Cronaca

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Tutti rinviati a giudizio gli otto indagati nell’ambito dell’operazione Coffee Break portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina che, nel novembre del 2018, avevano tratto in arresto 8 persone per spaccio di sostanza stupefacente. Cadono, però, alcuni capi di imputazione. Delle 8 persone arrestate 5 sono residenti nel Vallo di Diano di cui 2 italiani di Teggiano ed Atena Lucana ed altri tre stranieri, 2 marocchini ed una donna romena, che risultano residenti a Teggiano. Martedì scorso, 12 maggio, è stata resa nota la decisione del giudice per le Udienze Preliminari Mariano Sorrentino che ha disposto il rinvio a giudizio per tutti gli 8 indagati.

Tutti assenti gli imputati all’udienza per stabilire il rinvio a giudizio con presenti i soli avvocati Michele Di Iesu, difensore dei 3 stranieri residenti a Teggiano, Marianna Morello difensore del 45enne teggianese, Erminio Cioffi Squitieri, difensore del 32enne atenese e l’avvocato Di Stefano del Foro di Salerno in difesa degli indagati residenti ad Eboli luogo dove ci si riforniva della droga, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Compagnia carabinieri di Sala Consilina ed in particolare dal NOR guidato dal Capitano Gaetano Ragano che, dalle indagini effettuate dal novembre 2017 all’aprile 2018, avevano portato ad individuare la fitta rete di spaccio di droga.

Gli 8 indagati, secondo quanto emerse nell’ambito delle indagini si rifornivano ad Eboli per poi vendere la sostanza stupefacente nel Vallo di Diano con piazze di spaccio individuate nei comuni di Sala Consilina, Buonabitacolo, Teggiano e Atena Lucana. La maxi operazione portata a termine dagli uomini del Capitano Davide Acquaviva, aveva portato anche al sequestro di 1,5 kg di sostanza stupefacente di vario tipo che avrebbe prodotto circa 6200 dosi di droga da immettere sul mercato. L’udienza ha avuto svolgimento dato che, uno degli imputati, era sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari. In virtù delle normative anti-covid che hanno portato anche alla riduzione delle attività giuridiche, ad oggi e fino a nuove disposizioni, vengono effettuate solo udienze che coinvolgono soggetti sottoposti a misure restrittive e limitative della libertà.

Per tale ragione, martedì scorso si è tenuta l’udienza preliminare in cui il giudice ha assunto il provvedimento alla presenza dei soli avvocati Di Iesu e Morello, disponendo il rinvio a giudizio degli 8 indagati fissando l’udienza al prossimo 23 giugno presso il Tribunale di Lagonegro. Per alcuni degli imputati, tra cui anche il 45enne teggianese difeso dall’Avvocato Morello, il giudice ha deciso il non luogo a procedere per alcuni capi di imputazione. Inoltre l’unico imputato ancora sottoposto alla misura restrittiva difeso dall’avvocato Di Iesu, sono stati revocati gli arresti domiciliari e pertanto ora risulta libero.

Anna Maria CAVA

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Atto vandalico a Monte San Giacomo. Distrutti tavoli, panche e staccionate nei pressi del Rifugio Forestale ai piedi del Cervati.

A scoprire e denuciare il fatto i ragazzi del Forum dei Giovani locale, presieduto da Simone Totaro. Si dicono indignati per tanta incività e mancanza di rispetto verso tutta la comunità.

"Viviamo in un paese di montagna dove ci sono posti splendidi e nei quali la nostra comunità ha avuto il piacere di passare momenti indimenticabili - scrivono - gli stessi posti che porterai sempre nel cuore e di cui, non importa quanto tempo passerà, conserverai sempre ricordi indelebili. Per questo fa malissimo scoprire una cosa del genere, un gesto meschino e avvilente, di mera violenza gratuita. Un atto vandalico. Dove molti della nostra comunità spesso e volentieri trascorrono giornate con amici e famiglia, ed è triste scoprire che qualcuno ha voluto distruggere tavoli, panche e staccionate senza il minimo rispetto verso gli altri e verso la natura. Alcuni hanno pensato che fosse stata opera di animali selvatici, ma in realtà no. È stata opera di un essere che difficilmente si può chiamare uomo. Le tavole di legno staccate sono state usate come legna da ardere e le panche disarcionate insieme ai blocchi di cemento che le supportavano. È evidente che chi ha portato a termine questo scempio lo abbia fatto per divertimento e senza curarsi di quello che altri avrebbero pensato.
Noi come Forum dei Giovani condanniamo appieno qualsiasi atto di natura vandalica, soprattutto quando viene attuato da persone che non hanno la minima cognizione di come si ci comporti in una società civile. Vedere ciò è qualcosa che ci rattrista molto. Detto questo, speriamo di ritornare presto a divertirci in quei luoghi ma se vengono ritrovati in questo stato non sarà più possibile farlo.
Manteniamo questi posti in modo che possano usufruirne tutti, conserviamoli con rispetto anche per tramandarli a chi verrà dopo di noi".

Rosa ROMANO

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All’alba di questa mattina operazione della Guardia di Finanza di Salerno che, su disposizione del GIP del Tribunale di Nocera Inferiore ha dato seguito ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti residenti nei comuni di Scafati, Pagani e Poggiomarino in provincia di Napoli, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Dalle indagini delle Fiamme gialle è emerso che i principali indagati, con l’ausilio di soggetti estranei alla famiglia, hanno distratto agli asset di imprese che avevano poi dichiarato fallimento causandone il dissesto per poi sottrarre i beni aziendali dalle procedure di riscossione coattiva dei crediti erariali.

La Guardia di Finanza ha potuto accertare che le operazioni illecite si erano consumate prima attraverso una fusione tra due società non giustificata da ragioni economiche e, inoltre, risultava formalizzata un’operazione di cessione di quote societarie che, durante le indagini è emerso si sia rivelata del tutto simulata. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno inoltre accertato che i beni aziendali della società fallita continuavano ad essere gestiti dalle stesse persone fisiche e ad essere utilizzati dalla stessa attività imprenditoriale.

Oltre all’obbligo di dimora nel comune di residenza, agli indagati è stata applicata la misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività d’impresa e di ricoprire qualsiasi incarico direttivo per otto mesi. Agli stessi soggetti è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo per equivalente di tutti i beni mobili e immobili a loro riconducibili, per un valore complessivo che supera i 2 milioni di euro

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Sentenze favorevoli in cambio di soldi alla Commissione tributaria di Salerno. Arrivano le condanne per gli imputati che avevano scelto il rito dell’abbreviato nell'ambito dell'operazione Ground Zero che ha portato alla luce un giro di mazzette con il coinvolgimento di giudici compiacenti, funzionari corrotti ed imprenditori.

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