Cronaca

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Carabinieri

Nella mattinata di ieri, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri unitamente a personale del Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, ha dato esecuzione all’Ordinanza emessa dal Tribunale D.D.A. - di Salerno – Sezione Riesame - nei confronti di PIGNATARO Antonio, in relazione ai reati di associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso.

L’Organo giudicante, accogliendo l’appello proposto dal P.M. della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – di Salerno, ha riformato l’Ordinanza emessa dal Tribunale di Nocera Inferiore il 29.10.2019, applicando la misura cautelare dell’Obbligo di Dimora in un Comune collocato fuori dalla Regione Campania nonché quello dell’Obbligo di Presentazione alla P.G.

PIGNATARO Antonio il 05.08.2017 è stato colpito da un provvedimento custodiale inframurario emesso dal Tribunale di Salerno poiché ritenuto, in qualità di capo e promotore del sodalizio, responsabile dei delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso nonché voto di scambio politico – mafioso in concorso e tentata violenza privata.

Nell’ambito di quel contesto investigativo, veniva inquadrato come un soggetto già condannato per plurimi omicidi e per il reato di cui all’art. 416 bis del C.P. ed appartenente alla N.C.O. di CUTOLO Raffaele, poi transitato nella Nuova Famiglia e quindi riconosciuto esponente di vertice del Clan camorristico MARINIELLO – PIGNATARO, attivo in Nocera Inferiore.

All’epoca dell’esecuzione del provvedimento in parola PIGNATARO Antonio si trovava già sottoposto al regime di detenzione domiciliare dovendo scontare la pena detentiva di anni 30 per l’omicidio dell’undicenne LAMBERTI Simonetta, avvenuto in Cava de’ Tirreni (SA) il 29.05.1982. Il bersaglio dei killer, scampato all’agguato, era Alfonso, padre della minore ed allora Procuratore di Sala Consilina (SA), impegnato nelle indagini sulla citata consorteria cutoliana.

Cronaca

Nel pomeriggio di ieri a Olevano sul Tusciano si è consumata l'ennesima tragedia familiare. Aggredita una donna che ora versa i gravi condizioni presso l'Ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno. Si tratta di un tentato omicidio con successivo suicidio che ha coinvolto una giovane coppia di 38 anni lui e 34 lei, in crisi da tempo e che si è conclusa con il tragico epilogo. Nella serata di ieri l'uomo, Massimo Salvatore, ha tentato di sgozzare la moglie Sonia Bianchi che, secondo quanto emerge, aveva lasciato al casa coniugale a causa dei frequenti litigi che si consumavano tra le mura domestiche.

Secondo una prima ricostruzione pare che il 38enne si sia recato presso l'abitazione dei genitori della donna dove si trovava e, davanti l'uscio di casa, sarebbe scoppiata l'ennesima lite a cui la 34enne aveva deciso di porre fine girandosi verso l'uscio per rientrare in casa. A quel punto l'uomo, allevatore, ha colpito la moglie alla gola con un fendente per poi darsi alla fuga e lasciandola agonizzante in una pozza di sangue. La 34enne, immediatamente soccorsa è stata trasportata presso l'Ospedale di Battipaglia dove i sanitari hanno eseguito un'angiotac per poi disporre il trasferimento presso il Ruggi d'Aragona di Salerno dove sono stati riscontrati versamenti di sangue all'altezza della cervicale ed una bolla d'aria al cervello. Le sue condizione ora sono gravi e i medici non sono al momento in grado di accertare gli effettivi danni subito. Per ciò che riguarda l'uomo, una volta fuggito, probabilmente credendo di aver ucciso al moglie si è diretto verso casa maturando l'intenzione di togliersi la vita impiccandosi.

Ed è proprio nei pressi di Via dei Canestrai in un terreno di prorpiuetà, vicino alla casa coniugale che è stato rinvenuto il corpo. Non sono ancora chiare le cause che hanno scatenato l'ira dell'uomo nei confronti della moglie anche se si ipotizza che, alla base, vi sia il movente della gelosia. Secondo il quotidiano Il Mattino, pare infatti che, l'allevatore, fosse convinto che la donna aveva deciso di lasciarlo per colpa di un altro uomo. Da qui la rabbia che lo ha poi condotto presso l'abitazione dei suoceri dove si è consumata la tragedia. La coppia, sposata di 10 anni, aveva due figli di 9 e 4 anni che, fortunatamente, al momento dell'aggressione non erano presenti.

Anna Maria CAVA

 

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A Olevano sul Tusciano i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Battipaglia, hanno arrestato, in flagranza, R.C. 65enne e C.P. 40enne, entrambi pregiudicati napoletani, responsabili di tentata truffa e truffa aggravata, in concorso, ai danni di due donne anziane di Battipaglia ed Olevano sul Tusciano. I due individui, a bordo di un’autovettura Mercedes, dapprima hanno avvicinato a Battipaglia una signora del luogo, tentando di farle consegnare la somma di euro 500,00, quale pagamento a saldo per la riparazione di un computer richiesta dal figlio, e successivamente, a Olevano Sul Tusciano, hanno avvicinato un’altra donna inducendola, con artifizi e raggiri, a consegnare la somma di euro 200,00, in cambio di un piccolo pacco destinato al figlio.

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Casaletto speleologo

È stato necessario ricorrere all’intervento del soccorso alpino e dei vigili del fuoco del Distaccamento di Sala Consilina per recuperare un uomo che è sfortunatamente caduto in un dirupo. L’incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel comune di Casaletto Spartano dove si trovava l’uomo insieme ad un amico, entrambi speleologi per effettuare dei rilievi. Durante le operazioni lo speleologo è scivolato cadendo nel dirupo. L’amico ha quindi immediatamente allertato i soccorsi con l’arrivo sul posto dei carabinieri e il personale del 118 con un elisoccorso. Purtroppo le condizioni meteo dovute anche all’imperversare di un forte vento, non consentivano un immediato recupero del ferito, pertanto, per poter recuperare la persona rimasta ferita a causa della caduta, si è reso necessario richiedere l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina e di un elicottero del Caschi Rossi partito da Pontecagnano, insieme al personale del soccorso alpino che ha effettuato il recupero dello speleologo ferito e dell’amico che aveva avvisato i soccorsi e rimasto illeso, per poi affidare il malcapitato al personale dell’elisoccorso del 118. L’uomo è stato quindi portato presso il campo sportivo di Casaletto Spartano dove era in attesa un ambulanza per il trasferimento presso l’ospedale di Vallo della Lucania.   

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