Cronaca

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carabinieri auto

Due napoletani di 18 e 60 anni sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Salerno perché responsabili di una truffa ai danni di un'anziana di Salerno.

Le indagini sono partite dopo la denuncia effettuata dalla vittima e sono state supportate dai dati emersi dall'analisi delle immagini degli impianti di video-sorveglianza e da un capillare dislocamento di pattuglie sul territorio.

Individuata così l’autovettura degli truffatori in fuga verso Napoli, i carabinieri hanno proceduto al controllo ed effettuato una perquisizione, rinvenendo i beni della vittima provento della truffa: denaro in contante e gioielli che uno dei due arrestati, fingendo di essere un corriere, aveva riscosso dalla pensionata a seguito di  una telefonata in cui si era spacciato per il nipote della donna.

I beni recuperati, il cui valore ammonta a diverse migliaia di euro, sono stati restituiti alla vittima.

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corte appello potenza

Confermata in corte d'appello la sentenza di I grado nell'ambito dell'indagine per la morte di Carlo Vitolo, 40enne giocatore di basket, deceduto nel reparto di Psichiatria dell'Ospedale di Sant'Arsenio. Oggi si è tenuta l'udienza presso la Corte d'Appello di Potenza che ha confermato la sentenza emessa il 4 aprile del 2018 nei confronti dei sei imputati Morello Anna, difesa agli avvocati Michele Di Iesu e Marianna Morello, Garibaldi Menotti difeso dall'avvocato Antonio De Paola, Magione Maria difesa dall'Avvocato Eugenio Calndriello, Dessi Mansueto con gli avv. Carmela Cpozzolo e Grazia Rizzo, Barone Rocco difeso dagli avvocati Agostino De Caro e Giovanna Coppola e Basso Raffaele che si è affidato all'avvocato Domenicantonio D'Alessandro. Per tutti quindi la decisione dei giudici del Foro di giustizia lagonegrese è stata confermata con il Non Luogo a Procedere sugli imputati. Il 40enne Carlo Vitolo, pare sia stato rinvenuto privo di vita nell'ospedale santarsenese nel marzo del 2016. Il decesso secondo quanto emerge, sarebbe stato avvenuto a seguito intossicazione da farmaci. 16 le persone indagati di cui 1 rinviato a giudizio, 9 condannati a 6 mesi mentre e 6 per i quali i giudici avevano deciso il Non Luogo a Procedere, decisione confermata oggi dalla Corte d'Appello. Le motivazione della sentenza saranno rese note entro 90 giorni

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Nella giornata di ieri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, per l’ammontare di oltre 1milione di euro, nei confronti di un noto imprenditore di Capaccio Paestum, indagato per evasione fiscale.

Gli accertamenti sono stati avviati dopo la verifica della posizione di una società del posto, operante nel commercio di prodotti ittici, da parte delle Fiamme Gialle della 1ª Compagnia di Salerno: è emerso un notevole disallineamento tra i ricavi dichiarati al Fisco e quelli che risultano effettivamente conseguiti.

L’Amministrazione finanziaria, infatti, riesce a tracciare analiticamente i rapporti commerciali che imprese e professionisti intrattengono con fornitori e clienti, potendo rilevare ‒ grazie a specifici applicativi informatici ‒ tutte le fatture emesse e ricevute. E nel caso di specie, gli alert sono stati diversi, primo tra tutti l’ammontare pressoché nullo dei guadagni attestati, pari ad un solo euro (il “minimo sindacale” per non incorrere nella più grave fattispecie di “Omessa dichiarazione”), oltre alle forti discrasie rispetto ai dati degli ultimi anni; sintomatica, del resto, l’assenza di versamenti di imposta con gli F24, come pure l’ubicazione a Roma ‒ ancorché sulla carta ‒ della sola sede legale.

Al termine delle indagini, i militari hanno così scoperto, in relazione al solo anno 2018, quasi 5.000 fatture di vendita emesse, per un totale di circa 6 milioni di euro di elementi positivi sottratti all’imposizione dell’IVA e delle imposte dirette.

Alla luce di queste risultanze, per garantire il pagamento dei crediti erariali, il G.I.P. del Tribunale di Salerno ‒ su richiesta della Procura della Repubblica alla sede ‒ ha disposto il sequestro dei beni nella disponibilità della società e dell’amministratore, fino alla concorrenza dell’importo complessivamente dovuto allo Stato, che supera il milione di euro.

Nel corso delle perquisizioni, i Finanzieri hanno così rinvenuto e cautelato denaro contante per oltre 120.000 euro, nonché assegni e cambiali, orologi di valore (tra cui un Rolex d’oro, stimato in almeno 15.000 euro), sei auto e una moto, per un valore complessivo di circa 250 mila euro.

Il 60enne indagato, in caso di condanna definitiva per il reato di “Dichiarazione infedele”, rischia fino a 4 anni e mezzo di reclusione.

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Dolore a sconcerto ieri a Vibonati dove un vigile urbano in servizio nella città balneare è deceduto sembrerebbe a causa di un infarto nella propria abitazione. Una morte improvvisa che ha suscitato preoccupazione e necessità di chiarimenti anche perché l'uomo, 62enne, è deceduto qualche ora dopo essersi sottoposto alla vaccinazione contro il covid.

L'uomo Michele Quintiero, particolarmente amato a Vibonati e nei centri del Golfo di Policastro, come tutte le forze dell'Ordine, nella giornata di ieri era stato sottoposto a vaccinazione contro il Covid, ricevendo una dose di Pfizer, unico vaccino utilizzato dai sanitari dell'ospedale di Sapri per la campagna e non il siero AstraZeneca, al centro delle polemiche di questi giorni tanto che proprio nella giornata di ieri l'AIFA ne ha sospeso l'utilizzo per una verifica più approfondita sugli effetti. Da una prima ricostruzione pare che l'uomo sia stato colpito da un arresto cardiaco che lo ha portato alla morte.

Vista però la vicinanza tra la vaccinazione ed il decesso, i carabinieri della locale stazione, giunti sul posto, hanno provveduto al sequestro della salma a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che ha deciso di avviare un'inchiesta su quanto accaduto per appurare le esatte cause della morte del vigile al fine di escludere o accertare eventuali correlazioni tra vaccinazione e decesso. Il corpo del 62enne vigile, infatti, è stato trasferito presso l'ospedale di Lagonegro dove si attende l'effettuazione dell'autopsia per chiarire cosa abbia effettivamente provocato l'infarto che ha poi portato alla morte dell'uomo amato e ben voluto da tutti.

Da più parti arrivano comunque notizie che allontanerebbero l'ipotesi di una relazione causale tra vaccinazione e sopravvenuto decesso, come sottolineato anche dal direttore sanitario dell'Ospedale di Sapri Rocco Calabrese. Pare infatti che, nella giornata di ieri presso lo stesso presidio e con lo stesso farmaco sono state vaccinate un'altra 80ina di persone. Ciascuno di loro pare goda di buona salute e non abbia riscontrato sintomi o problemi di alcun genere dopo al somministrazione del vaccino.

Anna Maria CAVA

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