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L’Albero di Natale come simbolo di speranza, solidarietà e comunità in un momento difficile e l’accensione, come richiede il tempo del covid, in diretta facebook. I Ragazzi del Ponte di Polla, nonostante il periodo segnato da crisi e perdite, non rinunciano ad accendere l’albero di Natale e come fatto negli ultimi 10 anni, anche per questo 2020 hanno deciso di dare un segnale di speranza ai concittadini con il simbolo più luminoso delle Feste.

L’accensione dell’Albero però avverrà in modo diverso rispetto agli anni scorsi, senza la festa dell’otto dicembre. Non ci sarà musica – annunciano - e non ci saranno i mercatini, per evitare gli assembramenti. L’appuntamento quest’anno è in piazza Santa Barbara, l’8 dicembre alle 18.30, con l’accensione in diretta Facebook.

“Siamo consapevoli – affermano i ragazzi dell’associazione -  che è stato un anno orribile per la nostra comunità. Abbiamo pianto delle gravi perdite, abbiamo rinunciato alla nostra vita sociale. C’è chi ha perso il lavoro, c’è chi è in difficoltà. L’accensione dell’Albero dei Ragazzi del Ponte è un simbolo di solidarietà nei loro confronti. E vuole essere anche un ringraziamento verso chi si sta sacrificando ogni giorno per noi e lo sta facendo dalla trincea che è l’ospedale ‘Luigi Curto’ di Polla”.

I Ragazzi del Ponte, nel ringraziare medici, infermieri, operatori socio sanitari, ausiliari e tecnici che ogni giorno lavorano senza sosta per la nostra salute, ricordano che sarà consegnato proprio a loro il Premio dell’associazione dedicato ai pollesi meritevoli, nella prossima edizione di “R…estate ragazzi”, quest’anno saltata a causa del covid.

Antonella D'ALTO

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Il 14 novembre scorso l'Italia ha dedicato un pensiero speciale alla patologia diabetica nell'ambito della giornata mondiale contro il diabete e della settimana del diabete. Tra gli enti e le associazioni che maggiormente si sono distinte in iniziative atte a discutere del diabete, anche il Leo Club distretto 108 YA Campania, Basilicata, Calabria che, nella giornata del Diabete ha organizzato una video conference call, trasmessa in diretta sulla pagina facebook, in cui si è parlato dettagliatamente ed in tutti i suoi aspetti del diabete, come patologia che, seppur in molti casi si presenta invalidante viste le modifiche che impone, sia allo stile di vita che alle abitudini alimentari, va comunque considerata come una malattia che è comunque gestibile.

A mettere in evidenza questo aspetto, in particolare Riccardo Addesso, vice presidente del LeoClub Vallo di Diano, che è intervenuto come relatore della webinar sul tema "Attraverso il Cerchio Azzurro". Nel corso del suo intervento il giovane Riccardo, imprenditore di Auletta, ha parlato della sua storia che lo vede affetto dal diabete dall'età di 13 anni, parlando però della malattia come di un motivo di cambiamento in meglio della persona, riuscendo addirittura a scherzarci, tanto da aver sottolineato come, per Riccardo, il Diabete è come avere una fidanzata sempre accanto che ti impone stili di vita precisi a cui u non sai dire di no. Ed è proprio sottolineando come lui consideri il diabete come una Fidanzata che non lo lascia mai, che ha iniziato il suo intervento seguitissimo e di grande interesse.

Riccardo Addesso, nel corso del suo intervento, è riuscito a mettere in risalto come, se è vero che il diabete impone determinati cambiamenti alla propria vita, è pur vero che lo stesso diabete può essere gestito in base alle proprie esigenze di vita, grazie anche alle innumerevoli tecnologie, come l'app per tenere costantemente sotto controllo il diabete,  e ai diversi percorsi terapeutici attivati che possono essere adottati che ti consentono di scegliere la metodologia di cura più adatta alle tue esigenze. "La convivenza con il diabete - ha rimarcato Riccardo - è assolutamente possibile. Per me è come avere una fidanzata sempre dietro". Tra i relatori alla webinar, oltre a Riccardo, anche il Dott. Iafusco, professore di Pediatria all'Università Luigi Vanvitelli di Napoli e la Dott.ssa Triglia Biologa nutrizionista. Grazie alla testimonianza di Riccardo e di altri giovani come loro il Leo Club spera di poter aiutare altri pazienti diabetici a convivere serenamente con la malattia e di dare informazioni corrette agli utenti di Facebook.

Anna Maria CAVA

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L'asilo nido di Sassano, da lunedì scorso è dotato di un proprio sanificatore per ambienti, grazie alla famiglia Rubino ed in particolare grazie a Piccola Peste, come era conosciuto Giovanni Rubino, deceduto prematuramente 8 anni fa, i 26 ottobre 2012, a seguito di un grave incidente stradale. Una morte che ha sconvolto tutta la comunità sassanese di cui Giovanni faceva parte con allegria e solarità, difficile da elaborare per tutti ma soprattutto per la sua famiglia che, da due anni, nel suo nome e nel suo ricordo, ha deciso di operare a sostegno della comunità sassanese con donazioni consegnati all'amministrazione comunale ma di aiuto a tutti i cittadini.

Lo scorso anno la famiglia Rubino con i genitori di Giovanni Carmine e Mariantonietta ed il fratello Michelangelo, donarono un defibrillatore semiautomatico posizionato all'ingresso del Centro Polifunzionale di Silla di Sassano. Un'azione di solidarietà che è stata ripetuta anche quest'anno seppur nell'osservanza delle restrizioni imposte dall'emergenza epidemiologica in atto. La famiglia Rubino, nonostante i divieti e le normative stringenti, ha voluto ricordare il suo giovane figlio e fratello così come ha voluto ricordare, in una celebrazione religiosa officiata da Don Bernardino Abbadessa presso la chiesa della Madonna di Pompei di Silla di Sassano, tutti i cari che sono scomparsi prematuramente.

Al termine della Santa Messa ci si è ritrovati, in una cerimonia riservata, davanti al centro polifunzionale anche sede dell'asilo nido di Sassano dove la fimiglia Rubino ha donato alla dirigente scolastica ed al sindaco un sanificatore per ambienti da utilizzare per le operazioni di disinfezione dell'asilo nido, utilissimo strumento in questo periodo di emergenza coronavirus che, in tal modo, garantirà un'adeguata e costante sanificazione degli ambienti in cui i piccoli cittadini sassanesi trascorrono le ore di attività ludica e formativa. La Famiglia Rubino, trasforma così, il suo dolore per la perdita del giovane Giovanni, in forza e generosità per il proprio comune di appartenenza ma soprattutto per l'intera comunità che, ricordando Piccola Peste, potrà usufruire di utilissime strumentazioni.

Anna Maria CAVA

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Sarà visitabile fino al 2 novembre, alla Certosa di San Lorenzo, la mostra “La pittura di pietra” di Enrico Pinto. Curata dall’Associazione di Promozione Turistica ArteM in sinergia con il Comune di Padula.

Domenica scorsa il vernissage dell'esposizione, suggestiva e ricca di fascino. 

Ama definirsi artista- artigiano Enrico Pinto. A Padula ha il suo laboratorio e lì nascono le sue opere. Ha sempre un nutrito forte interesse per il disegno e le scienze naturali. La passione per la tecnica del commesso marmoreo è nata per caso - racconta - dalla lettura di “La Pittura di Pietra. Dall’arte del mosaico allo splendore delle pietre dure". Poi i numerosi viaggi intrapresi in giro per il mondo hanno fatto il resto.

Proprio a Padula nei locali, ex depositi delle Derrate, nella Certosa di San Lorenzo sono esposti ora, per la prima volta, i suoi capolavori.

La "Primavera Siberiana", un'opera dalla grande suggestione, data dalla fusione di pietre pregiate e del loro accostamento; "Mani che disegnano", una delle litografie di Escher interpretata da Enrico Pinto in chiave marmorea e a colori; "Il Bacio di Klimt", una raffigurazione delle passioni umane che l'artista viennese tanto prediligeva e che l'artista - artigiano padulese ha espresso con eleganza e raffinatezza per la scelta accurata di pietre preziose come l'alabastro; "Il Sistema Solare" invece è una delle ultime opere dell'artista che utilizza pietre pregiate per identificare ogni pianeta.

Opere che, insieme a tante altre, hanno impreziosito con creatività e talento il suggestivo ambiente della Sala delle Derrate in Certosa. Sono in esposizione fino al 2 novembre, ogni giorno (eccetto il martedì) dalle ore 10 alle ore 18 con l'ultimo accesso alle ore 17. L’ingresso è gratuito e - assicirano gli organizzatori - verranno seguite tutte le disposizioni necessarie per contenere la diffusione del Covid-19: sarà quindi obbligatorio l’uso della mascherina, mantenere il distanziamento e gli ingressi saranno suddivisi per numero massimo 15 persone per volta.

Rosa ROMANO

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