Cronaca

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Una lunga storia di clientelismo e mala gestio quella scoperchiata ieri a Camerota con l’operazione dei Carabinieri denominata Kamaraton. In cella sono finiti l’ex sindaco, ex consiglieri e funzionari. Tra gli indagati figura anche Antonietta Coraggio, vicesindaco di Vallo della Lucania, coinvolta nell’inchiesta in quanto presidente della società La Marina de il Leone di Caprera srl. Coraggio si autosospende da vicesindaco. “Sebbene la vicenda processuale riguardi la gestione di una Società partecipata dal Comune di Camerota - fa sapere - ho provveduto a notiziare il Sindaco di Vallo della Lucania della mia determinazione di autosospendermi dalla carica di ViceSindaco fino al chiarimento della mia posizione”. 

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All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno e della Compagnia di Sapri, con la collaborazione dei militari della Stazione di Camerota, hanno dato esecuzione a 12 (dodici) misure cautelari ed eseguito contestualmente 19 perquisizioni domiciliari e personali, nei confronti di soggetti facenti parte dell’Amministrazione Comunale di Camerota fino al 2017.

La presente indagine muove da un accertamento in ordine ad una vicenda appropriativa, da parte di funzionari pubblici del Comune di Camerota, dei proventi della TOSAP.

Un lungo periodo di indagine, anche tecnica, ha svelato, tuttavia, agli investigatori l’esistenza di un sistema illecito ben più ampio e strutturato.

Di fondamentale importanza si è rivelata, peraltro, ai fini di una migliore comprensione delle irregolarità amministrative, prima, e penali, poi, l’ausilio fornito dall’ Ufficio Ispettivo della Ragioneria Generale dello Stato.

Dal complesso delle risultanze probatorie acquisite ed, in particolare, dalle prove documentali e dal contenuto delle conversazioni oggetto di intercettazione, è emersa l’esistenza di un "collaudato sistema criminale", basato su logiche affaristiche e clientelari, funzionale alla spartizione illecita degli appalti a favore degli imprenditori amici, in un circolo vizioso ed impenetrabile i cui partecipi prosperavano a tutto discapito dell'efficienza, trasparenza e buona organizzazione dell’azione amministrativa; agli investigatori è apparso, dunque, evidente come a monte di tale sistema si stagliasse una vera e propria struttura associativa, in grado di effettuare una indebita interferenza sull’operato dell’autorità pubblica, sovrapponendosi ad essa e perseguendo i propri fini illeciti utilizzando la struttura e l’apparato amministrativo: ciò ha garantito la metodica spartizione delle gare d’appalto comunali, sistematicamente indirizzate a favore di società riferibili agli stessi amministratori o, comunque, a soggetti compiacenti o, comunque, “vicini” all’amministrazione comunale.

In particolare, la struttura organizzativa dell’associazione è da individuarsi nel preesistente apparato amministrativo del Comune di Camerota, alla cui interna articolazione la stessa si è sovrapposta con un modus operandi sostanzialmente omogeneo e per un apprezzabile lasso di tempo, esercitando le sue attività sotto le direttiva del R. e del T. ed avvalendosi delle diverse funzioni esecutive e/o collaborative affidate agli altri sodali; in tal modo gli indagati hanno agito distorcendo la struttura amministrativa e piegandone il funzionamento per il perseguimento (non già del fine pubblicistico bensì) dei propri fini illeciti.

Quello svelato dagli inquirenti è, in qualche modo, un sistema grezzo ma estremamente efficace: per i peculati, ad esempio, veniva rilasciata “regolare ricevuta”; tale condotta illecita e mal occultata, tuttavia, è estremamente indicativa del fertile humus e della sostanziale anarchia che regnava nell’ente comunale di Camerota, ove la gestione dell’apparato amministrativo era totalmente svincolata dalle regole in materia e soggiaceva esclusivamente al volere degli associati che, per mezzo della P.A., perseguivano i propri fini illeciti.

La finalità precipua di tali condotte, comune a tutti gli appartenenti al sodalizio, era quella della conservazione del potere: “un affare per pochi amici”, scrive la P.G. che ha indagato, ed, effettivamente, tale si dimostra: Camerota, fino al dicembre 2016, era un luogo ove il codice degli appalti (e, conseguentemente, i principi di evidenza pubblica e trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa) non ha mai trovato applicazione.

L’ente comunale, in altri termini, costituiva uno schermo regolare ed un mezzo attraverso il quale perseguire i propri fini illeciti e realizzare innumerevoli delitti contro la P.A.; la struttura organizzativa del sodalizio si è, dunque, sovrapposta alla struttura amministrativa, anche con riferimento ai ruoli e alle funzioni attribuite a ciascuno degli indagati, creando una vera e propria "rete" che fungeva da "catalizzatore dell'affectio societatis", creata attraverso la "sistematica occupazione" dei ruoli chiave all’interno del Comune di Camerota e delle società partecipate.

Attraverso questo sistema ed attraverso il sistematico ricorso a terzi compiacenti è stata costruita una vera e propria "rete" in grado di controllare la quasi totalità delle gare di appalto del Comune di Camerota, pilotandole verso società con a capo imprenditori collegati agli amministratori, da amicizia, vincoli di parentela o comuni interessi economici; in cambio dell’azione di turbamento e dell’affidamento di commesse di lavori pubblici alle società, gli imprenditori fornivano agli amministratori somme di diverse migliaia di euro, assumevano personale indicatogli dagli amministratori stessi, eseguivano gratuitamente lavori edili privati, fornivano pass gratuiti per parcheggi e ormeggi gratuiti durante il periodo estivo.

Con particolare riguardo al fenomeno delle assunzioni pilotate, si è acclarato come il sodalizio speculasse sulle notevoli (e notorie) difficoltà di inserimento lavorativo in un territorio con elevatissimo indice di disoccupazione, giacchè emerge nitidamente come gli indagati non “creassero” posti di lavoro per “tutti” ma soltanto per “alcuni” ed il criterio di selezione non fosse affatto ispirato a criteri meritocratici.

A completare il quadro della mala gestio del comune di Camerota, si è acclarato, mercè l’ausilio della Ragioneria di Stato, il sistematico ricorso alla falsificazione del bilancio comunale attraverso false attestazioni sull’avvenuto rispetto del patto di stabilità dal 2012 al 2015 certificando con delibere della giunta comunale, ogni anno, l’avvenuto rispetto dell’obiettivo prefissato nonché la falsa riduzione delle spese correnti talvolta emettendo fatture false ex post per coprire i “buchi” di bilancio degli anni passati. Le assunzioni e i ruoli all’interno dell’associazione venivano continuamente controllati dai vertici i quali li distribuivano non per meriti o qualifiche, ma a seconda della quantità di voti che ciascuno di essi poteva garantire, mantenendo gli equilibri interni affinché non mutassero.

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Un bar nei pressi di un distributore di benzina lungo la strada statale 19 a Polla è stato preso di mira questa notte da due uomini che sono entrati per portar via migliaia di euro di tabacchi in pochissimo tempo essendo scattato subito l’allarme. Sarebbero entrati da un buco creato nel bagno. Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina che partiranno dai video essendo il locale dotato di telecamere di videosorveglianza

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Vasta operazione dei carabinieri della Compagnia di Sapri che, al comando del Capitano Matteo Calcagnile, questa mattina hanno eseguito 12 misure cautelari emesse dalla Procura della Repubblica del tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di vari reati tra cui corruzione e abuso d'ufficio. Ad essere stati raggiunti dalle misure restrittive ex amministratori comunali di Camerota.

La vasta operazione scattate alle prime luci dell'alba è frutto di indagini che avrebbero accertato l'esistenza e la piena operatività in seno al comune di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indefinito di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica nel periodo che vadal 2012 al 2017. nell’indagine denominata “kamaraton” i militari hanno ricostruito numerosi episodi di corruzione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, appalti truccati e distrazione di denaro ad opera di ex sindaco, ex assessori ed ex consiglieri del comune di Camerota (SA).

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