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Ieri  taglio del nastro a Teggiano per il nuovo museo di San Cono.

La cerimonia d’inaugurazione è avvenuta nel giorno del tradizionale pellegrinaggio, quest’anno sospeso a causa della pandemia, del quadro di San Cono da Teggiano al monastero di Santa Maria di Cadossa.

Con la nascita del nuovo museo si aggiunge un altro tassello importantissimo al grande patrimonio culturale-religioso della città, che testimonia il culto del popolo teggianese che si intreccia alla millenaria storia del paese.

Fortemente voluto da Cono Di Sarli, dal comitato feste presieduto dal parroco don Giuseppe Puppo e dal vescovo Padre Antonio De Luca , il museo è frutto - come ci racconta lo stesso Cono Di Sarli - di un lungo lavoro di ricerca che ha visto la luce soprattutto grazie al contributo volontario di alcune persone, aziende ed imprese, che ne hanno reso possibile la realizzazione.

Il museo, ubicato in via Vincenzo Dono, nel centro storico di Teggiano, è ospitato dai fratelli Antonio e Gennarino Paduano, che hanno donato il locale nel ricordo della loro mamma Rosa, grande devota del Santo Teggianese. Lo spazio allestito, dall’altissimo valore storico culturale e spirituale, offrirà ai visitatori uno spaccato storico capace di esaltare la piena bellezza ed importanza dell’arte sacra dianese. Sarà possibile infatti ammirare documenti sinora mai esposti che testimoniano la devozione del popolo teggianese dal 1261 ad oggi. In esposizione anche la copia del decreto ufficiale di santificazione di Cono e la proiezione dell’unica copia del primo documentario della festa di San Cono, realizzato dall’istituto Nazionale Luce nell’anno 1954.

Dopo la benedizione ed il taglio del nastro, in piazza è seguita la cerimonia di consegna degli attestati di riconoscimento a coloro che hanno contribuito alla realizzazione del nuovo museo. La giornata dedicata a San Cono si è conclusa con la Santa Messa celebrata dal parroco della cattedrale Don Giuseppe Puppo, che durante l’omelia, ha esortato i fedeli, ad affidare a Dio e a San Cono, le tante paure che oggi affliggono la comunità, attraverso il momento intenso di un pellegrinaggio quest’anno ancora più profondo, ossia quello del cuore.

Maria Rita DI SARLI

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