Cronaca

Cronaca

multiplafiamme

Auto in fiamme Teggiano. Questa sera, intorno alle 20,30, una Fiat Multipla ha preso improvvisamente da l vano motore. Alla guida dell’auto una donna che, dopo aver parcheggiato la vettura sotto casa si è resa conto della presenza di fumo dopo essere scesa dalla vettura. Dopo pochissimi secondi le fiamme che in breve hanno invaso tutta la vettura. Sul posto immediato l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina che hanno subito allontanato il veicolo dall’abitazione per evitare rischi a perone o cose e, successivamente hanno spento le fiamme. Fortunatamente i vigili del fuoco sono riusciti in breve a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’intera area. Non si registrano feriti. Tanta paura per la donna a bordo della vettura .

Cronaca

All’alba di questa mattina ufficiali di Polizia giudiziaria in servizio presso il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito un’ordinanza cautelare applicativa della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 14 indagati gravemente indiziati del delitto di corruzione in atti giudiziari.

In particolare, gli indagati, di cui due Giudici Tributari della locale Sezione distaccata della Commissione Tributaria Regionale della Campania, due dipendenti amministrativi presso il predetto ufficio, sei imprenditori e quattro consulenti fiscali avevano costituto un efficace sistema per pilotare l’iter procedimentale e condizionare, a favore degli imprenditori corruttori, l'esito di procedimenti tributari originati da accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza di Salerno.

Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza, hanno consentito di riprendere le dazioni di denaro a titolo di corruzione che, per il tramite dei due dipendenti amministrativi, i quali trattenevano la loro quota-parte, venivano successivamente consegnate ai due Giudici Tributari. Il passaggio di denaro avveniva sempre in contanti, il giorno prima della decisione della Commissione Tributaria Regionale ed in luoghi particolari, quali l’ascensore della Commissione.

In un caso, il Giudice, non soddisfatto, ha persino preteso un’integrazione della somma già ottenuta, minacciando un provvedimento non in linea con le aspettative del corruttore. Gli importi pagati ai due giudici per ottenere le sentenze favorevoli oscillavano tra i 5 e i 30 mila euro. In alcuni casi sono state promesse dazioni di altre utilità come, ad esempio, l’assunzione del fglio di un Giudice da parte di una delle società coinvolte oppure la concessione in uso gratuito di un appartamento in città.

Gli accertamenti svolti hanno consentito, allo stato, di individuare dieci procedure il cui iter è stato condizionato dalla corruzione e verificare che tutte sono state decise con sentenze favorevoli ai contribuenti corruttori, con l’azzeramento delle somme dovute al fisco per le imposte evase, gli interessi maturati e le sanzioni comminate.

Complessivamente, da una prima stima, le imposte evase, gli interessi maturati e le sanzioni amministrative annullate con le decisioni condizionate dalla corruzione ammontano a circa 15 milioni di euro.

Una società di Siano, ad esempio, ha ottenuto, tramite la corruzione, la cancellazione di un debito di oltre otto milioni di euro; per un’altra, di Salerno, invece, la somma contestata ed annullata raggiungeva quasi il milione di euro.

Oltre ai provvedimenti cautelari sono state eseguite perquisizioni anche negli uffici della Commissione Tributaria e nelle abitazioni e negli studi di altri professionisti indagati la cui posizione e in corso di valutazione. Ad uno dei due dipendenti della Commissione Tributaria, sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 50 mila euro in contanti.

I ricorsi proposti dai corruttori avverso gli accertamenti fiscali che avevano portato alle contestazioni delle imposte evase erano stati quasi tutti respinti, in primo grado, dalla Commissione Tributaria Provinciale di Salerno.

Cronaca

carabinieri

Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su duisposizione della Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno nei confronti di AMEZGHAL Hassan per reati di favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina.

L'uomo era già stato tratto in arresto nell'ambito di una più ampia operazione in cui era stato raggiunto dalla misura cautelare degli arresto domiciliari, ora è arrivata l'esecuzione dell'aggravamento della pena.  

AMEZGHAL Hassan, lo scorso 18 marzo, era stato sottoposto agli arresti domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 35 indagati (27 arresti domiciliari e 8 obblighi di dimora e di presentazione alla P.G.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere” (art. 416 c.p.) finalizzata al “favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina” (art. 12 D.Lgs. 286/1998), “intermediazione illecita e sfruttamento di lavoratori con o senza permesso di soggiorno”, “riduzione in schiavitù” (art. 600 c.p.), “tratta di persone” (art. 601 c.p.) e altro, con l’aggravante del reato transnazionale (art. 61 bis c.p.).

L’aggravamento della misura cautelare è scaturito da ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri, con i quali è stato dimostrato che, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, AMEZGHAL Hassan ha continuato a reiterare le condotte di reato già contestate nella precedente ordinanza di custodia cautelare.

Cronaca

camerotagiostra2

Atti vandalici a Licusati, frazione di Camerota. Il parco giochi è stato preso di mira da alcuni ragazzi che - come riferiscono testimoni oculari - di notte avrebbero smantellato le giostre del parco giochi. Il dondolo per i portatori di handicap e le altalene erano state acquistate l’anno scorso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta. Questa mattina, sul posto, è intervenuto l’assessore Giovanni Saturno che ha ordinato di inibire al pubblico l’utilizzo dei giochi perchè danneggiati e pericolosi.

camerotagiostra1

 

"Questo è un atto vergognoso - ha sottolineato il primo cittadino - poi ci lamentiamo che le cose non funzionano e gli sforzi degli amministratori vengono vanificati dai vandali. Purtroppo le risorse sono risicate e adesso bisognerà attendere affinché si creino i presupposti necessari per poter riparare le giostre o addirittura acquistarne delle nuove".

"Ogni giorno combattiamo a Licusati come nelle altre frazioni per sistemare i problemi, dal più piccolo al più grande - aggiunge l’assessore Saturno - per tenere il paese in ordine e per far sì che tutto funzioni al meglio, abbiamo bisogno dell’aiuto dei cittadini e non di questi gesti che non portano a nulla se non a privare dei servizi alla comunità".

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.