Cronaca

I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina al comando del Capitano Emanuele Corda, hanno eseguito quattro misure cautelari (un arresto in carcere e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), per il danneggiamento di un negozio e l'incendio doloso di un'autovettura effettuato per truffare alla compagnia di assicurazione circa 150mila euro. In particolare le indagini, portate avanti dai Carabinieri della Stazione di Sala Consilina, al comando del Luogotenente Cono Cimino, collaborati dai colleghi di Buonabitacolo, si riferiscono ad un incendio verificatosi il 7 luglio 2013, e che secondo i protagonisti della vicenda sarebbe scaturito dalla perdita del controllo di una Nissan Micra, che aveva sfondato la vetrina di un negozio di scarpe di Sala Consilina, di proprietà del destinatario della misura cautelare più grave. All'epoca i militari dell'arma giunti sul posto vi avevano trovato una donna 39enne di Buonabitacolo, in compagnia della figlia di 10 anni, che aveva raccontato la sua versione dei fatti secondo la quale l'auto da lei condotta a causa di un guasto al motore era andata in fiamme sulla SS 19, ed in seguito alla conseguente perdita di controllo del mezzo era andata ad impattare all'interno contro la vetrina del negozio ""Gallery Shoes", causandone l'incendio. Una versione che però fin dal primo momento non aveva convinto i Carabinieri, rimasti perplessi per la presunta dinamica dei fatti e per le testimonianze raccolte, in molti casi lacunose ed inverosimili. Si è quindi scoperto che in realtà non si trattava di incidente ma di incendio doloso, con correlato tentativo di truffa ai danni della compagnia assicuratrice della Nissan Micra. Se il piano fosse andato in porto avrebbe garantito ai responsabili, ed in particolare all'organizzatore della messa in scena, la somma di 150mila euro. La misura della custodia in carcere è stata eseguita nei confronti un 39enne di Sala Consilina (G.C.), già detenuto nella casa circondariale di Milano per altre tipologie di reati. L'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria è stato invece disposto nei confronti di una donna di 39 anni (C.R.) e un uomo di 36 di Buonabitacolo(A.L.), e di un uomo di 37 anni di Sala Consilina (C.C.) fratello dell'arrestato. Sono tutti accusati di concorso in incendio doloso e fraudolento danneggiamento di beni, anche se il 39enne arrestato dovrà inoltre rispondere delle minacce che avrebbe effettuato nei confronti di alcuni testimoni affinché non rivelassero fatti riguardanti l'incendio. Ognuno dei coinvolti avrebbe avuto un ruolo nella messa in scena del reato, che era stato progettato nei minimi dettagli. Dalla ricostruzione dei Carabinieri è emerso che gli autori materiali della messa in scena, organizzata dal 39enne, sarebbero stati gli altri due uomini, che avrebbero posto l'auto all'interno del negozio ed appiccato le fiamme. I due avrebbero però sottovalutato la potenza dell'incendio, che alla fine ha coinvolto anche il motorino parcheggiato fuori dal negozio di scarpe, che doveva essere usato per la fuga. Non solo, il 36enne di Buonabitacolo è rimasto anche ustionato, tanto da dover essere ricoverato presso un ospedale di una regione confinante. I controlli dei militari dell'arma hanno infatti appurato che l'uomo aveva riportato ustioni di secondo grado su buona parte del corpo, dichiarando che la causa era stato l'incendio di alcune sterpaglie. Il compito della donna di Buonabitacolo era invece –come poi avvenuto- quello di addossarsi la colpa di quanto accaduto. A questo punto i Carabinieri hanno messo insieme tutti i tasselli e ricostruito nei dettagli il tentativo di truffa. Il 39enne di Sala Consilina arrestato è accusato inoltre di detenzione di droga ai fini di spaccio: avrebbe consegnato, sotto minaccia, 300 grammi di marijuana ad un suo conoscente con lo scopo di farla occultare in luogo nella disponibilità di uno dei testimoni, che aveva lasciato dichiarazioni da cui emergevano elementi di colpevolezza delle persone destinatarie delle misure cautelari.

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