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I Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, nei giorni scorsi, hanno notificato il decreto di fermo del pubblico ministero nei confronti di un 21enne domiciliato a Polla, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di estorsione, rapina e porto abusivo di strumenti atti ad offendere.

Il fermo rappresenta l’epilogo dell’attività investigativa condotta dal nucleo operativo e radiomobile della Compagnia salese e coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro che ha consentito di cristallizzare, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, una serie di richieste estorsive condotte dall’uomo nei confronti di un imprenditore del Comune di Atena Lucana. Durante uno degli incontri, l’estorsore aveva minacciato la vittima con una pistola e poi con un tirapugni. Le investigazioni hanno consentito di rinvenire e sequestrare a carico del pregiudicato il tirapugni ed un coltello.

Il gip del Tribunale di Lagonegro, in sede di convalida, ha disposto la custodia cautelare in carcere condividendo cosi le risultanze investigative e la tesi sostenuta dall’accusa. L’uomo, dopo le formalità di rito, é stato portato nella casa circondariale di Potenza.

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Arresti nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza. 47 le persone coinvolte, ritenute responsabili, a vario titolo, di due associazioni a delinquere finalizzate al traffico illecito di sostanze stupefacenti ed estorsioni. L’attività d’indagine della Squadra Mobile di Salerno aveva evidenziato, in particolare, l’esistenza di illecite introduzioni all’interno della Casa circondariale locale di apparecchi cellulari oltre che sostanze stupefacenti da commercializzare nell’ambito della stessa struttura carceraria.

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Emergono dettagli inquietanti dall'Operazione Gold Business portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Eboli: rifiuti tossici interrati anche a pochi metri dal Fiume Calore.

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Un medico di San Giovanni a Piro è indagato per circonvenzione di incapace, la GdF gli ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

Le indagini sono partite a seguito della denuncia sporta dai nipoti di un’anziana benestante che, dopo la sua morte, si sono visti completamente esclusi dal testamento. Alla lettura delle ultime volontà della donna, infatti, i legittimi eredi hanno appreso che il patrimonio della zia era stato interamente donato al professionista del Basso Cilento a loro del tutto sconosciuto.

Il dottore, approfittando del precario stato psico-fisico della signora, aggravato dall’età avanzata e dalla condizione di solitudine in cui si trovava da diversi anni, aveva ricevuto nel tempo cospicue somme di danaro, a suo dire si tratta di semplici “regalie”, e soprattutto l’aveva convinta a farsi nominare unico erede. La donna, non essendo ormai in grado di amministrare con lucidità le proprie ricchezze, era stata peraltro sul punto di rilasciare al professionista anche la delega ad operare sui conti correnti: operazione non andata a buon fine solo grazie all’intervento del notaio incaricato, il quale non si è lasciato ingannare dalle motivazioni addotte dall’uomo per giustificare il suo intervento nella gestione delle finanze della paziente.

Gli accertamenti bancari hanno comunque portato alla luce numerosi prelevamenti di contanti, anche per decine di migliaia di euro, di cui non è stato possibile stabilire l’effettivo utilizzo, quando la signora era ancora in vita; somme spropositate, considerato che la malattia la costringeva praticamente in casa.

É scattato il sequestro dei beni dell'uomo, tra cui diversi appartamenti sulla costa cilentana. Ora difendersi dall’accusa di circonvenzione di persone incapaci, un reato punito con la reclusione da due a sei anni e la multa fino a 2.000 euro.

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