Cultura

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Luci accese lunedì sera al Teatro “Mario Scarpetta” di Sala Consilina. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco Cavallone, ha infatti aderito all’iniziativa di U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) denominata “Facciamo luce sul teatro” e dalle 19.30 di lunedì scorso ha acceso le sue luci per due ore, fino alle 21.30, “affinché il teatro torni ad essere, almeno simbolicamente, vita per la comunità in cui è inserito”.

Il teatro Scarpetta, fermo ormai da un anno, come i teatri nel resto dell’Italia per via dell’emergenza covid, è sempre stato il luogo principale degli eventi organizzati dall’associazione I Ragazzi di San Rocco di Sala Consilina, in primis la Rassegna Teatro in Sala, ogni anno ricca di spettacoli e ospiti di fama nazionale.

“Quest’anno purtroppo, noi di 'Teatro in Sala' - fanno sapere dall’associazione - non siamo riusciti ad attuare un minimo di evento presso il Teatro Mario Scarpetta. Ma dopo l’iniziativa di Unita, a cui il comune ha aderito e dopo le parole del ministro Franceschini che ha parlato di una imminente riconsiderazione della situazione dei teatri, cinema e dei luoghi di spettacolo in genere, sembrano esserci minimi sommovimenti che potrebbero aprire un varco. Alla luce di ciò ci incontreremo venerdì sera per cominciare ad ipotizzare un cartellone teatrale che possa rappresentare quell’appuntamento culturale che ci è mancato in questo ultimo anno”.

Con la manifestazione, a cui il teatro di Sala Consilina ha aderito, Unita ha inteso “chiedere al nuovo Governo e a tutta la cittadinanza che si torni immediatamente a parlare di Teatro e di spettacolo dal vivo, che lo si torni a nominare, che si programmi e si renda pubblico un piano che porti prima possibile ad una riapertura in sicurezza di questi luoghi”.

Antonella D'ALTO

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“A sua eccellenza Monsignor Antonio De Luca, pastore ed amico infaticabile sostenitore dell’evoluzione culturale museale diocesana”. È la dedica di Marco Ambrogi, direttore del Mutep (i tre musei della Diocesi di Teggiano Policastro) e autore del nuovo catalogo “la chiesa di San Pietro e il Museo Diocesano di Teggiano”, che presenta il racconto storico e l’itinerario museale arricchitosi negli anni.

Una nuova edizione riveduta e ampliata realizzata a 10 anni di distanza dalla prima, nell’ambito del progetto di pubblicazione di materiale promozionale finanziato dalla Regione Campania Settore Musei e Biblioteche per l'anno 2020. Con il catalogo sono state realizzate anche 3 guide e una serie di depliants sui tre Musei e il sito web. Una revisione necessaria perché negli ultimi anni ci sono stati molti restauri e molte acquisizioni di opere d’arte. Nel dettaglio sono tre le grandi sezioni in cui è diviso il nuovo catalogo: la chiesa di San Pietro Apostolo che presenta le vicende storiche, architettoniche ed artistiche; il museo civico e il museo diocesano, capitolo incentrato sull’origine ed evoluzione dell’istituzione museale; infine il museo diocesano “San Pietro” con il catalogo delle opere d’arte nella collezione esposta e nei depositi.

“Sono aumentate le schede di approfondimento che costituiscono la seconda parte del catalogo, ma c’è anche una correzione di eventuali errori, sviste o di precedenti assegnazioni di artisti o di correnti stilistiche. Sono state aggiunte nuove conclusioni a cui sono arrivato nel corso del tempo – spiega il direttore Ambrogi - , ad esempio c’è un capitolo dedicato alla storia recente dell’Istituzione, da quando è nato il Museo Diocesano, dall’idea della fine dell’’800 di utilizzare questa chiesta sconsacrata come luogo di ricovero di tutte le opere che venivano ritrovate nella città di Teggiano”.

Per quanto riguarda la catalogazione delle opere è stato catalogato sia il patrimonio fisso, quindi gli affreschi e le tombe che fanno parte della storia della chiesa, e sia le opere d’arte che invece sono in esposizione, per cui argenti, statue, dipinti, paramenti liturgici e sculture. Il catalogo presenta inoltre molte note e un’ampia bibliografia per ulteriori approfondimenti. Ricchissimo anche il corredo di immagini, realizzate con la collaborazione di Michele Mele e di Vincenzo Tropiano. Un’opera importante redatta da Marco Ambrogi per conoscere la storia del territorio diocesano ed essere guidati alla scoperta del suo ricco patrimonio religioso e culturale.

Antonella D'ALTO

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Si arricchisce lo Scaffale della Memoria "Osvaldo Corazza" istituito ad Ottati presso la Biblioteca Comunale Antonio e Teodoro Bamonte, in occasione dell’evento organizzato a fine gennaio per la Giornata della Memoria.

Ieri il sindaco Elio Guadagno ha ricevuto in omaggio alla Comunità di Ottati il libro “Mm’arricordo”, narrante luoghi e fatti degli anni della guerra nel Salernitano, scritto dal concittadino Giovanni Terranova, Console della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro - Consolato di Salerno e da Giuseppe Nappo. Il libro è stato donato proprio dalla Federazione Nazionale Maestri del Lavoro e va ad integrare lo Scaffale della Memoria "Osvaldo Corazza", “affinché – ha affermato il primo cittadino - la dimenticanza non cancelli il passato”.

Giuseppe Nappo e Giovanni Terranova, già autori di "Marmoree Memorie", in “Mm'Arricordo - Luoghi e fatti della Guerra nel Salernitano" hanno raccolto decine di testimonianze di anziani salernitani, invitandoli a condividere i loro ricordi degli ultimi anni del regime Fascista e del periodo della Guerra a Salerno, compresi i momenti della famosissima operazione "Avalanche", con cui le truppe inglesi ed americane sbarcarono a Salerno dando un impulso decisivo alla liberazione della penisola italiana.

Il libro è un prezioso documento storico, raccolto e catalogato con cura, che fissa su carta avvenimenti, sia allegri che drammatici, che hanno caratterizzato gli anni della Seconda Guerra Mondiale nel salernitano. Ad impreziosire il lavoro anche una serie di immagini recuperate presso archivi pubblici e privati e provenienti dall’EBAD (Eboli Archivio Digitale).

Antonella D'ALTO

 

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Torna pian piano alla vita il museo Diocesano di Teggiano, riaperto dallo scorso 18 gennaio, dopo il rientro della Campania nella zona gialla.

Una riapertura nel segno di tante novità per il museo San Pietro tra cui una serie di nuove guide storico-artistiche riguardanti i tre musei: San Pietro, Lapidario Dianense e il Museo di Policastro Bussentino, organizzate dallo staff museale, in collaborazione con la cooperativa Paradhosis e programmate graficamente da Antonio Burti. È stato anche realizzato il sito web e il nuovo catalogo scientifico del Museo San Pietro, esattamente a 10 anni di distanza dalla prima edizione.

“Le edizioni – spiega il direttore Marco Ambrogi - rientrano nel progetto di pubblicazione di materiale promozionale finanziato dalla Regione Campania Settore Musei e Biblioteche per l'anno 2020”. In questi giorni si sono registrate le prime presenze del nuovo anno e dunque anche del nuovo corso del Museo per la ripresa turistica dopo la chiusura per l'emergenza Covid: una ripartenza culturale tanto attesa e sperata.

Un’interessante iniziativa poi ha caratterizzato il Museo negli ultimi giorni: per i devoti di San Cono e non solo. “Abbiamo avuto il grande onore – afferma il direttore Ambrogi - , il privilegio e la soddisfazione di poter accogliere nel nostro museo di San Pietro, gli abiti originali della statua di San Cono di Teggiano, opera dello scultore Domenico Di Venuta, per una campagna fotografica di catalogazione. Tutto ciò grazie alla grande disponibilità e attenzione di Cono Di Sarli, magistrale art director del Museo San Cono, nonché a capo del Comitato Feste”. Il primo dei due abiti risale al 1714, l'altro è successivo al terremoto del 1857, entrambi furono donati dai devoti al santo dianense.

Antonella D'ALTO

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