Cronaca

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Questa mattina al Tribunale di Lagonegro c’è stata l’udienza preliminare per Karol Lapenta, il 19enne di Buonabitacoloaccusatodell’omicidio del coetaneo e amico Antonio Pascuzzo. La difesa aveva chiesto il rito abbreviato e il giudice l’ha accolta. La pena, se il ragazzo sarà condannato,saràridotta di un terzorispetto al rito ordinario. I fatti, vale la pena ricordarlo, risalgono al 6 Aprile scorso. Il cadaveredel giovane fu trovato nei pressi della ex piscina comunale di Buonabitacolo dopo dieci giorni dalla denuncia di scomparsa. L’omicidio sarebbe avvenuto per motivi legati alla droga. Lo stesso Lapenta confessò il delitto e da quel giorno si trova nel carcere di Potenza.

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Alle prime luci dell’alba i militari la Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Benevento ed Avellino, dieci ordinanze di custodia cautelare personale. Di queste tre misure di custodia cautelare in carcere, quattro di arresti domiciliari e tre di obbligo di dimora. I soggetti sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale, realizzata nel settore della grande distribuzione di detersivi e prodotti per la casa.

Nello specifico hanno notificato tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a CL., D.S. (entrambi residenti a Mercato San Severino) e D.G. (residente a San Michele di Serino AV), considerati i promotori del sodalizio e gli ideatori del meccanismo evasivo di frode. Mentre nei confronti di R.F. (residente a Baronissi), F.M. (residente a Castellammare di Stabia NA), A.P. (residente a Matino LE) e B.R. (residente a Nocera Inferiore) il Gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari. A carico di B.G., D.L. (entrambi residenti a Pagani) e P.V. (residente a Fisciano) e stata invece disposta la misura dell’obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza.

Il Gip ha anche emesso un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di tutti i beni riconducibili agli indagati, nonché alle società coinvolte nella frode, per l’ammontare complessivo di 1.600.000 euro.

Le indagini sono state condotte nei confronti di undici persone e sei società scoprendo un’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale messa in piedi anche attraverso l’emissione, il rilascio e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte di società estere con sede in Inghilterra, Spagna, Lituania, Romania e Bulgaria, utilizzate per l’acquisto delle partite di merce destinate al mercato nazionale. Il sodalizio aveva poi creato in Italia una serie di società “cartiere”, intestate a prestanome, che formalmente acquistavano i prodotti dalle società estere e sulle quali è stato concentrato il debito d’imposta derivante dalla successiva vendita ai clienti coinvolti nella filiera illecita.

L’esame della documentazione intercettata e l’analisi delle movimentazioni bancarie hanno consentito di individuare e monitorare i flussi finanziari in entrata e in uscita. L’attenzione è stata rivolta, in particolare, sui conti di due delle società cartiere che fungevano da collettori dei proventi della frode. In questo modo, si è giunti all’individuazione delle società straniere intestatarie dei conti correnti sulle quali venivano immediatamente bonificati i profitti illeciti

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La Corte d’Appello di Salerno ha annullato la sentenza di condanna a carico di Francesco e Tony Lovisi, padre e figlio, arrestati nel 2012 con l’accusa di aver aggredito e provocato la morte del pastore di 48 anni di Padula, Domenico Lo Sasso. La vicenda risale al febbraio del 2011 quando il pastore fu aggredito per futili motivi e colpito a bastonate, più volte con violenza alla testa, in un terreno al confine tra i comuni di Padula e Montesano sulla Marcellana. La lite scoppiò per motivi di pascolo e Lo Sasso fu colpito con un bastone riportando lesioni alla testa e al volto. Trasportato prima all’Ospedale di Polla e poi a quello di Vallo della Lucania in gravi condizioni, l’uomo accusò dell’aggressione Francesco e Tony Lovisi.

I due finirono in carcere nel 2012, con le accuse in concorso di tentato omicidio, minaccia aggravata e porto illegale di armi. I Lovisi domiciliati a Montesano sulla Marcellana furono arrestati dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina. Padre e figlio hanno scontato quasi 5 anni in carcere ed ora sono tornati in libertà per decisione dei giudici della Corte d’Appello che hanno accolto la tesi difensiva annullando la condanna ritenendo insufficienti gli elementi accusatori che si fondavano unicamente sulle dichiarazioni della vittima, deceduta un anno dopo l’aggressione per infarto. Nel frattempo i Lovisi hanno già scontato la pena. Ora chiederanno un risarcimento per ingiusta detenzione.

Antonella D'ALTO

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La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore, sta eseguendo dieci ordinanze di custodia cautelare personale ed un provvedimento di sequestro preventivo di beni, 1.600.000 euro, nei confronti di soggetti indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale

Ulteriori dettagli dell'operazione saranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00, presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, presieduta dal Capo dell'Ufficio, Dott. Antonio Centore.

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