Cronaca

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Circa 70 illeciti legati al conferimento dei rifiuti sono stati individuati negli ultimi mesi nel Comune di Centola grazie alle “fototrappole”, telecamere usate dalla polizia municipale per combattere le irregolarità in materia di nettezza urbana.

A comunicarlo è il sindaco di Centola, Carmelo Stanziola. “Gli uffici comunali – ha spiegato il primo cittadino – hanno già inoltrato 30 verbali a domicilio. Altri quaranta verranno inoltrati nelle prossime ore. Molti di loro non sanno ancora di essere stati beccati dalle fotocamere. Questi gesti vanno fortemente contrastati. Anzi colgo l’occasione per comunicare che questi tipi di controlli verranno ulteriormente intensificati nei prossimi giorni”.

“Purtroppo — ha aggiunto il vicesindaco con delega all’ambiente Silverio D’Angelo — ci sono ancora molti cittadini irriducibili che sporcano e danneggiano il nostro Comune. Alcuni sono anche recidivi, li abbiamo beccati due volte in poche settimane. Il problema, oltre ad essere di natura ambientale e soprattutto culturale. C’è ancora qualcuno che pensa che gettare i rifiuti nel fiume è una cosa giusta”.

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Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha sequestrato, nel corso di due distinte operazioni, circa 40.000 mascherine e 200 termoscanner non a norma.

Un primo intervento è stato eseguito dalle Fiamme Gialle della 1ª Compagnia di Salerno che, a seguito di una segnalazione al numero di pubblica utilità 117, si sono recate presso la sede di un noto grossista nella zona industriale della città, rinvenendo quasi 1.700 mascherine FFP2 che non rispecchiavano i requisiti essenziali di qualità stabiliti dalla normativa vigente. Oltre alla falsa marcatura CE, apposta peraltro solo sulle confezioni, non anche sui singoli dispositivi privi di ogni informazione di dettaglio, è stato riscontrato che il “certificate of compliance” (il documento a garanzia della conformità alle specifiche caratteristiche tecniche) era stato rilasciato da un ente non abilitato alla valutazione di quella tipologia di presidi. I successivi approfondimenti hanno consentito di ricostruire la filiera di distribuzione, rintracciando un punto vendita di Giffoni Valle Piana, dove le mascherine erano già state messe in commercio.

Sempre qualche giorno fa, i Finanzieri della Compagnia di Cava de’ Tirreni hanno a loro volta scoperto un negozio di elettronica del centro metelliano in cui i dispositivi commercializzati erano del tutto sprovvisti del marchio comunitario. Si tratta di circa 30 mila tra mascherine e termoscanner, senza neanche la descrizione in lingua italiana, forniti da un consorzio farmaceutico di Fisciano, dove i militari, durante un successivo sopralluogo, hanno trovato ulteriori 8.000 pezzi non a norma.

Al termine delle due attività di servizio, sono stati così sottoposti a sequestro un totale di circa 40.000 prodotti irregolari, del valore commerciale complessivo di oltre 220 mila euro, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori, dal momento che non risultano correttamente testati. Il rivenditore salernitano e l’esercente di Giffoni sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per frode nell’esercizio del commercio, reato punito con la reclusione fino a due anni. Tuttora al vaglio, invece, la posizione dei due commercianti di Cava e Fisciano, i quali rischiano una sanzione amministrativa fino a 7 mila euro.

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Una cagnolina, Belle, è stata salvata dopo essere finita nel depuratore di Albanella. A cadere nel liquame sono stati 3 cagnolini, per gli altri due purtroppo non c'è stato niente da fare.

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Sono finiti agli arresti domiciliari due dipendenti dell’Università di Salerno. Le accuse formulate nei loro confronti sono l’accesso abusivo al sistema informatico, la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, l’induzione indebita a dare utilità.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza sono stati avviati in seguito alla denuncia presentata dallo stesso Ateneo, che tramite l’Audit interno aveva rilevato delle irregolarità nella procedura di immatricolazione di due studenti, i quali erano iscritti alla Facoltà di Medicina, pur senza essersi classificati in posizione utile nella graduatoria unica nazionale di merito dei test d’ingresso. In quell’occasione, era subito emerso che l’iscrizione era stata effettuata materialmente da un dipendente dell’Università (C.L.), attraverso l’accesso abusivo al Sistema Informatico di Segreteria (cd. ESSE 3). I successivi approfondimenti investigativi hanno evidenziato inoltre che l’indagato era solito utilizzare le proprie credenziali per attestare falsamente esami universitari in realtà mai sostenuti dagli studenti beneficiati, in cambio di specifiche regalie (anche fumetti da collezione).

Determinante si è rivelato il contributo del secondo indagato, sempre un dipendente amministrativo (C.C.), che indirizzava al collega quegli universitari che, essendo venuti a conoscenza del meccanismo di frode, chiedevano di essere “aiutati” in qualche modo.

Altra condotta di rilevanza penale posta in essere da C.L. era quella di far risultare gli studenti in fasce di reddito di favore senza tener conto delle reali condizioni economiche delle famiglie, così da consentire un indebito risparmio nel pagamento delle tasse di iscrizione.

Le indagini dei finanzieri del Nucleo PEF di Salerno hanno consentito di ricostruire, in tutto, 34 casi di carriere universitarie artefatte, molte delle quali culminate nel conseguimento del titolo di laurea. Fondamentale si è rivelata la collaborazione dell’Ateneo che, anche al fine di evitare ulteriori manipolazioni, ha subito sospeso C.L. e, successivamente, su richiesta della Procura della Repubblica, ha pure congelato il sistema informatico, consentendo l’acquisizione di tutte le necessarie fonti di prova.

Oltre ai due dipendenti infedeli oggi tratti agli arresti domiciliari, risultano indagati altri 42 tra studenti e familiari, anch’essi presunti responsabili, in concorso, dei reati di accesso abusivo al sistema informatico e frode informatica, nei cui confronti sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi.

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