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stef caldoro
“Le inchieste si fanno a destra e sinistra e non devono essere strabiche, la magistratura deve fare il suo corso, sempre e vale per tutti”. Così Stefano Caldoro, candidato presidente del centrodestra in Campania, risponde ad una domanda del direttore di Franco Esposito a Telecolore.
 
“Nel centrodestra - dice sollecitato dal direttore- uno tsunami a due mesi dalle elezioni, poi le vicende si sono molto attutite. Dall’altra parte vedo cose allarmanti con chi  compra e chi vende candidature, trasformismo e accordi sulle poltrone”.
 
Per Caldoro “è emblematico il caso di Salerno: un porto delle nebbie, con organismi di controllo intimiditi o che si sono fatti intimidire. Il Sistema Salerno e’ quello della macchina pubblica utilizzata per il consenso, quella delle partecipate, quella che ha  la logica del voto di scambio, è solo gestione del potere. Salerno è una bellissima città ma la politica ne ha fatto, per queste cattive prassi, un caso nazionale”.
 
Caldoro ha rivendicato i progetti messi in campo “con noi i fondi per difendere la costa, per il porto, per le strade e per rilanciare l’aeroporto di Pontecagano”.
 
Sull’aeroporto, incalzato dal direttore che chiedeva delle risorse ha detto “le risorse trovate da me, ora solo ritardi. Oggi nel nulla più assoluto di idee e realizzazioni ci sono solo le parole di un truffatore politico che ha gestito il potere con il suo clan politico. Noi mettiamo in campo idee e progetti, nuove energie e serietà”.

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Scadranno il 22 agosto i termini per presentare le liste che parteciperanno alle competizioni elettorali in programma il 20 e 21 settembre prossimi. Nelle ultime ore Iniziano ad essere ufficializzati i primi nomi dei candidati alla carica di consigliere regionale. Secondo quanto emerge pare che il sindaco di Sant'Arsenio Donato Pica ha firmato ieri per la sua candidatura e, dalla sua pagina ufficiale ha annunciato di partecipare alla prossima tornata elettorale scendendo in campo con la lista "Noi Campani" di Mastella

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Stefano Caldoro ha fatto tappa a Vallo della Lucania e Battipaglia nell'ambito del tour per le Regionali 2020. É lui il candidato alla presidenza per il centrodestra. A Vallo della Lucania ha visto una piazza inaugurata con l’accelerazione della spesa; a Battipaglia invece ha fatto un sopralluogo all'ex Stir.

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La crisi economica già difficile degli ultimi anni, vede un ulteriore aggravarsi dopo l'emergenza COvid. Negli anni passati si era decisio di puntare sulla costituzione di Zone ad Economia Speciale, ossia le ZES per far ripartire l'economia e per uno sviluppo del territorio, individuandone alcune anche in Campania e nella provincia di Salerno. A tal proposito non erano mancate le critiche alla Regione, soprattutto dal territorio valdianese, che si era trovato escluso dalle ZES quindi non individuata come area su cui investire in un eventuale progetto di rilancio e di sviluppo dell'economia locale.

A tirare nuovamente in ballo le ZES è il candidato presidente della Regione Campania Stefano Caldoro che csi mostra critico nei confronti delle zone ZES, non tanto per quello che è il loro ruolo e la motivazione generale della costituzione delle stesse, ma piuttosto sulla modalità di intervento ipotizzata per la realizzazione delle Zone ad Economia Speciale. Per Caldoro, così come sono state immaginate, le ZES non funzionano.

“Lo sviluppo - dichiara il candidato presidente del centrodestra - si costruisce con idee chiare e semplificando. Senza innamorarsi di sigle e formule vuote. Siamo in un momento cruciale per la nostra economia e servono decisioni drastiche. Le aree ad investimenti facilitati, con meno burocrazia e tasse più basse - evidenzia - sono assolutamente utili, ma non possiamo limitarle solo geograficamente. Meno tasse e zero burocrazia sono i due pilastri su cui costruire la ripresa economica. Non possiamo confinarle a poche aree né costruire recinti amministrativi. Sulla carta si sono disegnate delle zone speciali, anche in Campania, senza una logica produttiva. Se abbiamo un'industria che produce non possiamo chiederle di spostarsi solo perché magari a pochi chilometri paga meno tasse. Bisogna - sottolinea - aiutare e sostenere le imprese a prescindere dalla zona di apparenza. Si finanzino settori produttivi e filiere modello Cluster in Germania - propone Caldoro - a chi ha voglia di rilanciare, crescere e creare lavoro. Le Zes si avviano al fallimento. Governo e Regione devono cambiare queste regole rigide. Ed invece PD e M5S fanno solo propaganda sul nulla”.  

Anna Maria CAVA

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