Cronaca

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La Guardia di Finanza di Savoia di Lucania, ha arrestato un giovane di 26 anni trovato in possesso di oltre 650 grammi di marijuana e di 25 semi di canapa indiana. Le Fiamme Gialle hanno scoperto che il giovane confezionava e nascondeva la marijuana (ricavata dall'essicazione di piante) in un prefabbricato in contrada Santa Maria. 

Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. Ulteriori indagini sono in corso per accertare la presenza nella stessa zona di altri siti per la coltivazione di marijuana.

 

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Si terrà domani 2 ottobre, presso il tribunale di Lagonegro, l’udienza di convalida dell’arresto per Gianni Paciello, il 22enne di Sassano che domenica pomeriggio ha investito, schiacciato ed ucciso i fratelli Gianni e Nicola femminella, Daniele Paciello e il suo stesso fratello, Luigi Paciello. Gianni Paciello, è tuttora ricoverato presso l’ospedale San Leonardo di Salerno, piantonato dai carabinieri in stato di arresto con l’accusa di omicidio plurimo volontario.

Domani mattina si terrà l’udienza di convalida del suo arresto. La responsabilità di Paciello nell’omicidio dei 4 ragazzi è aggravata anche dalle immagini di video sorveglianza che hanno ripreso tutta la scena. Gianni Paciello infatti, in queste immagini, è ripreso mentre esce da un bar che si trova ad una distanza di al massimo 300 metri dal luogo dello schianto. Per percorrere questi 300metri a bordo della sua BMW, Paciello ha impiegato solo 6 secondi. Dunque la vettura viaggiava a 135 km orari. I filmati delle videocamere di sorveglianza riprendono il volo della vettura all’altezza della rotatoria e lo schianto, immediato, sui tavolini del bar. I poveri ragazzi non hanno nemmeno avuto il tempo di accorgersi di quanto stava per accadere.

Sono morti in un secondo. Solo uno di loro pare si sia reso conto della BMW che stava per arrivargli addosso, ma non ha fatto in tempo a scappare. Numerose le aggravanti a carico di Gianni Paciello, circostanze che hanno portato il capo di imputazione ad essere l’omicidio volontario. Innanzitutto il tasso alcolemico: dalle analisi del sangue di Paciello, infatti, è emerso un  tasso alcolico del valore di 1.3, vale a dire tre volte superiore al limite del consentito. “Non siamo in una fase di stordimento, ci spiegano glie esperti, ma quasi”. Inoltre ad influire sul capo di accusa di Gianni Paciello, il fatto che, essendo del posto, sapeva perfettamente che a distanza di 300 metri avrebbe incontrato una rotonda, e sapeva bene anche che in quella rotonda si trovano numerosi bar… dunque Paciello, secondo gli inquirenti, mettendosi alla guida dopo aver bevuto, e procedendo a quella velocità, sapeva di poter arrecare danni a chiunque incontrasse lungo il suo cammino.   

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Il giorno dopo i funerali dei fratelli Gianni e Nicola femminella, di Daniele Paciello e di Luigi Paciello, il Vallo di Diano sembra svegliarsi intorpidito, sopito dalla nebbia dell’incredulità per quanto accaduto. Quelle immagini resteranno per sempre nei cuori di quanti hanno assistito alla strage di domenica pomeriggio. Il rosso del sangue stride con il bianco delle bare… l’eco delle urla di quel pomeriggio rimbomba nel silenzio dei cortei funebri di ieri. Palloncini, striscioni, fiori… tra tutti lascia l’amaro in bocca quella corona di gerbere bianche presente al funerale di Luigi Paciello. A mandarla, il fratello… quel fratello piantonato in stato di arresto per omicidio plurimo volontario presso l’ospedale di Salerno, quel fratello che nella sua folle corsa a 135 km orari, non poteva immaginare che avrebbe ucciso il suo fratellino più piccolo, dando così un dolore ancora più grande alla madre. Madre che in casa ha sia la vittima che il carnefice, madre compianta e abbracciata anche dalle famiglie degli altri ragazzi uccisi che ieri in occasione del funerale del piccolo Luigi non hanno fatto mancare le loro condoglianze. Le riflessioni si sprecano… chissà se serviranno a non rendere vana questa morte, chissà se serviranno ad evitarne altre… chissà che tanto dolore non abbia smosso le coscienze di chi spesso al volante dimentica quanto male puo fare. Chissà se queste morti serviranno a sollecitare controlli ma soprattutto pene più severe…. Interrogativi che certo non restituiranno questi giovani alle loro vite e alle loro famiglie affrante. Ma la comunità valdianese queste risposte le attende con ansia: troppe volte negli ultimi anni ha dovuto assistere impotente a vite spezzate nel fiore dell’età. E su tutto il messaggio lanciato dall’altare da Mons. Antonio De Luca: un appello all’unità da parte della comunità in questo momento così difficile. Ma anche un appello a riappropriarsi dell’impegno educativo rivolto ai sacerdoti, alle istituzioni e alle famiglie. 

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Alle ore 15,00, presso la Chiesa della Madonna di Pompei a Silla di Sassano, si sono svolte le esequie di Luigi Paciello, altra vittima del tragico incidente stradale verificatosi domenica scorsa. Il saluto a Luigi ha chiuso la triste giornata di dolore che la comunità sassanese ha vissuto. Il feretro, come tutti le altre salme, è stato salutato con un lungo e scrosciante applauso e in unì'atmosfera di intensa commozione. Atmosfera che ha accompagnato tutti i funerali di questo 30 settembre che resterà per sempre nella mente della comunità di Sassano come il giorno più triste. 

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