Cronaca

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Choc a Santa Maria di Castellabate, sulla spiaggia è stato trovato il cadavere di un uomo. A fare l’amara scoperta due passanti. 

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Al termine di una complessa e delicata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Salerno, i militari della Capitaneria di porto di Salerno hanno eseguito in data odierna dieci provvedimenti di misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti originari delle Province di Salerno e di Napoli, dediti alla raccolta ed alla successiva commercializzazione illecita del corallo rosso (Corallium rubrum), specie a rischio estinzione e prioritaria per la conservazione dell’intero habitat marino del Mediterraneo, il cui ciclo vitale di crescita è stimato in circa cinquanta anni.

Tra le aree costiere danneggiate dall’attività illecita vi sono i siti di Punta Campanella, gli isolotti de Li Galli a Positano, lo Scoglio dell’Isca del Comune di Praiano fino a Conca dei Marini, tutti siti di interesse ambientale di riconosciuto valore naturalistico.

Il sistema escogitato dai componenti dell’organizzazione criminosa prevedeva l’impiego di bombole ed attrezzi subacquei in profondità, con metodi di raccolta distruttivi del substrato roccioso, allo scopo di immettere sul mercato illecito il prezioso bene, dissimulando l’attività di pesca abusiva dietro società formalmente costituite per la ricerca scientifica e lo sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali.

 A tutti i soggetti protagonisti del suddetto disegno criminoso, i militari della Guardia Costiera di Salerno hanno notificato i provvedimenti di obbligo di dimora nel Comune di residenza, misura cautelare ritenuta idonea e proporzionata ai fatti per prevenire il rischio di reiterazione delle condotte illecite.

A tali misure vanno aggiunte una serie di ulteriori e specifiche prescrizioni imposte ai soggetti destinatari onde assicurare la pronta e certa reperibilità sul territorio, proprio negli orari mattutini in cui venivano svolte le immersioni in mare per defraudare i fondali dal corallo rosso.

 

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Paura questa mattina intorno alle 9 per i residenti di via Terramagna in località Prato Perillo di Teggiano. Una colonnina dell’energia elettrica è scoppiata improvvisamente. Dalla cabina si sono alzate fiamme alte accompagnate da fumo acre e denso. Gli scoppi si sono avvertiti ripetuti e improvvisi. I residenti spaventati per i forti boati sono scesi in strada e hanno allertato i carabinieri della locale stazione, i vigili urbani e i vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina. Tutti sono prontamente intervenuti sul posto.

I caschi rossi hanno provveduto subito a spegnere le fiamme e a mettere in sicurezza la zona. I carabinieri e i vigili urbani hanno invece provveduto a chiudere la strada alla circolazione veicolare, per ragioni di sicurezza. Le operazioni sono durate per circa un’ora. Allertati dai residenti e dai vigili del fuoco sul posto sono giunti anche i tecnici dell’Enel che dopo le operazioni di spegnimento delle fiamme si sono messi subito a lavoro per ripristinare la corrente elettrica. Tutto l’abitato di via Terramagna è rimasto senza luce e senza linea internet per diverse ore. Dati gli ingenti danni i tecnici dell’Enel hanno provveduto ad un primo ripristino della normalità per riservarsi poi di tornare in un secondo momento per l’installazione probabilmente di una nuova colonnina.

Sul posto in mattinata è intervenuto anche il sindaco di Teggiano Michele Di Candia. Ancora da accertare le cause dello scoppio legate con molta probabilità ad un corto circuito innescato forse da un animale accidentalmente entrato all’interno della cabina. Per fortuna non si registrano danni a persone o cose.

Antonella D'ALTO

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