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Un durissimo attacco sulle attività portate avanti dell’amministrazione comunale di Montesano sulla Marcellana arriva in queste cose dai consiglieri di minoranza Antonio Bianculli, Mario Bianco, Angelo Bitorzoli e Felice Germino, che rompono il silenzio degli ultimi mesi attraverso la pubblicazione nelle strade cittadine di un manifesto dal titolo emblematico: “Ammissione di una resa”. Sotto i riflettori dell’opposizione è il Bilancio Preventivo, giudicato “una elencazioni di numeri ballerini e previsioni di entrata non documentati che la stessa Maggioranza non è stata in grado di giustificare”. Secondo la minoranza del paese termale del Vallo di Diano all’orizzonte si intravede lo spettro del dissesto finanziario, ed il Bilancio Preventivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Donato Fiore Volentini non prefigura alcuna programmazione, limitandosi ad una sterile previsione dell’ordinario. “Su opere e progetti –sottolineano i consiglieri di minoranza- si continua a galleggiare su quelli ottenuti dalla a passata amministrazione, prima sostenuta e poi denigrata”. L’opposizione evidenzia alcuni temi sui quali –dal suo punto di vista- l’amministrazione avrebbe speso promesse vane: a partire dall’Ufficio Postale di Tardiano, di cui era stata assicuratala riapertura giornaliera, prima a Maggio e poi a Ottobre, nonché l'ampliamento dell'ufficio. “Ad oggi niente –scrivono i 4 consiglieri di minoranza, come anche per la manutenzione stradale: sia per quel che riguarda le strade comunali, sia per quelle provinciali diventate ormai mulattiere piene di erbacce, in cui piante ed alberi crescono dentro le carreggiate”. Per la minoranza la situazione sarebbe pericolosissima per i cittadini, in particolare in alcuni punti come località Terme-Cappuccini, Spigno e località Tavernazzo di Magorno.  L’opposizione attacca anche sul fronte della della Gestione Rifiuti, sottolineando il proliferare di discariche abusive.  “I cittadini della zona alta –si legge nel documento- continuano a pagare la stessa tariffa degli altri ma ricevono metà del servizio di raccolta”. Non mancano riferimenti all’Agricoltura ed al Turismo, con il Museo Civico rimasto chiuso per metà stagione estiva,  e le divisioni per la programmazione degli eventi estivi, che ha portato ad esempio tre eventi diversi a Tardiano, Arenabianca e Magorno tutti nello stesso giorno il 20 luglio.  L'unica crescita che c'è stata negli ultimi tre anni –si legge ancora sul manifesto- è quella relativa alla popolazione canina: la piaga del randagismo ha assunto dimensioni senza precedenti”. Infine per la minoranza le energie spese giustamente dall’amministrazione Volentini  nelle vicende della Stazione Elettrica di Terna e per opporsi ai sondaggi Petroliferi non devono costituire un alibi per nascondere l'assenza di una visione di pianificazione unitaria per la comunità montesanese e quella di un progetto di sviluppo. A concludere il durissimo manifesto la richiesta delle dimissioni del Primo Cittadino di Montesano Donato Fiore Volentini.

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“Nemo profeta in patria” si sa, e tanto più questo detto è calzante nel Vallo di Diano.  Il discorso vale per tutti i partiti ma in questo momento è particolarmente evidente nel PD. E così, da un lato Sergio Annunziata incassa il “via libera” dall’apposita commissione come candidato “renziano” alla segreteria provinciale del partito democratico, ed è ormai ufficialmente in campo contro il segretario uscente Landolfi ed il segretario dei Giovani democratici, Vincenzo Pedace, candidato dell’area Letta, quella che in provincia di Salerno fa riferimento al deputato Vaccaro e al senatore Saggese. Dall’altro Annunziata deve fare i conti con l’endemica incapacità del PD del Vallo di Diano di ritrovarsi unito su qualcosa o su qualcuno. Un gioco al massacro che pare continuare, anche quando gli ultimi eventi hanno dimostrato l’impossibilità di arginare la perdita di servizi –vedi il Tribunale- proprio perché mancano figure di riferimento locale nei posti nevralgici del potere. E si capisce il perché, se è vero che quando –come nel caso di Annunziata- qualcuno ha un chance di raggiungere una posizione di rilievo nell’ambito del Partito Democratico partendo da Atena Lucana, ecco che i primi a remare contro sono proprio molti dei rappresentanti del PD del Vallo. Insomma lo “Spirito di unità territoriale” tanto conclamato resta semplicemente un’utopia. Sembra infatti che molti amministratori dei comuni del Vallo di Diano, guidati dal consigliere regionale Donato Pica, preferiranno tirare la volata al segretario uscente Nicola Landolfi. A sostegno di Landolfi sarebbero schierati al momento Padula, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro e Monte San Giacomo, mentre divisioni tra pro e contro ci sarebbero a San Rufo e Pertosa. Schierati pro- Annunziata sarebbero al momento Sala Consilina, Sassano e buona parte di Teggiano, ed anche Montesano e Buonabitacolo –comuni dove il PD non amministra- oltre che ovviamente Atena Lucana. Insomma come sempre Vallo diviso, eppure sono passate solo poche settimane da quando –sotto l’onda emotiva della chiusura del Tribunale di Sala Consilina- gli stessi sindaci avevano firmato un documento politico contro i partiti ed in particolare il PD, chiedendo la  cancellazione dell’evento “Voci dal Sud”, e proclamando anche una sorta di “sospensione” dal PD stesso. Ora però invece di sostenere un uomo del territorio e lanciare un messaggio forte di unità comprensoriale, il PD del Vallo sembra destinato ancora una volta incartarsi su se stesso tra correnti e veti contrari, e propenso a lasciare il proprio destino e quello del proprio territorio nelle mani altrui. Mani che hanno già dimostrato di essere se non “indifferenti” quanto meno “impotenti”. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.

Antonio Sica

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Sono tre i candidati che si "giocheranno" la poltrona della segreteria provinciale del Partito democratico. Al segretario uscente Nicola Landolfi si aggiungono l'ex sindaco di Atena Lucana, Sergio Annunziata e il segretario dei Giovani democratici, Vincenzo Pedace. Dunque in corsa per la segreteria provinciale del PD anche un candidato del Vallo di Diano, il 47enne Sergio Annunziata attualmente vice sindaco atenese e presidente della conferenza dei Sindaci dell'Asl, che venerdì a Salerno ha tenuto una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della sua candidatura. Ascoltiamolo.

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E c'è anche qualcuno che in segno di protesta contro la soppressione del Tribunale di Sala Consilina le dimissioni le ha rassegnate davvero. E' il caso più unico che raro del giovane segretario del circolo PD di Teggiano Marco Mea, dimessosi dal ruolo, dopo la confermata soppressione del Foro di Giustizia del Vallo di Diano. Ai nostri microfoni Mea definisce gravissima la perdita del tribunale per l'intero territorio ed attacca il suo partito ricordando le parole dell'attuale premier Letta quando in campagna elettorale era venuto a Padula: "Noi ci speravamo –sottolinea Mea- ma troppe promesse sono state disattese".

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