Cronaca

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Al termine di specifici servizi tesi a reprimere lo spaccio di sostanze stupefacenti, specie tra i più giovani, i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina hanno tratto in arresto, in flagranza di reato un 27enne (D.A.) per detenzione ai fini di spaccio. Il ragazzo, infatti, a seguito di accurata perquisizione domiciliare operata dai militari della Stazione locale, è stato trovato in possesso di 160 grammi circa di marijuana, avvolta in un involucro. L'arrestato e' stato tradotto al regime degli arresti domiciliari, in attesa di essere sentito dalla procura di Lagonegro.

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A Teggiano atti vandalici e ladri in azione presso la nuova struttura destinata ad ospitare il Liceo Artistico dell'Istituto Scolastico Pomponio Leto. "Una vicenda scandalosa -sottolinea ai nostri microfoni il dirigente scolastico Rocco Colombo- anche perché la struttura, praticamente completata da 3 anni, non è stata incredibilmente ancora consegnata al nostro Istituto Scolastico per la mancanza dell'allacciamento al servizio elettrico e a quello dell'acqua!".

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I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina al comando del Capitano Emanuele Corda, hanno eseguito quattro misure cautelari (un arresto in carcere e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), per il danneggiamento di un negozio e l'incendio doloso di un'autovettura effettuato per truffare alla compagnia di assicurazione circa 150mila euro. In particolare le indagini, portate avanti dai Carabinieri della Stazione di Sala Consilina, al comando del Luogotenente Cono Cimino, collaborati dai colleghi di Buonabitacolo, si riferiscono ad un incendio verificatosi il 7 luglio 2013, e che secondo i protagonisti della vicenda sarebbe scaturito dalla perdita del controllo di una Nissan Micra, che aveva sfondato la vetrina di un negozio di scarpe di Sala Consilina, di proprietà del destinatario della misura cautelare più grave. All'epoca i militari dell'arma giunti sul posto vi avevano trovato una donna 39enne di Buonabitacolo, in compagnia della figlia di 10 anni, che aveva raccontato la sua versione dei fatti secondo la quale l'auto da lei condotta a causa di un guasto al motore era andata in fiamme sulla SS 19, ed in seguito alla conseguente perdita di controllo del mezzo era andata ad impattare all'interno contro la vetrina del negozio ""Gallery Shoes", causandone l'incendio. Una versione che però fin dal primo momento non aveva convinto i Carabinieri, rimasti perplessi per la presunta dinamica dei fatti e per le testimonianze raccolte, in molti casi lacunose ed inverosimili. Si è quindi scoperto che in realtà non si trattava di incidente ma di incendio doloso, con correlato tentativo di truffa ai danni della compagnia assicuratrice della Nissan Micra. Se il piano fosse andato in porto avrebbe garantito ai responsabili, ed in particolare all'organizzatore della messa in scena, la somma di 150mila euro. La misura della custodia in carcere è stata eseguita nei confronti un 39enne di Sala Consilina (G.C.), già detenuto nella casa circondariale di Milano per altre tipologie di reati. L'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria è stato invece disposto nei confronti di una donna di 39 anni (C.R.) e un uomo di 36 di Buonabitacolo(A.L.), e di un uomo di 37 anni di Sala Consilina (C.C.) fratello dell'arrestato. Sono tutti accusati di concorso in incendio doloso e fraudolento danneggiamento di beni, anche se il 39enne arrestato dovrà inoltre rispondere delle minacce che avrebbe effettuato nei confronti di alcuni testimoni affinché non rivelassero fatti riguardanti l'incendio. Ognuno dei coinvolti avrebbe avuto un ruolo nella messa in scena del reato, che era stato progettato nei minimi dettagli. Dalla ricostruzione dei Carabinieri è emerso che gli autori materiali della messa in scena, organizzata dal 39enne, sarebbero stati gli altri due uomini, che avrebbero posto l'auto all'interno del negozio ed appiccato le fiamme. I due avrebbero però sottovalutato la potenza dell'incendio, che alla fine ha coinvolto anche il motorino parcheggiato fuori dal negozio di scarpe, che doveva essere usato per la fuga. Non solo, il 36enne di Buonabitacolo è rimasto anche ustionato, tanto da dover essere ricoverato presso un ospedale di una regione confinante. I controlli dei militari dell'arma hanno infatti appurato che l'uomo aveva riportato ustioni di secondo grado su buona parte del corpo, dichiarando che la causa era stato l'incendio di alcune sterpaglie. Il compito della donna di Buonabitacolo era invece –come poi avvenuto- quello di addossarsi la colpa di quanto accaduto. A questo punto i Carabinieri hanno messo insieme tutti i tasselli e ricostruito nei dettagli il tentativo di truffa. Il 39enne di Sala Consilina arrestato è accusato inoltre di detenzione di droga ai fini di spaccio: avrebbe consegnato, sotto minaccia, 300 grammi di marijuana ad un suo conoscente con lo scopo di farla occultare in luogo nella disponibilità di uno dei testimoni, che aveva lasciato dichiarazioni da cui emergevano elementi di colpevolezza delle persone destinatarie delle misure cautelari.

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Sono state ben 373 le imprese del Vallo di Diano che hanno fatto richiesta di cessazione di attività alla Camera di Commercio di Salerno nel corso del 2013. Dunque più di un imprenditore al giorno, dal primo Gennaio al 31 Dicembre 2013, si è visto costretto ad arrendersi alle conseguenze della crisi e ad alzare bandiera bianca nel territorio valdianese, con tutte le conseguenze che ne derivano per centinaia di famiglie, tra quelle degli imprenditori e quelle dei dipendenti, che hanno perso la loro fonte di reddito. Una situazione drammatica che è andata peggiorando negli ultimi anni, e che dovrebbe essere la prima all'ordine del giorno dell'azione amministrativa ed istituzionale, ma della quale invece si parla raramente e che, cosa ancora più grave, soprattutto continua a non vedere una via d'uscita nè interventi concreti. Secondo i dati forniti dall'Ufficio dell'INPS di Sala Consilina nel settore industriale le richieste per l'ex indennità di disoccupazione -che con la riforma del lavoro del 2012 ha preso il nome di Assicurazione Sociale per l'Impiego (ASPI)- sono state 1000 nel 2011 e 1250 nel 2013, con un incremento in 3 anni del 26%. Vale la pena ricordare che l'accesso all'ASPI è concesso solo se il lavoratore ha raggiunto un livello minimo di contribuzione, e che per i lavoratori che hanno invece raggiunto requisiti contributivi inferiori è prevista una forma di ammortizzatore ridotta che viene chiamata "mini ASPI". Le richieste per la mini ASPI all'INPS di Sala Consilina sono passate da 700 nel 2011, al 900 nel 2013, con un incremento del 20%. Ma anche nel comparto agricolo le cose non vanno meglio: se nel tempo si sono ridotti considerevolmente gli imprenditori agricoli, le richieste per l'ASPI sono passate da 800 (nel 2011) a 1000 (nel 2013), con un incremento del 20%. E' evidente che quello del lavoro e dell'impossibilità di portare avanti la propria attività imprenditoriale è il vero tema che dovrebbe essere al centro dell'agenda politica e istituzionale territoriale, ed invece sembra essere lontano anni luce dai riflettori e dall'azione politica. Lo ha ribadito chiaramente anche Giulia D'Aloia, figlia di quell'imprenditore di Sala Consilina che a inizio Gennaio è stato l'ennesima vittima della crisi e di questo stato di cose. Una lettera aperta, quella di Giulia, che andrebbe letta e riletta dall'inizio alla fine riga per riga migliaia di volte, perché rappresenta in modo esemplare un atto d'accusa contro l'immobilismo e l'ipocrisia dilagante espresso con grandissima dignità.
"Mio padre –ci dice tra le altre cose Giulia- in un momento delicato della sua vita ha perso completamente la speranza. Ha smesso di avere fiducia nel futuro. Dopo decenni di duro lavoro e di incalcolabili sacrifici ha creduto che il domani non portasse più alcuna possibilità".
Che altro aggiungere di fronte a queste parole di verità, quando l'agghiacciante e sconcertante dato diffuso dal Centro Studi di Confartigianato, a proposito dell'andamento delle imprese artigiane nel nostro paese, conferma che in Italia sono oltre 93 le attività chiuse al giorno! L'anno che si è da poco concluso ha inflitto un durissimo colpo alle imprese artigiane, da sempre promotrici di lavoro e sviluppo. Dal 2008 il numero di imprese che ha chiuso bottega arriva addirittura a quota 80.000, ed il segretario generale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Sergio Silvestrini, denuncia a ragione il totale silenzio dei "media di regime" sul dramma vissuto da questi imprenditori e dalle loro famiglie. Ancora di più nel Vallo di Diano questi temi sembrano non trovare spazio e considerazione. Nonostante i tanti campanelli d'allarme una classe politica ormai arroccata solo in posizione di difesa sembra incapace di "vedere" che le tante saracinesche abbassate e le imprese che chiudono rappresentano il vero dramma vissuto dal territorio. Le poche iniziative portate avanti, esclusivamente in difesa, sono sempre le stesse da ormai 30 anni, e con sempre minore efficacia. Le parole di oggi sono uguali a quelle di ieri, anche se i tempi e le contingenze sono completamente diversi. Insomma la politica del Vallo di Diano parla una lingua antica e datata, incomprensibile per chi non arriva più nemmeno alla metà del mese e non può pagare le bollette. Il tanto sbandierato decollo dell'economia legato al turismo e all'agricoltura è restato sulla carta, mentre il vero motore del reddito territoriale, fatto di tante piccole e medie imprese, sta andando in frantumi nel più assoluto silenzio.

Antonio Sica

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