Politica

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L'amministrazione comunale Pica continua a perdere pezzi. È infatti stata protocollata al comune di Sant'Arsenio la comunicazione a firma del consigliere di maggioranza Cramine Graziano con cui si dichiara indipendente dall'attuale gruppo di maggioranza. La lettera è stata protocollata nella giornata di ieri e, secondo quanto si legge sul documento, anche con effetto immediato e senza lasciare spazio a confronti. Secondo quanto emerge da Sant'Arsenio la decisione del consigliere Graziano sono arrivate a seguito di attenta valutazione e dopo aver constatato, pare, uno scorso interesse al coinvolgimento dell'intero gruppo di maggioranza, nell'assunzione delle decisioni.

Continuano quindi le difficoltà per l'amministrazione guidata da Donato Pica che, dopo aver dovuto fare i conti lo scorso giugno con le dimissioni da assessore e la contestuale uscita dalla maggioranza, di Andrea Vricella, ora si ritrova con numeri decisamente risicati vista la lettera del consigliere Carmine Graziano che  confermando il suo ruolo di consigliere comunale si dichiara indipendente come Vricella. Si tratta di una decisione che scuote fortemente il gruppo guidato da Donato Pica, ora chiamato a dover stringere i ranghi in una situazione in cui i numeri non possono essere definiti solidi per un'amministrazione. La maggioranza può infatti contare su  6 consiglieri rispetto ai 5 composti dal gruppo di minoranza e i 2 indipendenti Vricella e Graziano.

Va inoltre evidenziato come, già ben prima della lettera del consigliere Carmine Graziano, l'amministrazione Pica si era trovata in difficoltà nell'approvazione dell'ordine del giorno in consiglio con la decisione assunta dal primo cittadino di sciogliere la seduta dopo l'approvazione di un argomento avvenuta solo grazie all'astensione del consigliere indipendente Vricella. Quest'ultimo intanto, continua a confermare la sua lontananza dal gruppo di maggioranza a suon di manifesti e di  denunce. È infatti apparso, nelle ultime ore un nuovo attacco all'amministrazione Pica da parte di Andrea Vricella e sempre riferito al progetto per la realizzazione della nuova scuola Giliberti che, secondo Vricella, non risponde alla normativa antisismica attualmente in vigore.

Anna Maria CAVA

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La regione Campania, la prossima primavera sarà chiamata alle urne per l'elezione del nuovo consiglio regionale. Un appuntamento a cui i partiti politici non vogliono trovarsi impreparati. In questo scenario arrivano anche i primi sondaggi che vedono il centrodestra vincente con il suo candidato Stefano Caldoro. Sembrerebbero infatti già decisi i candidati alla carica di presidente della Regione in tutti gli schieramenti politici. Pare ormai confermata la corsa separata tra PD e M5S a dispetto di quanto accade nel governo centrale. Dopo il flop dell'Umbria, i pentastellati, non hanno voluto ripetere l'esperienza di scendere in campo nelle regionali con gli alleati di governo. Presentandosi quindi con un proprio candidato sia in Emilia Romagna che in Calabria, si aprono le porte ad una scelta similare anche per la Campania. Sempre più probabile quindi la riproposizione dello stesso scenario del 2015.

Il Centro Destra punta compatto su Stefano Caldoro. Il centro sinistra pare sempre più deciso a riconfermare Vincenzo De Luca mentre il movimento 5 stelle si avvia verso la candidatura di Valeria Ciarambino. In questo scenario arrivano i primi sondaggi che confermerebbero il ritorno alla guida della Regione di Stefano Caldoro e del centro destra. A rendere noti i dati è Francesco Forte, ideatore dell'App iElezioni che ha elaborato i dati di Index Research e di NotoSondaggi entrambi che evidenziano il vantaggio del centro destra sul centrosinistra.

NOTO

Forte spiega come, secondo i dati di Noto Caldoro al 41,5, De Luca è al 32%, e Ciarambino al 17,5% con la coalizione di centrodestra avrebbe 30 consiglieri regionali, centrosinistra 12 e i grillini 8. Per Noto il partito più forte nel centro destra è Forza Italia con il 13%  ma la Lega è poco distante con il12,5% per entrambi arriverebbero 9 seggi , Fratelli d’Italia con l’11% avrebbe 8, 4 seggi per la lista Caldoro con il 5%. Nel centrosinistra il Pd con il 15% otterrebbe 7 seggi, 2 invece per De Luca Presidente e Campania Libera con il 6% 1 seggio per  Italia Viva con il 3% mentre nessun seggio per i Verdi che si fermerebbero al 2%”.

INDEX

Per Index invece sono più alte le percentuali per centro destra e centrosinistra mentre scende il consenso per la Ciarambino. Anche per Index Stefano Caldoro è in vantaggio di ben 12 punti percentuali con il 46% rispetto a De Luca che invece si ferma al 34% dei consensi, Valeria Ciarambino sembra poter contare su appena il 15% dei voti. Altra differenza tra Noto e Index è il partito più votato nel centro destra che pare sia la Lega con l'16% dei voti rispetto a Forza Italia che otterrebbe il 13% dei consensi e Fratelli d'Italia 10%. 16% anche per il PD che risulta essere l'unico partito nella coalizione di centro sinistra a superare la doppia cifra. Non superano il 5% le altre liste.

Anna Maria CAVA

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Il gruppo di minoranza del comune di Sant'Arsenio attacca l'amministrazione comunale ed in particolare il sindaco Donato Pica a seguito di quanto verificatosi nell'ultimo consiglio comunale che ha fatto registrare una scarsa presenza dei consiglieri di maggioranza e difficoltà ad approvare gli argomenti all'ordine del giorno. In un manifesto pubblico diffuso dal gruppo Si Cambia, vengono raccontati alcuni episodi che hanno anche destato curiosità e che lasciano ipotizzare problemi all'interno del gruppo di maggioranza. Sembra infatti che in occasione del consiglio comunale convocato in prima seduta per giovedì 19 dicembre, è stato impossibile effettuare regolarmente l'assise per l'assenza del numero legale.

Tutte assenze del gruppo di maggioranza. Nella nota dei consiglieri Luigi Pandolfo, Arsenio Spera e Nicola Costa, inoltre si legge che, anche in seconda seduta svoltasi il 20 dicembre, la situazione non è cambiata di molto con la presenza di soli 4 consiglieri su 7 del gruppo di maggioranza  acui si sono aggiunti i 3 dell'opposizione e Andrea Vricella, indipendente. A destare dubbi nella minoranza un atteggiamento da parte del consigliere Vricella che, all'inizio della seduta ha chiesto di sospendere temporaneamente la seduta per un colloquio privato con il sindaco Donato Pica. Al rientro dei due si è proceduto all'approvazione del primo argomento relativo alla revisione periodica delle partecipazione dell'ente agli organismi sovracomunale, che è stato approvato, secondo quanto spiegano da Si Cambia,  grazie all'astensione dell'ex consigliere di maggioranza Vricella che, aveva chiesto il confronto privato con il primo cittadino.

Gli altri argomenti, invece, non sono stati approvati su richiesta del sindaco chiudendo così il consiglio comunale.  Da qui i manifesto pubblico affisso in queste ore in cui Luigi Pandolfo Arsenio Spera e Nicola Costa cosa si siano detti Pica e Vricella, in occasione della sospensione della seduta. La goccia che ha fatto traboccare il vaso pare sia stata la decisione di chiudere il consiglio comunale con la minoranza che ha abbandonato l'aula.

"Siamo stanchi - scrivono nel Manifesto Costa, Pandolfo e Spera, dell'ennesima presa in giro del sindaco e della mancanza di rispetto per le istituzione, assistendo ad un atto di inutile burocrazia. Dopo mesi viene convocato un consiglio comunale senza l'inserimento nell'ordine del giorno degli argomenti proposti dalla minoranza ossia: raccolta rifiuti, acquedotto, parco giochi comunale; e neanche l'argomento proposto dal segretario comunale sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio". Da qui la polemica e il duro attacco della minoranza che, conclude in manifesto chiedendosi se "esiste ancora una maggioranza e, se si - si legge - un sindaco può accettare i continui ricatti dei suoi consiglieri?" Sant'Arsenio - si legge nel finale del manifesto - non merita una gestione così approssimativa.

Anna Maria CAVA

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“La decisione assunta dal nostro coordinatore regionale ha un suo perché” chiarisce così la posizione della Lega Vallo di Diano Giuseppe Vitolo che si tira fuori dalle polemiche sorte dopo il recente riassetto del partito in Campania.

Il commissario regionale del Carroccio, Nicola Molteni, agli inizi di dicembre ha nominato i responsabili provinciali. A guidare le camicie verdi salernitane è un napoletano, il giovane Nicolas Esposito, mentre l'ex rettore dell’UniSa Aurelio Tommasetti è stato scelto quale responsabile per il programma regionale in vista delle elezioni del 2020.

Scelte invise a qualche militante salernitano che mal digerendole ha affidato ai social lo sfogo a caldo parlando di mortificazione e invasione da Napoli. Sono state invece comprese e accettate di buon grado dalla Lega Vallo di Diano. Come chiarisce il coordinatore Giuseppe Vitolo.

“Dispiace – afferma – il fatto che non ci sia un salernitano alla guida del coordinamento provinciale ma non parlerei di penalizzazione. Siamo in un momento di riorganizzazione interna in vista di una sfida importante come le regionali. Ho fiducia in Matteo Salvini e nell’onorevole Molteni che hanno assicurato saranno sempre valorizzati i territori e chi da sempre lotta nella Lega”.

Nessun malpancista quindi tra i leghisti del Vallo di Diano. “Io – assicura Vitolo – così come tutto il coordinamento valdianese continueremo a lavorare per la vittoria alle regionali. È nostro dovere verso tutte quelle persone che ci hanno votato. Noi pensiamo al territorio – chiosa – e non alle poltrone”.

Rosa ROMANO

 

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