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Vanno a prendere il proprio bimbo all’asilo nido a Capaccio Paestum e notano il visino tutto rosso, scoprono sconcertati che è stato picchiato.

I genitori denunciando l’accaduto ai carabinieri.

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Questa mattina un improvviso incendio è divampato a Monte San Giacomo a pochissima distanza dalle abitazioni con grave rischio anche per le persone residenti nella zona all'ingresso del paese.

L'incendio si è sviluppato intorno alle ore 10,00 in Località Piaggere Sottane, in Via Marone che è stata chiusa al transito dei veicoli, per la pericolosità dell'incendio. Sul posto sono immediatamente intervenute le squadre del servizio antincendio boschivo della Comunità Montana Vallo di Diano ed i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Sala Consilina. Grande paura per i residenti della zona interessata dall'improvviso incendio che si è sviluppato e di cui non sono ancora chiare le cause.

Difficili le operazioni di soccorso visto il rapido progredire dell'incendio che, fortunatamente, ha iniziato a coinvolgere altre parti della montagna dirigendosi verso l'alto e avvolgendo anche degli ulivi, allontanandosi quindi dalle abitazioni anche se ciò non ha ridotto i rischi per le persone e per le case. Dal comune è stata intanto disposta la chiusura al transito veicolare di Via Vincenzo Marone istituendo il percorso alternativo per Via Pietro Nenni. Il rapido peggioramento della situazione e l'impossibilità di mettere in sicurezza l'area e spegnere le fiamme da terra, visto anche il vento che ne ha provocato il rapido diffondersi, ha reso necessario presentare la richiesta di intervento di un elicottero. 

Le fiamme, infatti, dirigendosi verso la montagna, hanno raggiunto un luogo impervio e difficile da raggiungere. L'incendio, che però è stato domato solo da terra, ha interessato una vasta parte di territorio di circa 5 ettari di terreno tra uliveti, querceti, alberi da frutto.

Anna Maria CAVA

 

 

 

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Ha interessato anche il Vallo di Diano, l'operazione di controllo contro l’abusivismo edilizio svolta nell'ultimo periodo dai carabinieri del Comando Provinciale di Salerno su tutto il territorio provinciale, con particolare riguardo alle fasce costiere. Le ispezioni effettuate dai militari dell’Arma nei primi giorni di settembre hanno consentito di deferire in stato di libertà 59 persone, responsabili a vario titolo di abusi edilizi commessi sia su strutture private che ricettive, anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. Il valore delle strutture sottoposte a sequestro ammonta a circa 150.000 euro. L'attività ha dato modo di individuare in territori sensibili, come la costiera amalfitana e quella cilentana, numerose realizzazioni edili in assenza di autorizzazioni. Tra le irregolarità riscontrate “spiccano” quelle scoperte a Praiano, dove, presso un struttura alberghiera, la sala esterna è stata perimetrata abusivamente con pannelli in vetro e telai in alluminio; inoltre è stata accertata la realizzazione abusiva di un vuoto tecnico al di sopra del locale garage dove era situata la piscina nonché di un locale lavanderia, per i quali erano necessarie specifiche autorizzazioni.

Il proprietario di una falegnameria invece, anche consigliere comunale, è stato ritenuto responsabile di aver installato, in difformità al permesso a costruire, pannelli in plexiglass a schermatura di macchinari esterni nonché di aver destinato a deposito di materiale un’area adibita a giardino senza l' autorizzazione per il cambio di destinazione d’uso.

A Sassano i militari della Compagnia di Sala Consilina hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica due persone per aver adibito a locale commerciale un deposito di circa 120 mq, che è dunque diventato una  “pizzeria” pur essendo privo delle necessarie autorizzazioni e permessi a costruire. Alle due persone denunciate è stata contestata anche una sanzione amministrativa per aver intrapreso un’attività di somministrazione di alimenti senza la prescritta autorizzazione.

Presso diverse abitazioni private della fascia costiera, è stata riscontrata la realizzazione senza alcun titolo edilizio e paesaggistico di installazioni negli spazi aperti che deturpano il territorio circostante. Infine, a Montecorvino Rovella è stata accertata la realizzazione di un allaccio abusivo alla rete idrica, con conseguente denuncia di due soggetti per furto di acqua.

Antonella D'ALTO

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Aveva speso circa un milione di euro in scommesse e casinò ma la sua ditta era fallita. Per questo un imprenditore residente a Casalbuono è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. E' finito ai domiciliari e le fiamme gialle hanno anche provveduto ad eseguire un sequestro preventivo.

Secondo quanto emerso dalle indagini svolte dalla Compagnia di Lauria della Guarda di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, nei tre anni precedenti alla sentenza di fallimento della sua ditta individuale, l'imprenditore ha speso circa un milione di euro in centri scommesse e casinò. Gli elementi emersi nelle indagini hanno quindi  portato agli arresti domiciliari dell'uomo residente a Casalbuono. Le Fiamme Gialle hanno anche eseguito il sequestro preventivo di due automobili, di cui una di lusso, in uso allo stesso imprenditore.

Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, poco prima della sentenza di fallimento, l'uomo "si era spogliato - è specificato in un comunicato firmato dal Procuratore della Repubblica di Lagonegro, Gianfranco Donadio - di diversi beni, tra cui le due autovetture, in virtù di una cessione fittizia. Aveva stipulato, inoltre, un contratto di fitto di ramo d'azienda, dimostratosi poi fittizio, con un nuovo soggetto giuridico, una società di capitali, solo apparentemente estraneo al fallito, ma di fatto da egli amministrato e finanziato".

Antonella D'ALTO

 

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