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Terremoto politico al Comune di Ispani a pochi mesi dalle elezioni comunali. Ieri mattina 6 consiglieri si sono dimessi con un documento condiviso, protocollato ieri al comune e sottoscritto martedì scorso 11 febbraio davanti ad un notaio. Una decisione arrivata all'improvviso e in maniera inaspettata che ha quindi sancito lo scioglimento anticipato del consiglio comunale rispetto alla data prevista delle prossime elezioni di primavera.

A presentare le dimissioni ieri mattina 3 consiglieri di maggioranza, ossia Giudice Francesco, Pierro Amerigo e Altomonte Antonio Giovanni e i tre di minoranza Lovisi Piernicola, Avagliano Salvatore e Pecorelli Antonio. Secondo quanto riportato nella lettera di dimissioni, pare che la decisione sia stata motivata sulla base di una necessaria garanzia di azione amministrativa efficace che avrebbe quindi portato la metà più uno dei consiglieri a rassegnare le proprie dimissioni irrevocabili e con effetto immediato portando di conseguenza come da decreto legislativo 267/2000 allo scioglimento del consiglio comunale. Ora la parola passa al prefetto di Salerno che dovrà nominare un commissario chiamato a traghettare il comune fino alle prossime elezioni di primavera.

L'amministrazione comunale di Ispani, infatti, era in scadenza di mandato, pertanto nella piccola e suggestiva località del Golfo di Policastro, già da un pò di tempo c'è fermento politico, con la sindaca Marilinda Martino che potrà ricandidarsi alla carica di sindaco, essendo questo in conclusione il primo dopo un quinquennio in cui il comune era stato guidato da Edmondo Iannicelli. Ora bisognerà vedere come, le dimissioni, modificheranno gli equilibri in vista delle prossime elezioni. Pare al momento che i dimissionari siano intenzionati a presentarsi con due liste diverse da contrapporsi ad una terza probabile lista guidata da  Marilinda Martino qualora decidesse di ripresentarsi alla guida del comune. 

Anna Maria CAVA

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Marilinda Martino decade dalla carica di sindaco di Ispani. Questa mattina 6 consiglieri di cui 3 della minoranza e 3 della maggioranza hanno presentato all'ufficio di protocollo le dimissione contestuali che, di conseguenza, ha portato allo scioglimento del consiglio comunale ed alla decadenza del sindaco in carica Marilinda Martino.

Questa mattina è quindi stata consegnata al comune la lettera di dimissioni sottoscritte nella serata di ieri 11 febbraio davanti al notaio Nicola Guerriero. A lasciare la carica di consiglieri e quindi a consentire la decaduta dell'amministrazione comunale sono stati per la maggioranza Giudice Francesco, Pierro Amerigo e Altomonte Antonio Giovanni, a cui si sono aggiunti per la minoranza Lovisi Piernicola, Avagliano Salvatore e Pecorelli Antonio.

Le motivazioni iscritte nella lettera parlano di necessità di garantire un'efficace azione amministrativa cosa che, probabilmente, i dimissionari, non ritenevano auspicabile. Le dimissioni, definite irrevocabili, saranno ora trasmesse al prefetto che dichiarerà l'ufficiale decadenza dalla carica di Sindaco di Marilinda Martino e lo scioglimento del consiglio comunale con la successiva nomina di un commissario che traghetterà il comune alle prossime elezioni comunali di primavera.

L'amministrazione Martino era stata eletta nel 2015, pertanto i cittadini nella prossima tornata sarebbero stati chiamati comunque alle urne per il rinnovo del consiglio

Anna Maria CAVA

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La situazione politica a Sant’Arsenio è sempre più tesa. Ieri sera il gruppo di minoranza “SìCambia” ha incontrato la cittadinanza presso l’ex palazzo Fiordelisi in Piazza dei Padri Domenicani per esaminare le scelte politiche dell’amministrazione Pica. Qualche settimana fa, il 19 gennaio, all’auditorium comunale “Giuseppe Amabile” di Sant'Arsenio c’era stato un incontro pubblico indetto dal sindaco e la sua squadra, per fare il punto sui primi 2 anni e mezzo di governo della cittadina. “4 ore di relazione del Sindaco il quale – dicono gli avversari politici di SìCambia – non ha chiarito i reali motivi di tanta difficoltà nel tenere compatta la maggioranza, né tantomeno ha dissolto i dubbi sulle criticità che attraversa il nostro comune”. Una in particolare li ha spinti a organizzare l’incontro di ieri sera: la questione del debito (o dei debiti) fuori bilancio. La minoranza ha voluto spiegare alla comunità l'esposto, quindi illustrare la documentazione inviata alla Prefettura e alla Corte dei Conti.  

La questione del debito (o dei debiti) fuori bilancio – dicono da SìCambia – è stata liquidata in maniera semplicistica e rinviando a future azioni che non si sa che soluzione potranno dare ad una criticità economica palese. L’invito ad intervenire su questo argomento era giunto da parte del Segretario Generale e della Responsabile Area Amministrativa e Finanziaria, a tutti i consiglieri, il 28 ottobre 2019, ma ad oggi non si è proceduto ad effettuare le dovute azioni che avrebbero potuto salvaguardare gli interessi del Comune di Sant’Arsenio. Da parte nostra c’è stata l’immediata disponibilità a discutere nelle sedi competenti tale problematica, infatti, proprio a seguito della Pec pervenuta dai funzionari comunali, avevamo chiesto l’integrazione dell’argomento nell’odg del Consiglio Comunale che si sarebbe tenuto pochi giorni dopo, ma abbiamo riscontrato un atteggiamento ostruzionistico che ignorava le istanze della minoranza e le richieste dei funzionari stessi. L’unico momento di confronto si è avuto in una riunione tenutasi 24 ore prima del Consiglio Comunale che però non ha portato alcun chiarimento visto che gli stessi consiglieri di maggioranza sembravano essere all’oscuro del problema.  Anche gli ulteriori inviti a non perseverare in questo atteggiamento di negligenza, giunti dal Segretario e dalla Responsabile Amministrativa e ai quali si aggiungeva anche il parere del Revisore dei Conti, venivano ignorati da questa amministrazione nonostante si palesava la possibilità che il Segretario Comunale inviasse gli incartamenti ad organi superiori – così come riportato in una sua comunicazione scritta. A seguito di questi fatti ci siamo visti obbligati ad agire in merito per tutelare gli interessi della comunità santarsenese e per chiarire la nostra posizione che fin dall’inizio è stata di piena disponibilità a trovare una soluzione opportuna alla problematica”.

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L'associazione Bene Comune di Sant'Arsenio attacca l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Donato Pica, dopo l'incontro svoltosi lo scorsi 19 gennaio voluto per tracciare un bilancio dell'attività amministrativa a metà mandato. A distanza di qualche giorno dall'incontro, l'associazione con una nota stampa mette in evidenza alcuni punti che, a suo parere, hanno suscitato perplessità, soffermandosi anche sul programma e sugli impegni assunti in corso di campagna elettorale.

"Dal giorno del suo insediamento - scrivono dall'associazione -  questa Amministrazione Comunale aveva assunto alcuni impegni importanti quali: Amministrare con buone pratiche, rappresentando tutti i cittadini, informarli e coinvolgerli nelle scelte più importanti nel rispetto dei ruoli e delle regole democratiche. Ad oggi queste pratiche non le abbiamo riscontrate. Facciamo notare, inoltre, che i rilievi e le critiche da parte di cittadini, comitati, associazioni ecc… sono pienamente legittime e costituzionalmente previste contrariamente a chi ritiene che sono manifestazioni di “lesa maestà”. I cittadini - scrivono - devono sapere che le norme nazionali non obbligano i Comuni ad applicare l’addizionale IRPEF salvo i casi in cui è necessario l’equilibrio di bilancio o per assicurare la copertura delle spese per l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini". Sull'IRPEF, in particolare i membri dell'associazione chiedono come mai si sia registrato un aumento dell'addizionale del tributo in questione "Vogliamo sottolineare - scrivono nella nota - che, contrariamente a quanto affermato in una intervista da parte del Sindaco, le persone con reddito fino a 8.173 euro non sono soggette a tassazione IRPEF perché stabilito da leggi nazionali, pertanto l'Amministrazione non fa nessuno sconto particolare a questi soggetti".

In conclusione l'Associazione Bene Comune chiede quali sono i buchi in bilancio da coprire e che tipo di servizio dovrà essere potenziato per giustificare l'aumento. "La cultura dell’anonimato - concludono da Bene Comune - non ci appartiene pur essendo consapevoli che sia in passato che di recente si è fatto ampio uso di lettere anonime e quindi per quanto ci riguarda le nostre osservazioni critiche sono e saranno esposte pubblicamente e con la massima trasparenza".

 

Anna Maria CAVA

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