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Nuovo appuntamento per i ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Sanza dedicato alla sensibilizzazione verso i temi ambientali ed in particolare verso l'importanza del Monte Cervati per la comunità, grazie al progetto dell'Associazione Le Tre T del Cervati.  Nella giornata di ieri i bambini delle classi 1^, 2^ e 3^ dell'istituto comprensivo sono stati protagonisti della speciale lezione di educazione alla montagna "La vetta del Cervati" finalizzata anche a formare i giovani e a renderli più attenti protagonisti di un progetto di valorizzazione turistica del Monte.

Il tema trattato nella giornata di ieri ha suscitato grande interesse grazie anche all'importante contributo del gruppo speleologico GSA che hanno affrontato argomenti riguardanti il sistema carsico delle montagne del Cilento con particolare riferimento all’inghiottitoio di Vallivona, mostrando ai ragazzi le diverse attività legate all’uso dell’imbracatura per svolgere un'escursione in sicurezza. L'iniziativa si collega alle attività promosse dall'associazione organizzatrice che opera nei settori culturale  e turistico ricreativo, ponendosi tra le finalità primarie proprio quella di promuovere, sotto ogni forma, lo sviluppo culturale, turistico, sociale naturalistico e sportivo dilettantistico del territorio.

Tra le principali attività quello di realizzare e promuovere iniziative di promozione dell'area dal punto di vista turistico e culturale attraverso anche eventi educativi come quello proposto nelle scuole. Fonte di ispirazione dell'Associazione le tre T del Cervati, sono i principi costituzionali che si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona. Tra le principali iniziative la volontà e l'impegno dei membri del sodalizio di promuovere iniziative utili alla tutela, promozione e valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali anche mediante interventi di educazione ambientale e progetti divulgativi rivolti a bambini, adolescenti, adulti, anziani ed istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, enti pubblici e privati.

Anna Maria CAVA

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Anche la Campania colpita dal Coronavirus. Sono 3 i casi accertati tra cui anche una giovane donna rientrata da Cremona dove lavora come biologa e tecnico di laboratorio e residente a Montano Antilia. La ragazza, 26 anni, di origine ucraina ma da diversi anni residente nel Cilento, era tornata in treno da circa una settimana dalla Lombardia per trascorrere un periodo di vacanza con la sua famiglia.

La giovane, appena rientrata ha accusato malore e febbre e, dopo alcuni giorni trascorsi a casa senza che la febbre accennasse ad abbassarsi, avvertendo anche problemi respiratori, si è recata presso l'Ospedale di Vallo della Lucania accompagnata dai genitori. Accolta dai sanitari è stata sottoposta a tampone con i risultati che hanno dato esito positivo. A quel punto è stato disposto il trasferimento presso l'ospedale Cotugno di Napoli, dove intanto erano stati accertati altri due casi di Covid -19, utilizzando appositi mezzi e seguendo il protocollo sanitario previsto in caso di contagio da coronavirus. Per i familiari è invece scattato l'obbligo della quarantena presso la propria abitazione.

Il dott. Andrea De Vita, direttore sanitario dell'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino ha specificato come, ad accogliere la ragazza è stato personale preparato ed adeguatamente attrezzato, inoltre, secondo quanto riferisce nell'intervista la 26enne è stata poi ricoverata in un reparto appositamente allestito per emergenze sanitarie simili. Il direttore del presidio ospedaliero di Vallo della Lucania esclude quindi qualsiasi tipo di contaminazione così come evidenzia che la paziente affetta da coronavirus non sia entrata in contatto con altri pazienti ricoverati presso il San Luca. Intanto sono stati richiesti ulteriori accertamenti sul caso della ragazza di Montano Antilia con indagini più accurate che saranno effettuate allo Spallanzani di Roma.

Intanto, per precauzione, è stata disposta la quarantena anche per il personale sanitario entrato in contatto con la 26enne. In Campania risultano 3 le persone contagiate da COVID 19, due ragazze di 25 e 26 anni, oltre alla ragazza di origini ucraine residente a Montano Antilia, anche una giovane del casertano, anche lei rientrata da poco dalla Lombardia, entrambe ricoverate al Cotugno, e un uomo di 45 anni napoletano che ha deciso di sottoporsi al tampone perché rientrato da poco dalla Lombardia ma che, n on presentando complicazione è stato disposto per lui la quarantena in casa. A tal proposito le autorità nazionali hanno deciso di ridurre il ricorso al tampone riservandolo solo a coloro che presentano la sintomatologia tipica del contagio da coronavirus.

Anna Maria CAVA

 

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I vescovi delle Diocesi di Vallo della Lucania Mons. Ciro Miniero e di Teggiano Policastro Mons. Antonio De Luca, hanno emesso un documento per regolamentare il comportamento dei fedeli in questo periodo di emergenza sanitaria. Mons. De Luca e Mons. Miniero annunciano la decisione di accogliere i suggerimenti del Ministero della Salute per i luoghi chiusi ed affollati.

Al via quindi l'adozione delle misure precauzionali contro il contagio. Svuotate le acquesantiere presenti in Chiesa, niente scambio della pace, la comunione eucaristica sarà distribuita solo ed esclusivamente attraverso la mano. Inoltre i Vescovo invitano tutti ad adottare ogni misura precauzionale possibile durante le confessioni auricolari e nei contesti che richiedono il contatto personale. Per ciò che riguarda invece le celebrazioni della Santa Messa potranno essere officiate regolarmente così come tutti gli altri riti sacri.

"Facendo nostra l'esortazione della Conferenza Episcopale Italiana - si legge nelle note a firma di Mons. De Luca e Mons. Miniero - ci impegniamo a fare la nostra parte per ridurre smarrimenti e paure, che spingerebbero a una sterile chiusura: questo è il tempo in cui ritrovare motivi di realismo, di fiducia e di speranza che consentano di affrontare insieme questa difficile situazione"

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Opportuno adottare tutte le misure per ridurre al massimo la contaminazione da Coronavirus. Una delle principali misure è quella della cura dell'igiene e soprattutto cercare di mantenere gli ambienti sani. Da qui l'iniziativa del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che, ieri sera, dopo aver ricevuto notizia dei primi due casi di contagio da coronavirus sul territorio regionale ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e anche delle università. Stop alle lezioni, quindi, al fine di consentire l'effettuazione delle operazioni di sanificazione e disinfestazione degli edifici.

Una misura precauzionale che era stata già assunta singolarmente da diversi comuni campani, tra i quali anche Auletta e Caggiano che avevano già previsto di effettuare operazioni di disinfestazione, pertanto avevano disposto la chiusura del plessi scolastici. La Regione Campania, in via precauzionale ha quindi deciso emettere l'ordinanza di sospensione delle attività scolastiche fino a domenica 1 marzo, ritenendo necessario, come si legge nell'ordinanza, realizzare tutte le azioni mirate a garantire le  sedi di maggiore frequenza dei giovani del nostro territorio. Intanto nuove disposizione arrivano anche dal Consiglio Speriore della Sanità che ha disposto una drastica riduzione dei test del tampone per la verifica di un eventuale contagio da Covid 19. Nelle regione focolaio, infatti, secondo quanto emerso, si sarebbe registrato un abuso dei test, molti dei quali effettuati si persone asintomatiche.

Secondo i dati in possesso, sembra infatti che su decine di migliaia di tamponi effettuati, solo il 4% delle persone esaminate è risultato affetto dal virus. Uno spreco enorme di risorse sia umane che economiche, a cui si aggiunge anche un aumento della percentuale di finti casi, ossia di persone che in un primo esame erano risultati positivi al test per poi invece rivelarsi non contagiati. Si moltiplicano inoltre le raccomandazioni a non recarsi in ospedale laddove si presenti una sintomatologia tale da lasciar ipotizzare il contagio, ossia febbre, tosse e difficoltà respiratorie. In questi casi bisogna contattare i numeri 1500 oppure il numero di emergenza regionale 800.90.96.99 che provvederanno ad attivare il protocollo previsto in questi casi e che il servizio di prevenzione e protezione dell'ASL è preparato ad affrontare.

Anna Maria CAVA

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