Cultura

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Esordio letterario per la scrittrice cilentana Francesca Schiavo Rappo, residente a Stella Cilento, dove si occupa, tra le varie cose, di promozione culturale, poesia e scrittura, partecipando ad eventi e presentazioni letterarie. Il suo primo libro si intitola “La compagnia della Tèpa. Dodici atti di vandalismo sociale”, una raccolta di 12 racconti per dodici personaggi, impreziosito dalle illustrazioni della pittrice Cristiana Nasta, anche lei di origini cilentane. Il volume, pubblicato da L’ArgoLibro, si presenta come una critica sociale in costante frapposizione fra simile e verosimile, fra possibile e improbabile: la realtà diventa relativa e tutto è messo in discussione.

"La raccolta nasce come atto di protesta, - racconta l’autrice - come gesto rabbioso per l'approssimazione con cui il contemporaneo tratta le fragilità umane, come grido e lamento per il materialismo in cui si consumano le relazioni sociali, e lo fa trattando del lutto inteso come perdita del sé e dell'altro”.

I testi trattato diversi argomenti che trovano la loro coerenza nei racconti specchio che aprono e chiudono la raccolta. I due testi, infatti, funzionano come parentesi all'interno delle quali si consumano le proteste, i così detti "atti vandalici", di tutti gli altri protagonisti. “Spetta a quei personaggi originari, - conclude l’autrice - la donna e l'uomo del "dopo caduta", il compito di definire lo spazio umano dei racconti".

L’introduzione è a cura di Milena Esposito, mentre le illustrazioni di Cristiana Nasta, pittrice che nel corso degli anni ha esposto i suoi lavori in varie rassegne d'arte del territorio, fra dipinti a olio e disegni. Francesca Schiavo Rappo, prima di dare alle stampe il suo libro d’esordio, ha partecipato a varie rassegne e festival, aggiudicandosi di recente il premio "Opera prima" di AVeditoria per la sezione poesia con la silloge "Il primo uomo del nuovo mondo".

Antonella D'ALTO

 

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Si intitola “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici” la mostra che aprirà il 4 ottobre prossimo al Parco Archeologico di Paestum. Unirà archeologi, scienziati, scrittori e artisti contemporanei con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su di un tema cruciale. A cura di Paul Carter, Adriana Rispoli e Gabriel Zuchtriegel, la mostra racconterà la storia del territorio di Paestum, la greca Poseidonia, attraverso il rapporto tra gli uomini e l’ambiente, in particolare il mare. Durante la mostra saranno proiettate immagini sui cambiamenti climatici e ambientali che potrebbero investire la Piana del Sele nei prossimi 100 anni, elaborate dal Centro di Studi sui Cambiamenti Climatici nel Mediterraneo. Inoltre, andrà in scena il video-mapping sul Tempio di Nettuno dell’artista napoletana Alessandra Franco.

“Dopo le previsioni preoccupanti pubblicate da parte di scienziati di tutto il mondo, è la prima mostra che integra il discorso sui cambiamenti climatici con una prospettiva storica e archeologica –  spiegano il direttore di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il co-curatore anglo-australiano Paul Carter, – l’obiettivo è di attirare l’attenzione su una storia caratterizzata dall’espansione imperialistica, dalla capacità delle società umane di comprendere cambiamenti imprevisti, adattarsi e ricostruirsi. Vogliamo mostrare la rilevanza del passato per il futuro”.

Tra i protagonisti del progetto, oltre a archeologi, storici e scienziati, c’è anche l’autrice Andrea Marcolongo, che nel suo contributo evidenzierà le ragioni per le quali Poseidonia, è un luogo speciale per affrontare la storia del clima e dell’ambiente. La mostra, co-finanziata dalla Regione Campania,  comprende anche la realizzazione di vetrine cilindriche che con la loro forma richiamano l’installazione dedicata alla Tomba del Tuffatore di Carlo Alfano.

Antonella D'ALTO

 

Cultura

Ancora un’importante occasione a Sanza per parlare di cultura, tradizioni e della qualità del cibo. Prosegue infatti l’interessante lavoro di ricerca dell’Università Popolare Sabino Peluso, che attraverso i suoi “Quaderni” racconta le diverse sfumature culturali ed antropologiche, tra storia e tradizione, della comunità di Sanza.

Martedì 10 settembre è prevista la presentazione di un nuovo Quaderno, il n° 6 della collana, dal titolo: A l’uso re Sanza. Un lavoro a più mani, realizzato dagli associati dell’Università Popolare, che propone una sorta di viaggio culinario e gastronomico tra le tipicità locali e le diverse declinazioni in cucina, legando i piatti tipici ai momenti salienti della vita di comunità: dalla festa patronale alla ritualità legata al culto dei defunti. Un’interessante ricerca che pone l’accento anche sulla questione della qualità del cibo e della salute. Il Quaderno numero 6 “A l’uso re Sanza” sarà dunque presentato al pubblico martedì 10 settembre alle ore 18.00 presso l’antica Cappella dell’Arciconfraternita Santa Maria della Neve in piazza Plebiscito.

Ne discuteranno la prof.ssa Rita Giordano, presidente dell’Università Popolare Sabino Peluso; il dott. Angelo De Luca, direttore generale della BCC di Buonabitacolo; il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito; lo storico locale, Prof. Felice Fusco; il dott. Riccardo marmo, gastroenterologo e presidente dell’Associazione SANI. Interverranno gli autori del testo. I lavori saranno coordinati dal dott. Luciano Eboli. La pubblicazione è stata sostenuta dal Comune di Sanza e dalla BCC di Buonabitacolo. Un’occasione per immergersi ancora una volta nei riti e nelle antiche tradizioni locali, attraverso la gastronomia e i pirati tipici.

Antonella D'ALTO

Cultura

Giovedì prossimo, 29 agosto, presso la Chiesa di Sant'Antonio a Largo San Paolo a Padula, sarà presentato l'ultimo libro del prof. Carmine Pinto, dal titolo "La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870”. 

Originario di Padula, Pinto è docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno, ma ha insegnato anche in università europee e latino-americane. Il suo nuovo libro parte da una domanda: Il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Il libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva innovativa sulla guerra di brigantaggio.

L'autore, dopo i saluti di Felice Tierno, Presidente del Circolo sociale Carlo Alberto 1886, del Sindaco di Padula, Paolo Imparato, del Direttore Generale della Banca Monte Pruno, Michele Albanese, e del Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Raffaele Accetta, dialogherà con Giuseppe D'Amico, giornalista e storico del comprensorio.

Federico D'ALESSIO

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