Cronaca

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In località Licinella di Capaccio Paestum ieri sera un incendio è divampato all’interno di un’abitazione in cui vive una famiglia di nord africani. Ferita una donna, questo il bilancio.

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Commercializzava al pubblico cannabis light nonostante una recente sentenza della Cassazione ne certificasse il divieto. All'interno di un esercizio commerciale del Vallo di Diano i carabinieri, rinvenivano ben 15 confezioni di infiorescenze di Marijuana-cannabis, sostanza per il quale la recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che non rientra nelle 62 varietà di cannabis sativa di cui è lecita la commercializzazione.

Nel corso di attività di controllo presso le attività commerciali, gli uomini del Capitano Davide Acquaviva riscontravano all'interno di un locale di ristoro nel Vallo di Diano la presenza di 15 confezioni di infiorescenze di marijuana-cannabis sativa destinata alla commercializzazione al pubblico. I militari hanno quindi provveduto ad accertare che il contenuto delle confezioni che rientrava nelle tipologie non rientranti come soggette all'applicazione della legge n. 242 del 2016 che riconosce l'autorizzazione alla commercializzazione di foglie, foglie, inflorescenza, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione di specifiche varietà di canapa.

Piuttosto il prodotto all'interno degli involucri era soggetto all'applicazione della normativa legato al reato di cui all'articolo 73 del Decreto del Presidente della Repubblica sul Testo Unico sugli stupefacenti che vieta la commercializzazione e produzione o comunque la consegna a qualsiasi titolo dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa light, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficace drogante”.

A seguito della scoperta i militari dell'arma hanno quindi provveduto al sequestro di circa 30 grammi di sostanza stupefacente di tipo  marijuana light messo in vendita per un valore complessivo di circa 300 euro. Inoltre è stato denunciato un 28enne per detenzione ai fini della vendita di sostanza stupefacente.

Anna Maria CAVA

 

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Il Cilento sembra non trovare pace in questo periodo. È finito nei guai un tecnico comunale del Comune di Giungano per un appalto, risultato irregolare, che riguardava i lavori al cimitero comunale.

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mv 557

Questa mattina la Guardia Costiera di Salerno è stata impegnata in una complessa operazione contro della pesca illegale, nelle acque antistanti il litorale del Comune di Eboli. Gli uomini della Capitaneria di porto hanno sorpreso, in località Foce Sele, un pescatore sportivo intento ad utilizzare un attrezzo non consentito. Gli è stata dunque irrogata una sanzione amministrativa dell’importo di mille euro ed è stata sequestrata una rete da posta di circa 800 metri.

Contestualmente, i militari impiegati a bordo della motovedetta hanno rinvenuto, sempre nelle acque antistanti il Comune di Eboli, attrezzi da pesca del tipo “nassa” e una rete di circa mille metri non segnalati. In questo caso, oltre al sequestro degli attrezzi, è stata redatta una denuncia penale contro ignoti per inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione. Il pescato rinvenuto è stato dichiarato non idoneo al consumo umano dal personale dell’Azienda Sanitaria Locale e destinato alla distruzione.

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