Cronaca

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Accorpamento Tribunali Lagonegro – Sala Consilina, anche il Codacons Vallo di Diano evidenzia le prime conseguenze negative per i cittadini e la giustizia. Carenza di collegamenti, inadeguatezza della struttura ospitante e –dal punto di vista dell'efficienza della Giustizia- udienze rinviate di mesi alcune delle maggiori criticità denunciate dal responsabile Roberto De Luca

COMUNICATO CODACONS VALLO DI DIANO 21-11-2013

Buio sull’udienza camerale circa la mancata bonifica di 41000 metri quadrati di terreno e rinvio d’ufficio dell’udienza sul boschetto paleo-palustre del 20-11-2013

 Siamo stati facili profeti quando abbiamo scritto un comunicato richiamando il titolo del famoso romanzo di John Steinbeck, ambientato negli Stati Uniti ai tempi della grande crisi del 1929: Uomini e topi. Dicevamo che il Vallo di Diano, preso nella morsa di due “grandi potenze” confinanti, Vallo della Lucania e Basilicata, ha ceduto il proprio Tribunale (una struttura dedicata e costruita con tutti i requisiti previsti dalle attuali norme) per via di una decisione “romana” (D.Lgs n.155/2012) che rivede la geografia giudiziaria per tagliare la spesa pubblica. E così, a dispetto della legge sull’impenetrabilità dei corpi, una struttura più grande è stata conficcata in una più piccola. E le conseguenze sono quelle che i cittadini e gli operatori della giustizia sperimentano ormai quotidianamente.

Come cittadini possiamo lamentare i seguenti primi e conclamati disagi, che fungono da complemento alle criticità già rilevate (forse con qualche ritardo?) dagli avvocati del foro di Sala Consilina.   

  1. 1)Carenza di collegamenti tra il Vallo di Diano e Lagonegro.
  2. 2)Inadeguatezza delle aule di udienza; questo particolare aspetto compromette, di fatto, il buon funzionamento della giustizia.
  3. 3)Difficoltà nell’effettuare gli adempimenti di cancelleria per le lunghe attese e le difficoltà tecniche riscontrate.

Per quanto riguarda l’efficienza della giustizia, abbiamo già due prime avvisaglie. La prima è che l’udienza sul boschetto paleo-palustre che si doveva tenere ieri (20-11-2013) è stata rinviata d’ufficio al giorno 24 marzo 2014. La seconda è il completo black-out che è caduto sull’udienza camerale del 5 luglio 2013 sulla questione della mancata bonifica dei terreni agricoli (per un’estensione di 41000 mq) interessati da smaltimento illecito di rifiuti, sequestrati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nel 2007, e ricadenti nei comuni di San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio e Teggiano. Infatti, all’avv. Elisabetta Giordano, che ha esposto le ragioni della nostra opposizione alla richiesta di archiviazione, tutte reperibili al sito seguente http://robertodeluca.blogspot.it/2013/06/una-speranza.html, non è ancora stato comunicato alcunché in merito, nonostante una richiesta, in tal senso, del 5 novembre 2013. A tale richiesta è seguito un sollecito dell’11 novembre scorso, dove si specificava l’urgenza di prendere visione del fascicolo perché la questione è inquadrata nell’ambito della più vasta inchiesta sui rifiuti illecitamente smaltiti nel territorio campano.

Come già ribadito altre volte, il trasferimento del Tribunale in un’altra Regione comporterà un irreversibile impoverimento dell’intero comprensorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto sociale e culturale. Il rischio di un arretramento anche sul piano della legalità porrebbe, infine, non pochi interrogativi a tutti noi. Queste cose le vogliamo ripetere, affinché sia più chiaro lo scenario futuro della “Sala che sarà” e del “Vallo che sarà”; scenario che una semplice azione amministrativa locale non potrà più cambiare, proprio mentre si profilano all’orizzonte proposte politiche che sono già macchiate da deprecabili episodi e da inchieste dell’antimafia. Nell’inno nazionale britannico si implora il Cielo di salvare la Regina. Speriamo che, insieme alla Regina, il Cielo preservi anche noi valligiani, insieme a tutti gli Italiani.

Il Responsabile della Sede

prof. Roberto De Luca

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Nella serata di ieri, i militari della Compagnia di Sala Consilina hanno messo in atto una serie di servizi volti a prevenire la commissione di furti nel Vallo di Diano, che ha avuto come esito l'arresto in flagranza di reato, in due operazioni diverse, di quattro persone, tra i comuni di Polla e San Pietro al Tanagro.
Nello specifico, a Polla, i militari della locale stazione hanno tratto in arresto tre ragazzi del luogo, tutti giovanissimi, sorpresi mentre erano intenti a portare via da un'abitazione diverse cose. I malviventi avevano già caricato su un automezzo tipo motocarro una cucina a gas, pentolame ed una macchina da cucire, approfittando dell'assenza dell'anziana proprietaria. I movimenti sospetti dei giovani hanno però attirato l'attenzione di una pattuglia in servizio di perlustrazione, che ha bloccato i tre subito, restituendo la merce alla legittima proprietaria. I tre arrestati hanno trascorso la notte presso le camere di sicurezza della Compagnia di Sala Consilina, in attesa di comparire nella mattinata odierna presso il Tribunale di Lagonegro, dove verranno giudicati in rito direttissimo.
A San Pietro al Tanagro invece a finire in manette e' stato un rumeno che, dopo aver rubato una Fiat Multipla, nella fuga, per l'alta velocità e per lo stato di ebbrezza, accertato successivamente, ha impattato contro un palo del gas. Arrestato dai militari del nucleo operativo e radiomobile l'uomo, che dovrà rispondere anche di resistenza ai militari, e' stato nella nottata associato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa di essere sentito dall'autorità giudiziaria di Lagonegro.

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Movimentata serata di lavoro per i Vigili del Fuoco di Sala Consilina, che intervenuti a San Pietro al Tanagro per una perdita di gas metano si sono improvvisati anche poliziotti, individuando e impedendo la fuga della persona che l'aveva causata, risultata poi essere alla guida di un'auto rubata. Questi i fatti: i Caschi Rossi, guidati dal caposquadra Luigi Morello, sono intervenuti nella serata di ieri a San Pietro al Tanagro per una fuga gas causata da una vettura che, in pieno centro storico, era andata fuori controllo concludendo la sua corsa impazzita contro un tubo di gas metano. Il forte impatto aveva tranciato la tubatura, di qui la fuga di gas che aveva allarmato gli abitanti del centro storico cittadino e causato l'allarme immediatamente recepito dai Vigili del Fuoco, che in breve sono giunti sul posto. Mentre i caschi rossi erano impegnati a mettere in sicurezza l'area e a riparare la pericolosa perdita, un residente, che aveva assistito all'impatto dell'autovettura contro la tubatura del gas, li ha informati che la vettura era ritornata sul posto. A quel punto il caposquadra Luigi Morello ha raggiunto l'auto "incriminata", e resosi conto che a bordo era presente il conducente e che l'uomo era completamente ubriaco e rispondeva con frasi sconnesse, lo ha invitato a scendere. Un invito che non è risultato affatto gradito all'uomo, che non solo si è rifiutato di scendere dall'autovettura ma ha tentato di allontanarsi e di darsi alla fuga con la stessa vettura. Pronta la reazione dei Vigili del Fuoco, che hanno bloccato la strada impedendo all'uomo di fuggire, fino a che non si è deciso a scendere dall'auto per essere arrestato dai Carabinieri giunti dopo poco sul posto. L'auto in questione è risultata poi essere stata rubata a Polla. Insomma davvero un doppio successo per i Vigili del Fuoco di Sala Consilina, che non solo hanno risolto la situazione critica generata dalla pericolosa fuga di gas nel centro storico di San Pietro al Tanagro, ma si sono improvvisati con successo anche "sceriffi" consentendo la cattura del responsabile, che ripresosi dalla sbornia dovrà ora rispondere ai militari dell'arma del possesso e della guida di una autovettura rubata. 

Antonio Sica

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E' in programma mercoledì 20 Novembre presso il Tribunale di Lagonegro una nuova udienza del processo sul caso del boschetto paleo-palustre di Sassano, che vede imputato un ex Senatore della Repubblica Italiana, legale rappresentante della soc. Cooperativa Betulla, per occupazione di suolo pubblico. Una vicenda emblematica per il Vallo di Diano, quella del boschetto paleo-palustre di Località Cappuccini, perché al di là degli esiti processuali racchiude in sé le contraddizioni di un territorio che a parole proclama la sua vocazione naturalistica ed ambientale, ma nei fatti non ne difende le peculiarità. La Carta di Destinazione d'Uso del Territorio, approvata dalla Comunità Montana il 13 febbraio 2003 individuava infatti la zona in questione, unica nel suo genere, sia come zona PIP, sia come sito di pregio ambientale. Il 31 luglio 2003, il caso del boschetto fu ripreso nella trasmissione radiofonica di Oliviero Beha e Mauro De Cillis, La Radio a Colori. L'amministrazione di Sassano, il 24 dicembre 2003, approva il Piano Insediamento Produttivi. Il progetto prevedeva una strada nel boschetto (oggi parzialmente realizzata), che ne isolava i due rami irreversibilmente. La Regione Campania, senza notare l'assenza di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per l'opera infrastutturale da eseguirsi in una zona "di particolare pregio ambientale e paesistico", finanziava il progetto per un importo di 808mila 200 euro. L'importo totale dell'opera era di 861mila 954 euro, di cui 53mila 699 a carico del Comune di Sassano. Il 20 gennaio del 2011 una vasta area della zona PIP e del boschetto paleo-palustre è stata posta sotto sequestro. Dalla "Scheda di trasmissione di notizie di reato" del Comando del Corpo Forestale dello Stato, inviata alla Procura nell'occasione, emerge che "sono stati distrutti circa 2000 mq. di bosco", e che "il Comune di Sassano ha lottizzato, per scopi produttivi, un luogo boscato". L'area industriale è stata costruita da un'azienda di Casal di Principe; oggi quelle infrastrutture sono già del tutto fatiscenti. Tutto ciò è avvenuto nonostante la Legge Regionale n. 17 del '98 prevedesse l'obbligo dei Comuni di rivedere il proprio PRG alla luce della Carta di destinazione d'uso del territorio, approvata dalla Comunità Montana. Secondo i rilievi effettuati nel 2011 del Corpo Forestale dello Stato, "una porzione del bosco, pari a circa mq. 700, risulta ricolma di rifiuti edilizi, miste a terre e rocce da scavo... che avanzano gradualmente nell'area palustre cagionando un serio danneggiamento al bosco". Una vicenda che probabilmente sarebbe passata sotto silenzio senza l'interessamento del Codacons Vallo di Diano, che è riuscito a portarla alla ribalta seguendo le sue complesse evoluzioni fin da principio e segnalando quanto stava accadendo. E così si arriva al processo la cui prossima udienza è in programma mercoledì a Lagonegro, e che vede imputato un ex Senatore della Repubblica legale rappresentante della Società Cooperativa Betulla, per occupazione di suolo pubblico. Secondo le accuse la Società "dopo aver acquistato, dal Comune di Sassano circa 2845 mq. di terreno sito in località Fornace – via Macchia Mezzana (lotto nr. 09 – zona PIP), ha realizzato un piazzale in materiale misto calcareo avente una superficie di circa 3750 mq., occupando arbitrariamente circa 941 mq. di terreno del Comune di Sassano". Secondo il Codacons Vallo di Diano il Comune di Sassano avrebbe dovuto e potuto costituirsi parte civile in questo processo, ma alla società cooperativa parteciperebbero come soci o collaboratori altri pezzi delle istituzioni locali (vari sindaci, vicesindaci e assessori delle passate amministrazioni sassanesi, alcuni ancora oggi consiglieri comunali, un segretario cittadino di partito, un ex assessore di un paese vicino, ed addirittura un giudice di pace). Insomma come si diceva una vicenda esemplare ed indice di un ambiguo "doppio binario" che da anni caratterizza l'azione amministrativa del territorio. Una "triste storia" come afferma il responsabile della sede Codacons del Vallo di Diano Roberto De Luca, ancora più triste se si pensa alla relativa interrogazione parlamentare a firma dell'On. Trepiccione, in quota Verdi, prima presentata su proposta del Codacons nel 2007 e poi "opportunamente" ritirata dallo stesso. Evidentemente anche per le pressioni di una classe dirigente del Vallo di Diano che non si fa mancare nulla quando si tratta di enunciare "grandi proclami", ma preferisce mantenere i "fari spenti" su questa ed altre scomode verità.
Antonio Sica

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