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Il prossimo 26 maggio i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti in seno al Parlamento Europeo. In questa tornata elettorale la Lega punta su propri candidati nel sud e che conoscono la realtà territoriale e le specificità. Come Vincenzo Sofo che presentando le sue idee per il sud evidenzia l'importanza che il meridione ha nello sviluppo di tutta l'Italia e dell'Europa essendo area di cerniera e di ponte con altri continenti. Così come lo è anche il Vallo di Diano che rappresenta il punto di congiunzione tra la Campania e la Calabria regioni con un livvello di sviluppo decisamente differente seppur confinanti.

Anna Maria CAVA

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15 le liste in campo per la circoscrizione sud alle prossime elezioni europee del 26 maggio quando i cittadini italiani e di tutta Europa saranno chiamati alle urne per scegliere i propri rappresentanti in seno al Parlamento Europee. Oltre alle note dei partiti nazionali di riferimento quali: Lega, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d'Italia; troviamo: Unione Cattolica, Partito Pirata, il Popolo della Famiglia, Casapuond Italia, Popolari per l'Italia, La Sinistra, Partito Animalista, Forza Nuova, + Europa ed Europa Verde. Tante liste per tanti nomi con il salernitano che può comunque vantare una sua possibile rappresentanza in una difficile competizione.

Il Vallo di Diano non ha alcun riferimento nelle liste ma potrà contare su nomi che, per la loro attività politica e lavorativa conoscono il territorio dove sono stati spesso in visita. Come il capolista della lista +Europa Raimondo Pasquino che, in veste di rettore dell'Università di Salerno è stato ospite del Vallo di Diano. Come l'attuale rettore dell'Unisa Aurelio Tommasetti candidato della lista della Lega spesso ospite dell'area sud del salernitano. Nome particolarmente noto al Vallo di Diano è quello della candidata per il Partito Democratico Anna Petrone che, sia in veste di già consigliere regionale che come delegata alle Pari Opportunità della Provincia di Salerno è stata sul territorio per trattare temi di carattere sociale.

Altro nome noto al Vallo di Diano è quello del capolista del PD Franco Roberti che, nel suo ruolo di Procuratore Nazionale Antimafia è stato più volte ospite del territorio per parlare di legalità. Due i nomi che conoscono bene il Vallo di Diano anche nella lista di Forza Italia con candidato capolista per la circoscrizione sud Silvio Berlusconi. Si tratta di Aldo Patriciello uscente al Parlamento Europea che, pur se nativo del Molise conosce bene il territorio salernitano ed in particolare in Vallo di Diano sia per la sua attività lavorativa che per la sua vicinanza al territorio in questa prima legislatura da europarlamentare.

Diverse infatti le visite sul territorio valdianese sia in forma istituzionale che privata. Altra candidatura che può portare la voce del Vallo di Diano in Europa è quella di Antonio Ilardi anche lui candidato nella lista di Forza Italia ed anche lui conoscitore del Vallo di Diano sia per il suo impegno politico che per conoscenze private.

Anna Maria CAVA

 

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Scade il 27 aprile il termine per la presentazione delle liste per le elezioni amministrative del prossimo 26 maggio. I Comuni del comprensorio in fermento sono 7: Auletta; Caggiano; Casalbuono; Sala Consilina; Salvitelle; San Pietro al Tanagro; San Rufo.

Dappertutto situazioni fluide, e tali resteranno fino all’ultimo, poche le certezze. Tra queste che la Lega Vallo di Diano ci prova, con propri candidati, a sedersi in consiglio comunale a San Rufo, Auletta e probabilmente a Sala Consilina. A San Rufo l’unico, ad oggi, candidato sindaco, l’uscente Michele Marmo, ha nella sua lista, grazie ad un accordo raggiunto circa due mesi fa, i leghisti Domenico Setaro e Fabio Leuzzi. Nel suo paese fa un passo indietro il coordinatore della Lega Vallo di Diano, Giuseppe Vitolo, perché – stando a quanto dichiara – sarà impegnato nei prossimi mesi a lavorare sul territorio per la crescita del partito.

E sempre la Lega, ad Auletta, guidata da Pietro Gaito, ha presentato già da mesi il candidato che entra nella lista civica capeggiata dall’attuale sindaco Pietro Pessolano. Il nome è quello di Luigi Vignuoli. (Se dovesse esserci bisogno di ulteriore supporto i salviniani hanno dato come disponibili i nomi di Filippo Opromolla, Giuseppe Pessolano e Rosa Maria Soldovieri). Qui ci riprovano di nuovo, con Pessolano, Antonio Addesso e il vicesindaco Luigi Cavallo. A sfidarli la lista guidata dal giovane professionista, Antonio Caggiano, e con lui ci sono il segretario del PD locale, Nino De Maffutiis, e il consigliere di minoranza Donato Gagliardi.

 

A Sala Consilina dovrebbero essere tre le liste ma per ora l’unica certezza è la candidatura a sindaco di Francesco Cavallone che avrebbe la compagine già pronta con molti nomi nuovi e volti giovani. Sta provando a comporre una squadra l’Avv. Domenico Cartolano forte dell’appoggio di alcuni navigati politici locali. Che pare si siano detti pronti a metterci apertamente la faccia o persone di fiducia. Si dice abbia ad esempio il sostegno di Antonio Coiro e della famiglia Ferrari, con probabile candidata Domenica dell’attuale maggioranza. Il centrodestra salese invece, su spinta della pasionaria leghista Loredana Maraniello, sta tentando di trovare la quadra tra coordinatori e delegati dei vari partiti ma è ancora in alto mare.

La Lega non avrà alcun candidato ufficiale a Casalbuono dove si confronteranno due nomi: uno è Carmine Adinolfi insieme con l’uscente, perché al terzo mandato, Attilio Romano, l’altro dovrebbe essere Francesco Romano. Stessa situazione a San Pietro al Tanagro, dove pare si stia muovendo l’attuale consigliere di minoranza Piera Aromando per provare a spodestare Domenico Quaranta.

Rosa ROMANO

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Pochi giorni ancora per poter raccogliere le firme per richiedere l'indizione di un referendum popolare per l'istituzione di una macroregione autonoma del Sud. A Padula un incontro per parlare del referendum, promosso dall'ex governatore della Campania Stefano Caldoro, ricordando come restano solo 30 giorni per poter raccogliere le firme necessarie per indire il referendum di autonomia del meridione in particolare in materia ambientale sanitaria ed economica.

Ieri sera, nell'incontro svoltosi presso l'aula delle conferenze della Certosa di San Lorenzo e organizzato dal referente per il Vallo di Diano del Comitato per la Macroregione autonoma del Sud Pierluigi Gallo, si è parlato alla presenza anche di Eva Longo presidente del comitato provinciale per la Macroregione, delle motivazioni che spingono nell'indizione del referendum, analizzando l'attuale stato dell'economia e dei servizi del mezzogiorno. Un Sud che deve fare troppo spesso i conti con l'abbandono dei piccoli centri e con una percentuale di emigrazione di giovani con competenze e formazione, dopo anni di studio e sacrificio, che sono costretti, proprio per assenza di opportunità, a lasciare la loro terra come sottolineato dal sindaco di Buonabitacolo Giancarlo Guercio. Nei diversi interventi sono state evidenziate le più disparate   difficoltà che bisogna affrontare se si vive nel sud considerato una zavorra per il resto d'Italia.

Difficoltà che incontrano gli imprenditori costretti, come evidenziato da Valentino Di Brizzi Presidente dell'Associazione Imprenditori Vallo di Diano relatori dell'incontro, a superare difficoltà di ogni genere e a fare i conti con conclamate penalizzazioni nei servizi per riuscire a fare impresa nel meridione, ad assicurare posti di lavoro e a mantenere il passo con l'altra parte d'Italia. L'incontro moderato dal giornalista Gaetano Amatruda, è stata occasione utile per effettuare un'analisi dettagliata di quanto sta accadendo in Italia dove il meridione è spesso vittima di preconcetti e pregiudizi che non trovano fondamento nella realtà. A presentare questa nuova immagine di divisione tra Nord Sud ci ha pensato Antonio Ilardi che citando il libro di Marco Esposito Zero al Sud ha presentato dati che evidenziano come il Sud riceve meno risorse economiche di quante gliene spetterebbe, l'opposto invece accade al Nord. 2 gli esempi in particolar emersi. Per riguarda il trasferimento dello Stato alle città in materia di fabbisogno, si è scoperto che al comune di Milano lo Stato Italiano destina 247 milioni di euro in più rispetto al suo fabbisogno standard.

La situazione di Napoli invece è l'opposto ricevendo circa 31 milioni in meno rispetto al suo reale fabbisogno. Stessa situazione per la spesa pubblica con 15 mila euro procapite spesa per il nord e 12 mila euro procapite per il Sud. Da qui la necessità di poter contare di più e, come sottolineato da Stefano Caldoro ex presidente della Regione Campania e promotore del referendum, ciò è possibile solo se si sta insieme perché, le regioni del Sud, sono troppo piccole e, purtroppo, sempre più povere nonostante le enormi potenzialità, per poter avere un peso politico incisivo in Italia, basti pensare, come ha ricordato Caldoro che la popolazione del Sud Italia ad oggi e praticamente pari alla popolazione della sola città di Pechino.

Anna Maria CAVA

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