Cronaca

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Su delega della Procura della Repubblica di Salerno, i Finanzieri del Comando Provinciale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino alla concorrenza di 700 mila euro, a carico degli amministratori di due società del Salernitano che si occupano della lavorazione e vendita di marmi.

Il provvedimento del GIP presso il Tribunale del capoluogo è stato adottato sulla base dei riscontri acquisiti dai militari della Tenenza di Battipaglia durante la verifica fiscale di una delle due imprese.

In particolare, è emerso che il personale risultava formalmente assunto da una società per essere poi di fatto impiegato dall’altra. In astratto si tratterebbe di una sorta di outsourcing (esternalizzazione), una pratica ammessa dal Legislatore, a determinate condizioni, per consentire che taluni servizi secondari siano direttamente appaltati ad imprese esterne.

Il rischio, però, è che l’impresa che ha “in carico” la manodopera sia soltanto uno schermo societario, per consentire al soggetto che di fatto la impiega di usufruire, in questo modo, di un illegittimo abbattimento delle imposte.

Nel caso concreto, la società effettivamente operativa ha potuto contabilizzare fatture relative ai costi del personale quantificate in un milione e 600 mila euro, detraendo indebitamente anche l’IVA per 350.000 euro. Nel contempo, quella operativa solo “sulla carta” non ha effettuato alcun versamento d’imposta, pur a fronte di tutte quelle fatture emesse.

Il danno complessivo per l’Erario è stato quindi determinato in oltre 700 mila euro.

Su iniziativa della Procura della Repubblica di Salerno, il G.I.P. del Tribunale alla sede ha pertanto disposto il sequestro di beni nella disponibilità degli indagati, fino alla concorrenza dell’evasione accertata, per garantire il recupero delle somme sottratte all’Erario. Nel corso delle perquisizioni, i Finanzieri hanno sinora rinvenuto e cautelato liquidità sui conti correnti ed un capannone, per un valore complessivo che supera i 700.000 euro.

I due imprenditori sono ora chiamati a rispondere dell’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento dell’IVA e somministrazione fraudolenta di manodopera, accuse per le quali rischiano fino a 8 anni di reclusione.

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Irregolarità e mancato rispetto delle norme anti-covid sono emerse nel corso dei controlli effettuati nel Vallo di Diano dai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, guidati dal capitano Paolo Cristinziano, che hanno chiuso due bar per 5 giorni e sanzionato 7 persone.
 
Nel locale di Montesano sulla Marcellana i militari hanno trovato gli avventori intenti a consumare nonostante i divieti mentre in quello a Sala Consilina i clienti stavano giocando a carte.

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Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni in lutto. Nel pomeriggio di oggi si è diffusa la notizia della morte, a Salerno, dell'ex Presidente Giuseppe Tarallo, 73 anni. Il decesso, secondo quanto si apprende, sarebbe sopravvenuto a seguito di complicazioni derivanti da un delicato intervento chirurgico a cui era stato sottoposto nei giorni scorsi. 
 
Una notizia che rattrista l'intero territorio del Parco e non solo la comunità di Montecorice di cui era stato Sindaco. 
 
Dall'attuale presidente del parco Tommaso Pellegrino arriva il messaggio di profondo cordoglio: “La notizia della scomparsa di Peppe Tarallo - scrive Pellegrino - è un colpo durissimo per l’intera comunità del Cilento. Un ambientalista vero che ha amato e difeso la sua terra dalle speculazioni e dalle mire della criminalità senza mai risparmiarsi. Ho avuto l’onore di condividere con lui  un lungo percorso politico e istituzionale nel corso del quale abbiamo condotto insieme  tante battaglie per la tutela del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,  e per la promozione delle sue immense ricchezze naturalistiche, archeologiche e culturali". 
 
"E’ stato il primo Sindaco “Verde” d’Italia - ricorda - e uno dei miei predecessori alla guida del Parco. Ci lascia un insegnamento fondamentale sulla possibilità di creare ricchezza coniugando tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile. Sono vicino alla sua famiglia in questo momento di dolore e attiverò da subito tutte le procedure affinchè il suo ricordo resti indelebile nella nostra comunità oltre che nei nostri cuori”. 
 

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Lutto cittadino a Vibonati per i funerali di Michele Quintiero, il 62enne vigile urbano deceduto lo scorso 15 marzo presso la propria abitazione a seguito arresto cardiocircolatori. Il 62enne amato e ben voluto da tutti, aveva ricevuto, poche ore prima del decesso, una dose del vaccino Pfizer, da qui il sequestro della salma per effettuare l'autopsia finalizzata a comprendere le esatte cause del decesso e se il siero somministrato possa aver avuto un ruolo nel malore che ha provocato la morte di Quintiero. Nel pomeriggio di oggi alle 15,30 i funerali presso la Chiesa di San Francesco a Vibonati. L'autopsia è stata effettuata sabato scorso presso l'ospedale di Lagonegro. Ora si attendono i risultati che dovrebbero arrivare entro una ventina di giorni.

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