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Il coordinamento Lega Vallo di Diano è intervenuto con un lungo e pungente comunicato stampa in merito alla chiusura del Punto nascite del "Luigi Curto".

"Vallo di Diano, la storia si ripete - si legge nella nota - Abbiamo volutamente atteso prima di dire la nostra su questo scempio, atteso invano nell’illusoria speranza che i responsabili di questa ennesima chiusura per una volta si assumessero le loro responsabilità, e invece, ancora una volta tutti contro tutti, politici, dirigenti, perfino giornalisti.

Tutti, alla notizia della chiusura a far finta di scandalizzarsi (per una cosa che si sapeva da tempo) e ad affaccendarsi per far vedere che “loro ci sono” che loro “si impegnano” per poi, parafrasando De Andrè, “gettare la spugna con gran dignità.”

Oppure nel caso che venisse concessa l’ennesima proroga, pronti per accaparrarsi la paternità della vittoria.

Una storia già vista, è avvenuto con la ferrovia, con il tribunale, con il carcere, con l’ospedale e di questo passo avverrà ancora.

Purtroppo questa è l’ennesima dimostrazione che così non si va da nessuna parte, è ora che chi di dovere si assuma le proprie colpe e, tutti la smettano di gettare fango su altri per coprire l’amico di turno.

Il reparto maternità che oggi chiude non è un fulmine a ciel sereno, era un moribondo in attesa di essere salvato, lo sapevano tutti, da anni, e chi aveva l’onere di salvarlo è stato lo stesso che lo ha condannato.

Ma voi veramente pensate che le famiglie del Vallo preferiscano trasferirsi in ospedali lontani, farsi chilometri e chilometri solo per un capriccio? O come ha dichiarato il primario perché l’erba del vicino è sempre più verde?

Suvvia non scherziamo - continua il comunicato stampa - Lo stesso primario ha dichiarato che se ci fossero fondi avrebbe investito in attrezzature più moderne e personale più “giovane e motivato”, ammettendo intrinsecamente dunque che il reparto NON FUNZIONA, che il sistema è obsoleto, che gli operatori sono “oramai stanchi e poco motivati”.

C’è una legge che, piaccia o no, chiude gli ospedali sotto una soglia minima di nascite annue, pensate che l’ospedale di Polla gestito correttamente non avrebbe fatto quei numeri?? Certo che li avrebbe fatti, ne avrebbe fatti anche di più.

Ma purtroppo è rimasto un reparto arretrato, che non si è allineato con i tempi, è rimasto l’unico ospedale, dove non si effettua il rooming in (Salerno, Potenza, Lagonegro per citare quelli più vicini lo utilizzano), il nido viene gestito con linee guida che si utilizzavano in tempi remoti, un reparto ove la gentilezza non è proprio il massimo (lo lascia intendere anche lo stesso primario sempre nell’intervista), dove non viene promosso l’allattamento al seno ma si da ai neonati “la bottiglietta” al primo pianto (e non potrebbe essere altrimenti non utilizzando il rooming in), un reparto ove si impedisce alla madre di vedere il figlio se non “negli orari stabiliti”, un reparto dove ci risulta che la prima domanda quando un paziente arriva è: ”Chi è il tuo medico?“. Poi non ci si deve meravigliare che la gente scappa!

Dunque i motivi per cui vi è il calo di nascite non è altrove, non è l’erba del vicino, ma è in casa propria!

Paradossalmente a effettuare il rooming in si avrebbe anche meno lavoro da parte degli operatori, visto che molto del lavoro lo fa la mamma, ma… per farlo ci  vuole un controllo degli accessi per preservare la salute dei neonati. E qui tocchiamo un’altra nota dolente, quell’ospedale sembra un porto di mare, non si riesce neanche a gestire gli ingressi dei “visitatori” figuriamoci altro!!

Se solo anni fa, alla prima proroga, si fosse attuato un programma di riammodernamento oggi non saremmo qui a discutere di questa chiusura.

Ma alla fine le colpe sono di tutti. Chi più chi meno ne ha, da chi non ha rimodernato quel reparto, da chi sperando nell’ennesima proroga ha fatto finta di niente, dal politico locale sempre pronto a chiudere gli occhi e interessarsi ad altro, da quei medici che hanno promosso visite private a scapito di quelle pubbliche, dagli stessi operatori che pur di non andare contro qualcuno hanno taciuto, da chi potrebbe avere qualche interesse che il reparto chiuda, allo stesso cittadino che rassegnato è andato a partorire altrove senza far sentire la propria voce, ai giornalisti che si ricordano di queste cose solo quando fanno notizia, alle divisioni politiche che negli ultimi anni non hanno espresso un rappresentate del posto. Vallo della Lucania il cui reparto non è stato chiuso ne è un esempio, e pensare che alcuni nostri, tanto cari, politici locali hanno chiesto i voti del nostro Vallo proprio per esponenti di “fuori”... 

Il Vallo di Diano è maestro nel farsi del male da solo e così purtroppo ci perdiamo tutti.

Solo con un radicale cambio di mentalità da parte di tutti, si potrà pensare di iniziare un percorso diverso, costruttivo, un’inversione di rotta, altrimenti il reparto di maternità sarà solo un altro dei servizi che perderemo.

In ultimo, vorremmo chiedere al Governatore De Luca, nonché commissario straordinario alla sanità di smetterla di addossare colpe ad altri, di fare proclami, di pavoneggiarsi come il salvatore della patria, di sbandierare ogni volta quando viene da noi l’arrivo di nuovi macchinari a Polla (salvo poi essere smentito dal Dott. De Laurentis quando dichiara che la regione non manda fondi), ma per una volta di fare veramente qualcosa per il nostro Vallo. A iniziare dalla sospensione provvisoria dell'efficacia del provvedimento adottato, visto che ne ha la facoltà  ai sensi della legge n.241/90, perché vogliamo anche ricordargli, che non è solo un servizio che il Vallo di Diano perde con la chiusura del reparto, ma anche l’indotto economico che quel reparto genera, e Dio solo sa quanto il Vallo di Diano ha bisogno di non perdere ulteriori posti di lavoro!

Contestualmente a quanto detto sopra - conclude il comunicato - bisogna avviare subito un processo di riammodernamento dell’ospedale in modo che i cittadini tornino con piacere nel nosocomio Pollese, perché senza questo fondamentale passaggio, tutto il resto sarà stato inutile".

 

 

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Dopo le dimissioni del presidente del Consorzio di Bonifica Giuseppe Fornino per effetto del completamento del consiglio che può ora provvedere alla regolare elezione del presidente, interviene il consigliere nominato dalla Provincia Francesco Bellomo che attacca i rappresentanti regionali e provinciali del territorio per i ritardi nella scelta dei nomi.

L'esponente di Fratelli d'Italia,  evidenzia l'importanza degli enti consortili soprattutto nelle aree, come il Vallo di Diano, che vogliono puntare sul biologico, al fine di assicurare acqua per l'irrigazione che sia controllata.

"Le mie congratulazioni - scrive Bellomo - vanno al presidente Fornino, che con responsabilità non ha lasciato il consorzio di bonifica in balia di leggi e articoli ed è stato capace di gestirel'ente in modo egregio pur avendo una componentistica di dubbia elezione. Basti pensare – afferma Bellomo - che sono state usate circa 1000 deleghe, di dubbia provenienza, per eleggere i membri del consiglio, determinando così la vittoria della compagine di Mario Trezza e Beniamino Curcio, i quali rifacendosi ai propri rappresentanti, sia provinciali che regionali, hanno creato questi due anni di vacatio".

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Delusione è la parola pronunciata questa mattina dall'avvocato Angelo Palladino che in Conferenza Stampa è tornato sulla vicenda carcere di Sala Consilina. Una delusione arrivata all'indomani dell'interrogazione parlamentare presentata dalla Senatore del Movimento 5 Stelle Franco Castiello che ha chiesto al ministro le iniziativa da intraprendere sulla questione riapertura della casa circondariale di Sala Consilina. Per l'Avvocato Paladino il senatore Castiello doveva incontrare prima il ministro, ben prima dell'incontro dello scorso ottobre presso il Dipartimento di Polizia penitenziaria a Roma e soprattutto ben prima di incontrare i burocrati.

 

Giuseppe OPROMOLLA

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Il candidato alla presidenza della Provincia di Salerno per il PD Michele Strianese in visita nel Vallo di Diano per incontrare amministratori e sindaci del territorio. Ad accogliere il sindaco di San Valentino Torio il primo cittadini di Padula Paolo Imparato che fatto gli onori di casa presentando a Strianese gli amministratori del territorio giunti per conoscere le idee e i progetti del candidato alla presidenza della provincia in vista delle prossime elezioni del presidente. Il prossimo 31 ottobre, urne aperte in cui i soli consiglieri comunali e sindaci dei territori dovranno recarsi per scegliere il nuovo presidente che dovrà succedere a Giuseppe Canfora tra i candidati Michele Strianese per il centro sinistra e Roberto Monaco sindaco di Campagna per il centro destra. Edilizia scolastica e viabilità sono le priorità per Strianese su cui è necessario intervenire, a cui si aggiunge anche la necessità di conoscere bene una provincia che il candidato alla presidenza riconosce bella e ricca dal punto di vista culturale partendo proprio dalla maestosità della Certosa di San Lorenzo a Padula che ha ospitato ieri l'incontro 

Anna Maria CAVA

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