Cronaca

Cronaca

Politica e camorra: indagato Edmondo Cirielli. Il deputato di Fratelli d'Italia ed ex presidente della Provincia di Salerno è indagato per corruzione aggravata e abuso d'ufficio aggravato per scambio politico-mafioso. L'informazione di garanzia, notificata questa mattina al colonnello dei carabinieri da tempo in politica, è stata firmata dal pm antimafia di Salerno, Vincenzo Montemurro. Cirielli sarà interrogato il prossimo 9 agosto. Secondo l'accusa Cirielli avrebbe beneficiato dei favori e dell'interessamento di un pregiudicato legato alla "Nuova Famiglia", Giuseppe Fabbricatore di Nocera Superiore, per fare incetta di tessere nel 2011, nell'ambito dello scontro interno nel Pdl con Mara Carfagna. In cambio di questo favore, Cirielli, secondo l'accusa, avrebbe bandito e fatto vincere un concorso per funzionario direttivo alla moglie del pregiudicato, Assunta Manzo. Nella stessa inchiesta, l'ultima in ordine di tempo coordinata dal procuratore della Repubblica Franco Roberti (nominato da pochi giorni al vertice della procura nazionale antimafia), sono stati iscritti nel registro degli indagati altri 24 soggetti tra amministratori locali, imprenditori e dirigenti Pdl.

Intanto l'ex presidente della provincia di Salerno conferma piena fiducia nella magistratura:
"Ho ricevuto un avviso di garanzia –conferma Cirielli- nel senso più tecnico del termine, emesso dalla Procura di Salerno, allo scopo di essere sentito in merito ad un'indagine relativa al tesseramento del PdL nel 2011, in relazione al mio ruolo di ex presidente della Provincia". In particolare Cirielli spiega di essere stato chiamato a chiarire l'iter procedurale di una delibera di Giunta provinciale approvata mentre ne era alla guida. "Nonostante sia dispiaciuto per questa vicenda – conclude Cirielli - sono con la coscienza a posto perché convinto di aver rispettato le leggi e le procedure e di non aver commesso alcun reato. Nel ribadire rispetto e fiducia nella Magistratura, darò piena collaborazione fornendo tutte le spiegazioni e i chiarimenti necessari all'indagine".

alt

Cronaca


La Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha eseguito un provvedimento di confisca, firmato dal presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, nei confronti di un 59enne originario di Padula, ma da tempo residente in Sala Consilina. Complessivamente e' stato confiscato un patrimonio immobiliare per oltre 800.000 euro. Il Tribunale ha confermato l'ipotesi investigativa presentata dalla Dia sulla pericolosita' sociale dell'uomo, che secondo le accuse sarebbe attivo nel clan capeggiato da Giovanni Maiale, radicato a Eboli e Battipaglia. Secondo le accuse sarebbe illecita anche la provenienza del denaro utilizzato per l'acquisto di un significativo patrimonio immobiliare, spalmato tra Roma e la provincia di Salerno, acquisito nell'arco di dieci anni, ossia dal 2000 al 2010. Il Tribunale ha evidenziato, cosi' come rilevato dalle indagini, che in questo arco temporale, l'uomo sarebbe stato dedito ai reati di usura, truffa, ricettazione ed estorsione, realizzati in concorso con altri soggetti anche in provincia di Potenza. Il 59enne, era' gia' stato sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per tre anni nel 2008, interamente scontata. Nel 2012 e' stato colpito da due ulteriori ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Lagonegro e di Sala Consilina.

Cronaca


Momenti di panico nel primo pomeriggio di oggi a Sala Consilina. 3 fortissimi boati, in rapida successione, hanno preceduto poco prima delle 15,30 lo sviluppo di un incendio nella cabina dell'Enel situata sotto Palazzo Sant'Antonio, nella centralissima Via Mezzacapo. In pochi attimi dalla cabina si è sviluppato un fumo nero densissimo, mentre l'allarme veniva immediatamente inoltrato ai Vigili del Fuoco del Distaccamento di Sala Consilina, guidati dal caposquadra Luigi Morello e giunti sul posto dopo pochissimi minuti insieme agli agenti della Polizia Municipale. Mentre i caschi rossi erano impegnati nel difficile intervento di spegnimento dell'incendio, ben 5 palazzi di Via Mezzacapo venivano evacuati, tra i quali lo stesso Palazzo Sant'Antonio che con i suoi 10 piani offre alloggio a più di 50 nuclei familiari. Tante dunque le persone scese in strada spaventatissime da quanto stava accadendo, con negozi uffici che venivano abbandonati in fretta e furia. Evacuata anche la sede centrale delle Poste, mentre il traffico sul via Mezzacapo veniva deviato. Fortunatamente nessuna persona è rimasta ferita, e le evacuazioni si sono svolte senza conseguenze. Difficile dicevamo l'intervento dei caschi rossi, intervenuti con 2 Camion e altri due mezzi più leggeri, che dopo il primo intervento si spegnimento dell'incendio si sono calati con autorespiratori e bombole all'interno della cabina interrata per verificare i danni e la pericolosità dell'area interessata, mettendola in sicurezza per poi consentire l'intervento dei tecnici dell'Enel. Intanto tutta la zona restava ovviamente senza corrente elettrica, e non è mancata la preoccupazione per alcuni anziani e malati residenti nell'area che però sono stati assistiti dai sanitari del 118, giunti immediatamente sul posto, insieme ai carabinieri della Stazione di Sala Consilina al comando del Luogotenenete Cono Cimino. Dai primi rilievi compiuti dai tecnici dell'Enel quanto accaduto sarebbe stato causato dalla rottura di un cavo elettrico, forse imputabile al caldo. Il responsabile Enel per l'area di Sala Consilina ha confermato che non si sono registrati danni particolarmente gravi, ma i tecnici dovranno lavorare tutta la notte per riparare il guasto. Nel frattempo intorno alle 17,00 la corrente a bassa tensione è stata comunque assicurata, e le persone sgomberate hanno potuto far rientro nelle proprie abitazioni, nei negozi e negli uffici.
Antonio Sica

Cronaca


Anche Sala Consilina ha partecipato ieri alla giornata della solidarietà per Nino Di Matteo, il sostituto procuratore della DDA di Palermo che ha ricevuto minacce mafiose. Proprio come 21 anni fa, sembrano ripetersi le stesse parole, gli stessi gesti che precedettero l'attentato del 19 Luglio 1992 a Palermo,in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino, all'epoca Procuratore della Repubblica a Marsala, e la sua scorta. L'attentato seguì di due mesi lastrage di Capaci, in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone, amico e collega di Borsellino, segnando uno dei momenti più tragici nella lotta alla mafia. A distanza di 21 anni, la mafia torna a minacciare un pm, questa volta Nino Di Matteo, ma stavolta dalle parole si sarebbe passati ai fatti. Secondo quanto rivelato da un confidente sarebbero pronti esplosivo e telecomando per preparare un attento nei confronti del pm che si occupa, tra le altre cose, delle indagini sulla Trattativa tra stato e Mafia. Lo stesso confidente avrebbe parlato anche di alcuni incontri tra i boss per la preparazione dell'attentato. Per questo la sicurezza intorno al magistrato della Dda di Palermo è stata portata al livello uno: il massimo. Per proteggerlo sono stati chiamati tre carabinieri del Gruppo intervento speciale dell'Arma, le teste di cuoio. E un'auto "staffetta" che, oltre alle tre già a tutela di Di Matteo, avrà il compito di bonificare le strade prima del passaggio del magistrato. Mentre tutto questo sembra passare quasi inosservato sui media nazionali, ieri una mobilitazione popolare e civile ha voluto scuotere le coscienze, e provare a fare qualcosa PRIMA di una nuova tragedia. L'iniziativa ha unito tante città d'Italia ed estere intorno a Nino Di Matteo, facendo srotolare per qualche minuto dal monumento o dal palazzo più importante di ciascuna città uno striscione per Nino. Tra i partecipanti dunque anche Sala Consilina, con lo striscione che ha campeggiato ieri sera sulla fontana dei Tre Canali nella centralissima Piazza Umberto I, con la scritta: "Sala Consilina ed il Vallo di Diano sono con Nino Di Matteo, UCCIDETECI TUTTI". La fotografia dell'evento di solidarietà svoltosi a Sala Consilina è visibile insieme a tante altre sul diario di Salvatore Borsellino,e sarà ripresa da "IL Fatto Quotidiano". "Una bellissima giornata di partecipazione alla vita democratica per la difesa della Giustizia e della Verità" hanno commentato alcuni degli organizzatori dell'iniziativa nel Vallo di Diano, Roberto De Luca e Antonio Gallo. Tante le iniziative in tutta Italia per dare solidarietà a Di Matteo, tra le quali flash mob davanti al palazzo di giustizia di Palermo organizzato dal coordinamento nazionale antimafia "Riferimenti-Gerbera gialla". "Palermo e l'Italia - dicono in una nota gli organizzatori - non possono permettersi un altro Giovanni Falcone. Non possono permettersi un altro Paolo Borsellino. Se, malauguratamente, dovesse accadere qualcosa a Nino di Matteo o ai suoi colleghi che indagano e hanno indagato sulla trattativa, avremmo la definitiva prova che Stato e Mafia sono la stessa cosa"
Antonio Sica

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Privacy Policy.

Accetto i cookie da questo sito.