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Venerdì 31 gennaio a Polla, a partire dalle ore 19,00 presso la libreria Ex Libris Cafè, donne protagoniste con il primo appuntamento con "Spagiria", serie di incontri itineranti "sulle cose della vita". Sotto i riflettori il libro di Rosaria Rizzo "Anima in parole", alla presenza tra gli altri dell'autrice

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"Dalla memoria rinasce il domani", è stato il titolo della giornata di studi ed approfondimenti svoltasi ieri pomeriggio presso la sede Vescovile di Teggiano per ricordare la tragedia umana della Shoah e per commemorare le vittime del nazismo e dell'Olocausto nel Giorno della Memoria. L'evento è stato voluto dall'Istituto Comprensivo di Teggiano, con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale.

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La Diocesi di Teggiano –Policastro e la cooperativa Paradhosis, organizzano una 2 giorni, del 10 e 11 gennaio, dedicata all'arte tipografica e alla cultura. L'evento, che prenderà il via domani 10 gennaio a Teggiano, è realizzato grazie alla collaborazione della Biblioteca Pio 12° e del Museo Diocesano di Teggiano, sarà caratterizzato dalla presentazione del Catalogo delle Seicentine oltre che dall'espressione pittorica tardo barocca. Ad aprire la due giorni un incontro, presso la Sala conferenza Paolo Pifano, nel corso del quale i diversi relatori, esporranno tematiche relative ai libri antichi. La giornata di studio è stata fortemente voluta dal Vescovo Mons. Antonio De Luca, ed è stata realizzata grazie alla collaborazione dell'Associazione Biblioteche Italiane sez. Campania. Nelk corso della mattinata sono previsti gli interventi di monsignor Stefano Russo, direttore dell'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI, Barbara Cussino e Anita Florio, rispettivamente dirigenti del Settore Musei e Biblioteche provinciale e della Regione Campania, Anna Maria Vitale, presidente dell'AIB Campania e Giuseppina Zappella, già Direttore di Biblioteca della Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Napoli. Faranno gli onori di casa, don Nicola Russo, direttore della biblioteca diocesana, Giovanna Cappelli e Patrizia Ianniello, funzionarie della raccolta libraria. Previsto inoltre l'intervento di Arturo Didier, storico di Teggiano e diocesi, mentre le conclusioni saranno affidate all'ordinario diocesano. Sabato 11, seconda giornata di evento, presso il Museo "San Pietro", si discuterà di artisti e pittura tardo-barocca nel Settecento salernitano e lucano, in un momento culturale aperto alla presentazione del restauro della tela dell'Annunciazione, opera attribuita a Nicola Peccheneda e di recente acquisita al patrimonio del Museo Diocesano. Ad aprire i lavori Ivo De Maio, presidente della cooperativa Paràdhosis e don Fernando Barra, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali diocesano. A seguire gli interventi di Emilia Alfinito, funzionaria di zona della Soprintendenza ai BSAE provinciale, con una relazione sugli stili e sulle forme pittoriche del Settecento salernitano; Nadia Parlante, storica dell'arte, sull'opera dei maestri Carlo e Nicola Peccheneda nel Settecento dianese; Marco Ambrogi, direttore del Museo diocesano e lo studioso Francesco Magnanti che presenteranno spunti di riflessione sull'opera di Nicola Peccheneda e dei suoi allievi. A concludere i lavori il Vescovo Mons. Antonio De Luca che anticiperà anche la presentazione della tela restaurata di Peccheneda. La cooperativa Paràdhosis, che gestisce la biblioteca ed il museo della diocesi, in una promozione continua e fruttuosa,con questa 2 giorni vuole diffondere il messaggio storico-artistico, trasmesso dalle collezioni librarie e museale, collocate a Teggiano, che caratterizzano l'intero territorio diocesano

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E' stato presentato sabato a Polla il libro di Alessandro D'Amico "Lungo il Sentiero degli Incauti", che raccoglie foto e commenti presenti sul Blog di Alessandro relativi al suo viaggio durato oltre 5 mesi Attraverso Argentina, Cile, Bolivia e tanto altro

Cosa spinge un giovane di Polla, da poco laureato, a lasciare il lavoro e mettersi in viaggio verso l’altro capo del mondo? Un viaggio durato oltre 5 mesi, e che, intendiamoci, è tutt’altra cosa rispetto ad una vacanza. Solo due biglietti aerei comprati, quello dell’andata e quello del ritorno, ed in mezzo tanti scarabocchi e linee disegnati sulle mappe e sulle cartine di Argentina, Cile, Bolivia, ma anche delle Galapagos e dell’Isola di Pasqua. In mezzo anche distanze che sulla carta sembrano abbordabili e alla portata, ma che poi nella realtà si traducono in giorni e giorni trascorsi su autobus più o meno scalcinati, oppure su barche e mezzi di trasporto ancora più improvvisati, per raggiungere le mete agognate. Abbiamo cercato di dare una riposta a questa domanda sabato scorso, ascoltando a Polla, presso il convento francescano, le parole di Alessandro D’Amico, protagonista di questo viaggio raccontato passo per passo sul suo blog “Lungo il sentiero degli Incauti” e poi diventato libro per volontà di suo padre, Geppino D’Amico, che usa la tastiera del computer solo come macchina da scrivere e alle magie del digitale preferisce l’odore dell’inchiostro sulla carta stampata. Ed alla fine la risposta Alessandro l’ha data, commentando alcune delle evocative fotografie scattate nel corso della sua esperienza. “Ho imparato più cose in questi 5 mesi –ha detto il giovane pollese- che in 4 anni e passa di Università”. Alessandro è partito certo per conoscere meglio se stesso e il mondo che lo circonda, per mettersi anche un po’ alla prova, per realizzare alcuni sogni che aveva come quello di visitare l’Isola di Pasqua. E’ partito spinto dalla curiosità e dall’irrequietezza tipica dei giovani del nostro tempo, ma anche da una buona dose di coraggio, che invece ai più manca. Ha visto con i suoi occhi luoghi che è difficile condividere con le foto o raccontare attraverso le parole, anche se lui ci riesce molto bene sul blog e nel libro. Ma soprattutto Alessandro nel suo viaggio ha incontrato persone, tante persone diverse:  persone che vivono dall’altro lato del mondo, e con le quali ha condiviso momenti irripetibili. Dunque forse al di là dei motivi che l’hanno spinto a partire, alla fine quello che Alessandro ha trovato, e che regala anche a chi legge “Lungo il Sentiero degli Incauti”, è tanta umanità. Gente, persone, storie e vite il cui contatto serve ancora di più anche a noi in questo particolare momento ad aprire gli occhi, ad inquadrare tutto in un’ottica diversa e più ampia. Nella consapevolezza che la fine di un viaggio ai confini del mondo è solo un punto di partenza per tutti quelli che, in qualche modo, ne sono stati toccati.   

Antonio Sica


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