA

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Domenica scorsa il governatore Vincenzo De Luca era nel Vallo di Diano. In merito alla sua presenza è intervenuto il coordinamento locale della Lega che l’ha definita “l’ennesima passerella, circondato da amministratori locali pronti a prostrarsi dinanzi a lui e fare qualche applauso a comando”.  Tanti gli argomenti trattati da De Luca nei suoi discorsi e davanti ai giornalisti: sanità, turismo, trasporti, commercio. Molte sue dichiarazioni hanno creato non poche perplessità se non altro per la vacuità dei contenuti.

“Caro De Luca – affermano i leghisti locali – ci saremmo aspettati che finalmente ci venisse a parlare di prevenzione quella vera, delle cause dei tumori nel Vallo, che ci dicesse come mai non si muove un dito sul fattore inquinamento. Ha dichiarato – sottolineano – che i tumori oggi non sono un problema se presi in tempo. Si informi ad oggi quanti morti fanno nel Vallo di Diano. Qui abbiamo discariche abusive, inchieste sullo smaltimento dei rifiuti, fiumi che sono solo scarico per qualunque tipo di rifiuto, roghi di plastiche, quindi problemi di salute e morti per inquinamento ambientale, fuga dei giovani per questi problemi e per la carenza di lavoro”.

“Riguardo al turismo ci deve spiegare perché un turista dovrebbe scegliere il Vallo di Diano. Certo, ricco di attrazioni però con collegamenti inesistenti se non quello stradale, in condizioni pietose, aria e acqua inquinate, e assenza di uffici turistici/informativi. È questo secondo lei quello che piace ai turisti?  Oppure – chiedono i salviniani – per turisti intende i finti profughi che il suo governo è venuto a piazzare anche nel Vallo creando ulteriore disagio sociale e carenza di lavoro?”. 

Alla Lega Vallo di Diano poi non è andata giù la reiterata promessa del ripristino della Sicignano-Lagonegro così come è sembrata singolare la posizione del Governatore circa il Comune Unico Città Vallo che "con le sue dichiarazioni – ritengono i leghisti – ha bocciato in toto l’idea approvata dai suoi stessi sindaci seguaci”.

Rosa ROMANO

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